Reddito di Cittadinanza, oggi voto di fiducia alla Camera. Cattaneo (Forza Italia): “Sei miliardi buttati via, non c’è la certezza che questi soldi arrivino a chi davvero ne ha bisogno”.

La misura anti povertà dei Cinquestelle continua a destare perplessità. Il testo è stato visionato più volte dalle commissioni prima che il Governo potesse chiedere la fiducia. I punti da rivedere sono molti, ma a quanto pare non c'è il tempo materiale per correggere il documento che sta per entrare in vigore.

Questa sera in Aula alla Camera, alle 19,35, il voto sulla questione di fiducia posta ieri sera dal Governo sul Reddito di cittadinanza. Un provvedimento che ha destato le perplessità delle opposizioni, soprattutto quelle di Centrodestra che avevano presentato un programma completamente diverso, condiviso dalla Lega che adesso si ritrova a mettere la firma su una misura che in altri tempi non avrebbe nemmeno lontanamente contemplato. Difficoltà agli sportelli, operatori privi degli strumenti per verificare i reali requisiti dei richiedenti, qualche zona d’ombra sugli aventi diritto: quanti sono? Ci sono i soldi per tutti? Tutte queste imperfezioni hanno ritardato i lavori, e il testo è tornato più volte sotto la supervisione delle commissioni.

On. Alessandro Cattaneo (Forza Italia)

Forza Italia sta portando avanti un’opposizione decisa e severa su una misura ritenuta assistenzialista e priva di una struttura realistica, per le imperfezioni riscontrate nel testo e per il suo contenuto stesso. “Il provvedimento è arrivato malfatto, ci sono state numerose pause nel lavoro di commissioni e di aula perché i documenti erano frammentati e incompleti – spiega l’onorevole Alessandro Cattaneo, che è anche membro della commissione Economia e Finanze – : un lavoro da principianti. Quando finalmente sarebbe toccato ai parlamentari esprimersi, è stato tutto chiuso con il voto di fiducia. I Grillini avrebbero urlato all’arroganza e all’autoritarismo, mentre noi siamo preoccupati dell’impossibilità di cercare quanto meno di migliorare un documento che farà dei disastri. Sono sei miliardi di euro buttati via. Non c’è la certezza che questo denaro arrivi a chi ha bisogno, e c’è il rischio concreto che a beneficiarne siano tanti furbetti con il lavoretto in nero o che cambiano lo stato anagrafico per prendere i soldi“.

 

I Cinquestelle al contrario esprimono soddisfazione, e ritengono che sia arrivato finalmente il provvedimento che tutti attendevano per contrastare la povertà: “Sono molto contento e soddisfatto perché è una misura attesa da tanto tempo – dichiara il deputato Cristian Romaniello – . Qualche giorno fa mi sono confrontato con un esponente del PD che mi ha detto che è un provvedimento che avrebbero dovuto fare loro 20 anni fa. Si tratta di una misura di inclusione, la mia speranza è che a breve, tutte le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà possano percepire gli effetti di un cambio che sarà epocale che consentirà loro di avere delle nuove possibilità“.

On. Cristian Romaniello (M5S)

 

Da un punto di vista politico si vede una scelta tendente a sinistra, stridente con gli ideali di quel centrodestra che è arrivato unito alla vittoria del 4 marzo 2018. “Questi soldi potevano essere usati per aiutare le imprese e tutte quelle realtà che generano lavoro – conferma l’azzurro Cattaneo -. Ci troviamo di fronte a due visioni completamente opposte: quella assistenzialista, portata avanti dai Cinquestelle e condivisa da questo Governo in generale, e chi, come noi, è fermamente convinto che il futuro di un Paese, e quindi il suo sviluppo, passi attraverso lo star vicino a chi crea lavoro, e conseguentemente benessere. Concludo con una riflessione: il fatto che l’erogazione di questo reddito coincida con il periodo in cui ci si prepara alla campagna elettorale per le Europee fa pensare a un vero e proprio voto di scambio, è una vergogna“.

Lara Morano

 

 

MAmanero

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