Corrado Augias
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Corrado Augias indignato per la Legion d’Onore al Generale egiziano al-Sisi, restituisce il pregevole riconoscimento all’ambasciata francese.

Augias è in buona compagnia, in passato altri esponenti della sinistra italiana hanno ricevuto la medaglia dai vari  presidenti francesi.

Ecco i loro nomi:

Franco Bassanini, Emma Bonino, Sergio Cofferati, Carlo De Benedetti, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Dario Franceschini, Sandro Gozi, Enrico Letta, Giovanna Melandri,  Roberta Pinotti, Giuliano Pisapia,  Romano Prodi, Beppe Sala, Walter Veltroni.

Tutti politici della sinistra, ai quali vanno aggiunti giornalisti ed intellettuali della più varia natura accomunati dal comune schieramento ideologico.

Un caso ? probabilmente no, se si considera le schiere di terroristi rossi che oltralpe hanno goduto dell’asilo politico durante gli anni di piombo.

Se in passato molti si sono fregiati della legion d’onore oggi, grazie ad Augias, scopriamo che quella medaglietta è diventata scomoda.

Effettivamente la compagine di coloro che l’hanno ricevuta è vasta e ben assortita, alcuni di loro non proprio personaggi meritori, che si sono macchiati di crimini a vario genere ma che evidentemente, per alcuni illustri italiani, non sono un problema.

Un nome per tutti Jean-Bedel Bokassa, il generale cannibale, che ne ha addirittura collezionate due.

La prima come ufficiale della legione straniera, per aver trucidato i poveri contadini cambogiani durante l’occupazione francese in indocina, la seconda consegnata dal presidente Giscard d’Estaing , per aver “regalato” la Repubblica Centrafricana, o meglio i suoi giacimenti di uranio, alla Francia.

Ma l’elenco è ampio, basti pensare che la “Marianna di Francia” Sophie Marceau nel 2016, rifiutò l’onorificenza perché la stessa fu conferita allo sceicco saudita Mohammed ben Nayef, noto per violare sistematicamente i diritti umani e per reprimere i movimenti per i diritti delle donne.

Un’indignazione quella di Augias, che oggi appare strumentale e che, molto probabilmente, sarà seguita da altri valenti rappresentanti dell’intellighenzia radical-chic.

Il pasticciaccio brutto del povero Regeni è solo la  squallida foglia di fico di qualcosa molto più grosso.

L’intento da una parte, è quello di lanciare un segnale alle elites culturali prendendo le distanze dalla Francia (che per anni li ha viziati), dall’altro quello di lanciarsi in una  “scalata istituzionale” in vista della scadenza del mandato di Mattarella, strizzando l’occhio a ipotetici “sponsor” internazionali come il neo presidente Biden, da sempre non troppo avvezzo a simpatie francesi.

Una domanda nasce spontanea.

Ma chi ha ricevuto la Legion d’Onore non si è informato su chi sono stati i suoi predecessori?

Probabilmente si, ma a che serve farsi domande scomode? Perché fare lo schizzinoso se sono in compagnia dei miei sodali ideologici?

Chi è convinto della propria superiorità morale ed intellettuale può tutto, perfino rinnegare se stesso.

Loro sono i buoni che possono educare il mondo, chi non la pensa come loro sbaglia a prescindere, è un rozzo ignorante che va rieducato.

Si fanno chiamare democratici e progressisti, danno patenti di democrazia,  ma sono ipocriti a senso unico, guardano solo al loro interessi e “democraticamente”, si arrabbiano se qualcuno che non la pensa come loro, fa notare educatamente le loro contraddizioni.

MAmanero

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