Quarantena
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La quarantena ha rilevato l’esigenza di queste universali parole: Libertà ed Uguaglianza. La difficoltà nel gestire queste parole ha fatto emergere quanto sia difficile tenere sotto controllo una società. La conquista secolare di diritti e doveri legati a questi concetti, ora sono più visibili del solito. L’uomo prova rimpianto quando gli viene levato il possesso di un oggetto, di un valore o di una persona. Ora proviamo la mancanza dovuta all’assenza concreta dell’esercizio di libertà ed uguaglianza.
Ma l’umanità ha mai conquistato pienamente questi valori?

XX secolo: la scomparsa dell’uguaglianza sostanziale

Dall’inizio del 1900 la discussione politica e filosofica si è concentrata su sistemi politici che potessero organizzare al meglio l’uomo. Le più rilevanti sono state: Regime autoritario/fascista; Regime comunista; Regime democratico liberale. Come sappiamo, per un ventennio buono i regimi fascisti sembravano vincere nel gioco. Ma poi la Seconda guerra mondiale mise fine ai valori fascisti come ordine e consenso. Questi sono stati reinterpretati ed assorbiti dai due contendenti rimasti in campo.
Qui si aprì il capitolo della lotta per capire quale valore doveva stare al primo posto: prima Libertà ed Uguaglianza? Infatti, mentre il Regime comunista metteva al primo posto l’uguaglianza tra i cittadini, le democrazie liberali misero la libertà al centro del sistema. I valori cardini di questi due regimi si spartirono il mondo grazie alla famosa “cortina di ferro”. Cosa avreste messo voi prima? L’uguaglianza tra cittadini o le libertà personali? Cosa mettereste ora nella prima posizione?
Di nuovo il conflitto fini. Dopo la caduta del muro di Berlino la democrazia liberale aveva il compito di integrare dentro di sé un valore. Da quel momento, solo un regime politico dovette gestire quella corda di valori che tira da tre parti. L’uguaglianza spinge per il pubblico, la libertà tira per il privato e l’ordine per l’equilibrio sistemico. La sfida democratica è proprio quello di formare un triangolo equilatero tra il sociale, il personale e le regole del gioco politico.

Quarantena e la mancanza

Nelle democrazie post-liberali si è conquistato un certo equilibrio che non fa ancora però un triangolo equilatero. Con l’introduzione di istituzioni politiche del tutto nuove, l’uomo si sente sia uguale e libero (vedi bene: “si sente” e NON “lo è”). L’individuo sente sia la condizione che lo mette allo stesso piano davanti alla legge, ma anche quella di poter elevarsi (non solo economicamente) tramite la libera iniziativa personale. E nel sentire queste condizioni se ne dimentica. Come un fumatore che compra un accendino: lo usa e lo consuma quasi inconsciamente, ma solo nella sua scomparsa ne da valore. Perché il fumatore sa che per fumarsi quella giusta dose di nicotina, dovrà essere dipendete da qualcun altro. “Ah se avessi avuto l’accendino!” penserà il fumatore mentre cerca un accendino in una pizza di manifestanti contro le dipendenze. Questo esempio è valido anche per i valori di Libertà e Uguaglianza. Essi, infatti, sono il nostro accendino che illumina le nostre dipendenze. E nella limitazione di questi che pensiamo “Ah se fossi stato fuori all’aperto”. E questo è proprio il principio che ci porta a rivalorizzare quelle sicurezze che prima non pensavamo.
Prima della quarantena avresti mai pensato all’art 16 della costituzione?
Esso cita: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”. Quanto valore gli dai ora a questo articolo? (lettura consigliata: la costituzione italiana)

La conquista di nuovi valori

Ora non ci sentiamo sulla stessa barca. È scomparsa, anche, quella culla di illusione che ci faceva sentire liberi. In questo momento ci stiamo rendendo conto delle differenze tra individui. Come per esempio, le differenze economiche e sociali. I nostri occhi notano chi lavora in nero, chi non arrivava alla fine del mese. La vista comprende che ci ha una bella casa con una piscina sta vivendo meglio la quarantena. Quell’illusione di uguaglianza ci nascondeva la differenza. Ed era la visibile differenza che ci faceva sentire meno disuguali.
Inoltre, quanto era fresca l’aria libera che associavamo alla libertà? Sentiamo che non abbiamo più iniziativa, che siamo inutili per la società. Avvertiamo che il nostro restare a casa non è rilevante come le decisioni dell’élite politica. Percepiamo la forte differenza tra libertà collettiva e quella individuale. Quale è la più importante? Il primo posto dipende dal tempo, dallo spazio e da altre condizioni il primo posto?
Ora che sappiamo tutto ciò, abbiamo conoscenza di quel che avevamo. Invece di rammaricarci dei tempi passati, possiamo costruire quella base di valori che saranno motore della fase 3. Infondo, solo se si capiscono le proprie risorse si può combattere e cambiare, giusto?
La quarantena può essere fruttuosa per la rivalutazione non solo di sé stessi. Ma anche la rivoluzione della nostra visione dei valori come Libertà ed Uguaglianza. Ora non li sentiamo vicini. Però quando la riapertura totale entrerà in vigore, potremo uscire con la consapevolezza che non siamo effettivamente liberi ed uguali. Però potremo aprire una nuova avventura e formare quel triangolo equilatero perfetto di: libertà, uguaglianza ed equilibrio del sistema. E questa giusta proporzione si chiama Eguaglianza.

Che la mancanza di Uguaglianza e Libertà non ci limitati solo a dire:
“Tutti gli animali sono eguali, ma alcuni sono più eguali degli altri” 

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