Vaccino Covid
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In Italia regna il caos sanitario.

Tra campagne vaccinali, dispositivi pagati prezzi fuori mercato e mancanza di alternative al vaccino Pfizer-Biontech i cittadini non sanno più a che santo votarsi, ma nel resto del mondo le cose non vanno tanto meglio.

Un vulnus diabolico che però sembra però assomigliare più ad una guerra finanziario-politica che ad una emergenza sanitaria.

Non ci soffermeremo sugli aspetti scientifici per non essere accusati di complottismo, ma cercheremo di soffermarci sugli aspetti politici.

Ad oggi sono stati autorizzati (in maniera rocambolesca) solo due vaccini mrna (per altro mai sperimentati prima).

L’americano Moderna e il finto americano Pfizer-Biontech, finto americano perché la Pfizer ci ha messo solo la distribuzione, lo sviluppo è stato interamente curato dalla tedesca Biontech, con un finanziamento da parte della Merkel, di 300 milioni di euro.

L’ente americano per la validazione dei farmaci (Fda) e il suo corrispettivo europeo (ema) hanno autorizzato in maniera temporanea prima Pfizer e poi Moderna all’uso di massa del farmaco, ma attualmente in Europa è arrivato soltanto il primo, il secondo se lo tengono stretto gli statunitensi.

In Italia le dosi sono arrivate col contagocce, e attualmente, essendo Pfizer bi-dose, non si sa come andrà a finire, avendo annunciato Pfizer il ritardo nelle forniture.

Fin qui sembra tutto “normale”, il vaccino che salverà il mondo ha “normali” problemi di fornitura, problemi evidentemente “normali” durante una pandemia.

Quello che non quadra è quello che gira intorno.

Biontech,  prima dell’annuncio del vaccino, era una modesta società di ricerca per altro con risultati deludenti, ma che improvvisamente, dopo il finanziamento tedesco e dopo mirabolanti annunci stampa, diventa un colosso quotato in borsa con guadagni milionari.

Non solo.

Report nella sua puntata del 25 gennaio, ha messo in risalto alcuni punti oscuri della vicenda Pfizer.

Ha pubblicato le mail hackerate del cosiddetto Emaleaks in cui si evidenziano pressioni su Ema da parte dei funzionari europei (tedeschi) Von der Leyen compresa, e i contratti di acquisto con la UE sono secretati sia per quello che riguarda il prezzo sia per quello che riguarda eventuali responsabilità in caso di reazioni avverse.

Contratti che sono stati forniti “oscurati” alla richiesta di una deputata francese dei verdi.

Non solo.

I test condotti dalla casa farmaceutica sui volontari non sono mai stati validati da tamponi o altri strumenti diagnostici dopo l’inoculazione.

In sostanza il vaccino non si sa se funziona, visto che il 90% di protezione dichiarata si basa sull’asintomaticità dei vaccinati, esattamente come la maggior parte dei contagiati da covid, il tutto nel silenzio totale dei “virologi mediatici”, i quali continuano (guarda caso) a pontificare sulla necessità di mantenere distanze e mascherine anche dopo la vaccinazione.

Ad aggiungere dubbi ci pensano le altre case farmaceutiche.

Il prestigioso istituto francese Pasteur, che stava sviluppando un “vaccino tradizionale” insieme a tre multinazionali, ha annunciato di aver rinunciato per “risultati scoraggianti”.

Anche il vaccino (sempre tradizionale) della italo-inglese Astrazeneca, sembra essere lontano dall’essere approvato, ufficialmente per problemi di dosaggio, imprevisto per altro commentato da un  “meraviglioso” (e onnipresente) Galli al programma l’aria che tira con queste  parole:” Non si capisce perché due mezze dosi dovrebbero funzionare meglio di due dosi intere”.

Che bella la “certezza della scienza” tanto decantata dai media.

La Russia ha sviluppato il suo antidoto partendo da un comune “vaccino antinfluenzale”, lo ha testato e lo sta utilizzando su vasta scala seguito dall’Ungheria, unico paese europeo ad averlo acquistato direttamente senza passare per i burocrati europei.

Il russo Sputnik V è stato sviluppato dall’ istituto statale Gamaleja , uno dei più grandi centri di ricerca mondiali, lo stesso che ha sviluppato il vaccino per l’ebola, ed è di proprietà pubblica poiché dipende dal ministero della ricerca russo.

Lo zar Putin è disposto a cederlo a livello mondiale a prezzo di costo, circa 2,4 euro a dose, ma le autorità europee stanno cercando tutti i cavilli possibili pur di rallentarne l’approvazione, mentre sono stati celeri e fin troppo solerti con lo Pfizer-Biontech.

Qualche dubbio è lecito.

Tra virologi da talk-show, media compiacenti, politici ridicoli, pavidi o eurosudditi  (forse corrotti) qualcosa non torna.

Pfizer-Biontech che sta portando milioni di euro dei cittadini europei nelle casse della Germania, è il Santo Graal degli anni 2000.

Uno strano monopolio che unito ad una emergenza pompata a dovere, sta riempiendo le tasche di oscuri figuri.

Ad oggi ancora non sappiamo cosa ci stanno iniettando.

I medici scettici vengono messi alla gogna (ma la scienza non dovrebbe essere per definizione piena di dubbi?) al pari di chi si batte per le cure ( a costi infinitesimali) anziché per le vaccinazioni .

La maggior parte di coloro infestano i media “ossequiosi” sono o dipendenti di enti pubblici (quindi sotto controllo statale) o  sono dipendenti di case farmaceutiche e centri di ricerca.

In queste condizioni è chiaro che ogni principio di indipendenza va a farsi benedire.

Con la scusa della pandemia stanno giocando con la nostra salute facendoci miliardi sopra, con la quella che, probabilmente, è la più grande operazione finanziaria della storia recente.

Ci stanno usando come topi da laboratorio e forse i danni li vedremo tra qualche anno quando sarà troppo tardi.

La speranza è che tutto sommato ci stiano iniettando acqua fresca, e questa volta il complottismo non c’entra.

Non ci resta che sperare con tanti, forse troppi, dubbi.

MAmanero

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