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Violentata in un ufficio all’interno del Parlamento. È la denuncia choc di una ragazza, Brittany Higgins, che ha raccontato di aver subìto uno stupro due anni fa, nelle stanze dell’allora viceministro della Difesa dopo una serata con un gruppo di colleghi del Partito Liberale: è successo in Australia e la notizia è riportata oggi dai principali media internazionali. Una storia drammatica, con la vittima che all’epoca dei fatti aveva 24 anni, e che ha detto di aver subito raccontato degli abusi ai suoi superiori: questi ultimi però, anziché denunciare l’episodio alla polizia, l’avrebbero costretta a incontrare il suo stupratore.

La giovane ha spiegato di aver avuto la sensazione che per i suoi capi si trattasse di un «problema politico» e che «si sarebbero sentiti a disagio» se avesse di nuovo sollevato la questione. Ieri, quando la storia è venuta fuori, il governo australiano si è difeso sostenendo che Higgins era stata incoraggiata ad andare alla polizia ma vista la crescente indignazione dell’opinione pubblica il primo ministro Scott Morrison ha fatto marcia indietro e si è scusato. «Non sarebbe dovuto accadere. E mi scuso», ha detto ai giornalisti a Canberra. Morrison ha rivelato di essersi consultato con la moglie durante la notte e di essersi reso conto della necessità di nuove indagini sulla violenza nei luoghi di lavoro e sul parlamento in particolare.

Higgins ha ringraziato il premier ma ha anche sottolineato che non avrebbe dovuto rendere pubblica la vicenda per ottenere questo risultato e che comunque un’inchiesta di questo genere «è soltanto un attesissimo primo passo». Il parlamento in Australia è stato spesso criticato per essere un ambiente «tossico» dove regnano bullismo, molestie e comportamenti sbagliati verso le donne. La coalizione conservatrice al potere è stata anche accusata di avere un «problema femminile», con diverse donne di alto profilo che hanno lasciato il parlamento prima delle elezioni del 2019 citando il bullismo tra le ragioni.

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