Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
Just fit
True Beauty lab

La proposta di un Reddito Universale è in circolo da diversi anni, ma oggi sembra quanto più utile rispolverarla. È tornato a parlarne tramite il suo blog Beppe Grillo, garante del Movimento 5 Stelle che scrive così: “È arrivato il momento di mettere l’uomo al centro e non più il mercato del lavoro. Per fare ciò si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi“. Ma analizziamo un po’ la proposta utopica che sembra rimbalzare in molti pensieri degli italiani in questi giorni difficili.

Siamo di fronte ad una delle peggiori crisi economiche

Nelle ultime settimane, le curve di contagio stanno crescendo parallelamente alle curve dell’instabilità economica e della paura della gente per il futuro. Difficilmente sarà ipotizzabile una via d’uscita pari a quella trovata nella passata crisi di decennio. Infatti, l’Organizzazione internazionale del lavoro ha stimato come la futura disoccupazione globale colpirebbe ben 25 milioni di persone in Italia, a differenza della crisi del 2008 che ne ha comportati un aumento di 22 milioni. Inevitabilmente sarà la caduta delle entrate per gli italiani, con una inevitabile riduzione del numero di ore lavorative. È stimato come purtroppo milioni di persone non arriveranno a raggiungere la soglia della povertà. Il Reddito Universale è pensato (di teoria si tratta ancora) per soddisfare in equa parte i bisogni umani fondamentali dei cittadini.

Da dove prendere i soldi per il Reddito Universale?

È doveroso proteggere economicamente tutta la popolazione, e un Reddito Universale, incondizionato, potrebbe essere il vaccino ad un collasso del sistema e alla sua instabilità. Da quello che si apprende, il suo finanziamento può variare da una robusta tassazione delle grandi fortune, dei grandi colossi digitali e tecnologici, oppure riprendere in considerazioni le cosiddette “ecotasse”: tasse sui combustibili fossili come carbone, petrolio e gas. Ad esempio, in Alaska dal 1982 una parte delle entrate derivanti dalla tassazione sul petrolio statale è messa in un fondo. Questo, viene regolarmente erogato ai cittadini residenti tramite un dividendo annuale. Proposta già portata avanti da da Alexandria Ocasio-Cortez, prima voce del Green New Deal, che chiede un “Universal Basic Income“: un Reddito di base Universale.

Tutto ciò è utopia o realtà?

Ad oggi il Reddito Universale risulta essere più una pura utopia che una vera teoria economica per rilanciarsi. Garantirebbe la distribuzione della ricchezza, abbattendo le diseguaglianze economico-sociali. In ogni caso, questo sarebbe il periodo maturo per cercare di stravolgere un determinato status quo. È terreno fertile per una rivoluzione civile, sociale ed economica, pari purtroppo a quelle dopo guerra. Al termine della Prima Guerra Mondiale cambiò il modo di integrare le donne nel tessuto sociale lavorativo, portando milioni di donne nelle fabbriche e avviando un percorso di emancipazione ancora non del tutto concluso. Sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale il Piano Marshall rilanciò l’economia e il benessere nel dopo guerra. Con certezza l’emergenza che stiamo vivendo potrebbe favorire una svolta epocale e rivoluzionaria, ma il dubbio resta se conviene progettare un futuro di prospettiva o bisogna pensare a soluzione di sopravvivenza di oggi per l’oggi. Chi vivrà vedrà.

Leggi anche: 400 milioni di buoni spesa, ecco a chi

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE

SEGUICI SU FACEBOOK TWITTER INSTAGRAM

paure

krav-maga-national-academy
Mad Global Service
serral-3x3
Groupama Agenzia Roma Aurelio di Alessandro Buttinelli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here