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“Un presidente del Consiglio non può con proprio decreto cambiare la Costituzione”. Così Matteo Renzi poco fa al Tg5 delle 20. “Noi siamo dalla sua parte – ha aggiunto il leader di Italia Viva – ma non si può fare tutto con un Dpcm. Oltre alla salute è importante anche la liberta e non può esser messa in discussione da un premier”. Il riferimento esplicito è all’ultimo provvedimento firmato da Giuseppe Conte, un decreto del presidente del Consiglio (Dpcm), dove sono state dettagliati tempi e modi della cosiddetta Fase2.

Già questa mattina l’ex premier aveva alzato molto i toni in una intervista rilasciata a Repubblica parlando di “scandalo costituzionale”. Per il leader di Italia Viva “perdiamo 10 miliardi a settimana per il blocco più duro del mondo”. Secondo Renzi, il presidente del Consiglio “non può impattare sulla vita delle persone al punto di definire con Dpcm chi puoi vedere”. Il governo “pensi ai posti di lavoro, non a calpestare la Costituzione”, ha ribadito. Rispetto alla possibilità di uscire dal governo, commenta: “prima facciamo uscire di casa gli italiani, poi vediamo se uscire di maggioranza noi. C’è questo governo, c’è questo premier e finché gli italiani sono chiusi in casa noi non apriremo alla verifica politica”. Ad alimentare un quadro politico agitato è stata anche l’uscita della presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, che ha evocato il rispetto dei ‘paletti’ costituzionali anche in tempi straordinari. Parole subito utilizzate dai critici di Conte obbligando la Consulta a precisare in serata che “è fuorviante e non veritiera una lettura delle parole della presidente Cartabia riferita alle vicende politiche di questi giorni”.

A far da scudo a Conte contro le accuse di Renzi è sceso in campo il segretario Dem, Nicola Zingaretti che ha negato le “violazioni” della Carta con il Dpcm, ridefinendo quella che alcuni avevano letto come un bacchettata al premier come “richiamo giustissimo a temi delicati”. Interpellato sulla critica a lui mossa da Matteo Renzi, il premier Conte nel pomeriggio ha glissato: “Non sono al corrente delle sue dichiarazioni, sono tornato a Roma alle 4. C’è libertà di pensiero, a me tocca decidere con tutta la responsabilità del caso”.

La partita è ancora aperta. Nonostante il leader del Pd abbia precisato che non intende far cadere il governo e che il suo gruppo parlamentare voterà compatto la fiducia sulle misure economiche, Conte sa benissimo che la vera golden share del governo è in mano a Renzi. E l’ex premier potrebbe in qualsiasi momento esercitarla per staccare la spina all’esecutivo rossogiallo.

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