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Nel 2011, con la Grecia ormai in bancarotta, gli speculatori presero di mira l’Italia, tentando di portare, come fatto con la Grecia, la Troika in Italia.

La troika rappresenta, secondo quanto riportato nel sito del Parlamento europeo, “l’insieme dei creditori ufficiali durante le negoziazioni con i paesi”, ed è costituito da rappresentanti della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale. Si tratta sostanzialmente di un organismo di controllo informale.

Il tentativo di portare la Troika in Italia fu di Angela Merkel e Nicholas Sarkozy, già in rotta con Berlusconi per l’affare libico e la destituzione di Gheddafi,nel 2011.

Dopo essere riusciti nel loro piano con la Grecia, ci provarono fortemente con l’Italia, all’epoca al governo c’era Silvio Berlusconi che non era assolutamente favorevole a questa risoluzione della crisi che stava travolgendo l’Europa e in particolare l’Italia.

I primi ministri tedesco e francese strinsero una vera e propria alleanza per costringere Berlusconi a cedere e a firmare un accordo con il FMI, il cui direttore operativo all’epoca era Christine Lagarde. Sempre lei che, qualche anno prima era stata ministro nel governo Sarkozy.

Malgrado tutto, Berlusconi intervistato qualche anno fa da Alan Friedman ricorda che Angela Merkel era spesso in contatto con Giorgio Napolitano durante quei fatali giorni di fine ottobre 2011. «Napolitano telefonava alla Merkel con una certa regolarità».

In realtà Berlusconi non era l’unica persona a sospettare che Angela Merkel cospirasse in qualche modo contro di lui.

«Quell’autunno Merkel e Napolitano si sentirono spesso, ma non conosco i particolari delle loro conversazioni» dice José Manuel Barroso, che nel 2011, in qualità di presidente della Commissione Ue, partecipò a ogni singolo vertice europeo.

La tesi è avvalorata anche dall’allora premier spagnolo Zapatero: “Contro Berlusconi ci fu un’offensiva per aria, terra e mare perché secondo la Lagarde, l’Italia non aveva credibilità”

”La Lagarde faceva ciò che le veniva chiesto da Sarkozy e fu molto dura, con l’Italia e anche con la Spagna. Questo non lo dimentico.” Ricorda l’ex premier spagnolo.

“Fui chiamato due volte in due riunioni dalla Merkel e da Sarkozy e in entrambe le occasioni mi fu chiesto di firmare un accordo con il FMI ma mi rifiutai e garantii che i nostri conti erano in ordine e non avevamo bisogno di aiuti dall’esterno” Aggiunge Berlusconi.

Secondo il «Wall Street Journal», Angela Merkel, innervosita dalla resistenza di Berlusconi, fece una telefonata particolarmente importante a Napolitano la sera del 20 ottobre. Era preoccupata della crisi dell’Eurozona e della capacità di Berlusconi di guidare l’economia italiana e mettere in pratica le riforme promesse. Napolitano l’aveva rassicurata per conto dell’Italia e la cancelliera tedesca l’aveva ringraziato in anticipo per quanto sarebbe riuscito a fare per promuovere le riforme. Lo staff di Napolitano negherà che durante la telefonata si fosse parlato della sostituzione di Berlusconi, ma non smentirà la conversazione.

Dopo quella telefonata, Berlusconi fu travolto dallo scandalo del “Bunga bunga”, il Governo crollò e fu nominato dal Presidente della Repubblica Napolitano, Mario Monti.

Era il 2011, nel 2012 fu approvato il MES.

 

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