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I contorni della vicenda di Bibbiano non sono solo giudiziari. Se escludiamo per un momento i presunti illeciti amministrativi,le consulenze affidate senza bando di gara, le tariffe maggiorate rispetto ai prezzi di mercato, un’amministrazione che invece di avvalersi dei propri profestionisti (gratis) preferiva avvalersi di specialisti (a pagamento), rimane la grande domanda intorno alla quale ruoteranno gli esiti del processo: La Psicologia è una Scienza? 

Perché se la psicologia fosse una scienza, allora potremmo giungere alla conclusione che la teoria psicologica -che a questo punto deve essere una ed una sola, o almeno dovrebbe tendere ad essere tale (non a caso si parla di “Teoria del Tutto” nelle scienze naturali)- sarebbe l’unico strumento adatto per indagare la verità di Bibbiano.

Ogni indagine giuridico-psicologica, ogni verdetto di assistente sociale o psichiatra minorile, ogni tipo di terapia consigliata, sarebbe unica ed inconfutabile. L’inconfutabilità, data dall’applicazione non tanto del metodo scientifico, quanto del paradigma di riferimento, consegnerebbe al giudice il mero compito di tradurre la diagnosi sul minore in una sentenza giuridica post evento.

D’altronde l’incontrovertibilità dei fenomeni scientifici è  uno dei principi  della Logica Naturale (da Aristotele in poi) che costituisce il portato cognitivo presente in ognuno di noi. Se domani un Giudice stabilisse per legge che se si lasciasse cadere una palla dalla Torre di Pisa essa non cascherebbe in terra, verrebbe sbeffeggiato dall’opinione pubblica. Nessuno può affermare per legge che la terra è piatta, o che la Legge di Gravità non esiste, oppure che una pistola fumante non abbia appena sparato.

Lettura CRITICA consigliata: (ovvero leggere questo libro tenendo a mente che le scienze sono la Fisica e la Chimica)

La scienza in tribunale

Ma la psicologia è una scienza?

La domanda è forse posta male, dovremmo indagare se la psicologia o più in generale le scienze sociali, possano essere elevate al pari delle scienze sulle quali l’uomo ha bastato la propria conoscenza dell’universo e di se stesso. La Fisica e la Chimica.

Qualsiasi epistemologo inorridirebbe al solo pensiero di elevare le scienze empiriche, quelle sociali o mediche, al rango di scienze naturali. Epistemologi ai quali andrebbero tirate le orecchie perchè sono assenti da questo dibattito che oramai si fa’ sempre più preponderante nell’opinione pubblica. Dal caso dei vaccini, a quello delle cure psichiatriche o delle terapie di Bibbiano, oppure dal dibattito introno alla migliore teoria economica da seguire per la crescita del paese agli OGM.

Per il solo fatto che la comunità “scientifica” psicologica  sia tutt’altro che compatta, ma abbia delle branche di riferimento e delle teorie a volte anche diametralmente opposte che si confutano a vicenda, citando dati, ricerche, numeri, casi, le escluderebbe a priori dal novero delle scienze. Quindi sarebbe del tutto sconsigliato ad uno psicologo di partecipare ad un processo in tribunale in qualità di tecnico al pari di un fisico che dovesse stabilire la traiettoria di un proiettile in un omicidio, o un chimico che analizzi una porzione di DNA presente sull’arma del delitto.

Per Approfondire il ruolo di uno psicologo in un processo:

[PODCAST] Affidi illeciti, Avvocato Naso: ” Lo psicologo ha il compito di chiarire se un minore è un teste affidabile, non quello di verificare i fatti del processo”

I dati citati, le ricerche, i casi, “non hanno il minimo valore scientifico”. Questo perché non dipendono dal fenomeno in sè, ma dall’osservatore di quel fenomeno. Cadere in errore è semplice. Non occorre scomodare il principio di indeterminazione di Heisemberg. E’ chiaro che l’osservatore sperimentatore, psicologo o psichiatra, sarà portato dalla fede che ha nella sua disciplina di studio a ricondurre il caso, la ricerca, il dato, in numero alla teoria che egli stesso propugna. Questo non è scientifico. Un esame del DNA (se effettuato in condizioni normali) darà sempre lo stesso risultato, la pistola ad aver sparato il proiettile sarà sempre la medesima a prescindere la tecnico che ne effettui la perizia. 

Mentre uno psicologo potrà propendere per un tipo di terapia da far seguire al minore abusato, l’altro per un’altra completamente diversa. Uno psichiatra potrà ritenere l’allontanamento familiare necessario, un’altro sconsigliarlo. Ma allora che fare?

La risposta più semplice è quella che le teorie delle scienze sociali debbano essere “verificate” e validate dalla comunità “scientifica” di quelle scienze. Mentre per dirla con Piero Angela: “La velocità della luce non si decide per alzata di mano”, per alzata di mano oggi la comunità scientifica degli psicologi decide quale modello teorico seguire. In un dato momento storico sarà quello delle cure e dell’ allontanamento familiare, in un altro invece sarà quello della risoluzione delle problematiche familiari senza l’allontanamento dei minori. In un caso si preferirà l’etero-familiarità nell’altro la famiglia naturale. In un caso si preferirà che lo Stato sia il principale educatore dei figli, nell’altro che questo compito spetti a chi ha messo il bambino al mondo. Entrambe le Teorie sono valide contemporaneamente. Questo nelle scienze non accade mai. ( anche considerando la domanda se la luce sia un corpuscolo o una particella).

Possiamo escludere le persone dalle decisioni della comunità scientifica delle scienze non naturali?

Questa è la vera domanda. Possiamo consegnare il compito di decidere quale teoria seguire esclusivamente alla comunità scientifica di appartenenza e sottrarla ad una decisione democratica? La storia della scienza, le sue tradizioni, le sue fonti, i suoi potenziali limiti sono sempre costituiti da un particolare ideale di scienza: quello accettato in un determinato tempo da un determinato gruppo di individui.
In questo gruppo di individui, il Tribunale di Reggio Emilia deciderà se includere i cittadini Italiani oppure se includere solo l’accademia degli psicologi.

Tutti i medici protagonisti di Bibbiano, seguivano un particolare modello psicologico “mainstream”preponderante nella psicologia infantile italiana e mondiale, che come vediamo dai casi di cronaca, però, ha dei risvolti nella vita pratica di ognuno di noi.

Il dibattito è aperto.

[PODCAST] Sergio Pietracito:” Bibbiano come il Forteto, la stessa folle ideologia contro la famiglia naturale”

Piccola Bibliografia essenziale per partecipare a questo dibattito:

Estrtto L’attuale meinstream della psicologia italiana:

http://www.cam-minori.org/public/Chistolini_relazioni%20minore-genitori%20in%20affido%20e%20adozione.pdf

Testi di Riferimento:

 Poli E., “Homo Sapiens. Metodologia della interpretazione naturalistica”, Milano. 1972

Bonora F., “Primi elementi di storia e filosofia della scienza Ist. di storia della medicina dell’Università di Roma 1981-1982

Federspil G., “I fondamenti del metodo in medicina e clinica sperimentale. Padova 1980

Simpson G.G., “Evoluzione. Una visione del mondo” Firenze 1972

Murri A., “Quattro lezioni e una perizia. Il problema del metodo in biologia e in medicina”. Bologna 1972

Blandino G., “L’evidenza. I principi di verificabilità e di confutabilità. Il metodo scientifico clinico” Aquinas, 3, 1979

 Murri A., “Lezioni di clinica medica”, Milano, 1908,

Bernard C., “Introduzione alla medicina sperimentale” Milano 1973

Baldini M., Medicina nei secoli, 2, 1975

 Pera M., Medicina nei secoli, 1, 1979

 Kemeny J. G., “Il filosofo e la scienza”, Milano, 1972,

 Amsterdamsky s., “Tra la storia e il metodo”, Roma-Napoli 1986

 Feyerabend P. K., “Contro il metodo”, Milano 1994

 

 

 

 

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