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Il 2 Giugno siamo andati al primo raduno “ Rockers di Roma “, nella sua prima edizione e svoltasi a Locanda Blues, locale storico di musica dal vivo, sulla Cassia.

Remo Ottaviani, impegnato nell’organizzazione di diversi spettacoli di musica dal vivo, ma anche sostenitore dei musicisti (ricordiamo ancora che durante il periodo difficile dell’emergenza sanitaria, non appena fu possibile, mise a disposizione la sua terrazza per permettere ai musicisti di continuare ad esibirsi, provando proprio li’ le loro performance, allietando, nonostante il brutto periodo, tutto il vicinato. Fu sorprendente vedere che, le persone, non potendo frequentare come prima locali e non potendo socializzare, si erano organizzate cenando o pranzando sulla propria terrazza per poter ascoltare la musica) assieme allo storico cantante Stefano Diamanti, frontman dei No Quartet, tributo in chiave acustica dei Led Zeppelin, decidono di dar vita ad una serata che abbatta il concetto di rivalsa, di separatismo, di business come unico scopo di una attività legata all’arte e quindi alla cultura.

Sono diversi artisti ad aderire alla richiesta di partecipazione, ognuna con la propria storia e percorso musicale; ognuno con la propria identità.

Il motivo non è solo la condivisione, ma  il  supporto all’Associazione Onlus “Hermes Aps” , associazione nata dalla collaborazione delle famiglie, che all’interno del loro contesto e nucleo, vivono con una realtà legata alla disabilità. Il vivere in prima persona le difficoltà derivanti da una società che offre ancora dei supporti scricchiolanti relativi al sostegno nel sociale delle persone diversamente abili, rende queste persone particolarmente attente e propositive per quelle che rappresentano esigenze di supporto e richieste di cambiamento al fine di migliorare la qualità di vita delle persone che rappresentano.

Maria Rapina, rappresentante dell’Associazione nel corso della serata è intervenuta presentando l’identità di questa associazione.

Ecco i riferimenti dell’associazione https://www.facebook.com/hermesonlus

La serata ha avuto una risposta da parte del pubblico, calorosa ed importante.

Andrea Angelini ha aperto le danze dell’evento, in maniera magistrale, intimistica ed eccellente, totalmente privo di quel desiderio di autocelebrazione, da creare, con la sua sapienza ed in pochi minuti, un senso di generosità nel presentarsi senza grandi discorsi, senza spiegazioni, facendo fare da padrone la sua chitarra e la sua voce.

Se vi ha incuriosito quanto state leggendo potete approfondire qui l’attività dell’artista https://www.facebook.com/andrea.angelini.585

A seguire gli Aladdin Insane, con una regale ed ineccepibile performance di Ambra Mattioli e del Maestro Francesco Infarinato, hanno riportato alla luce lo splendore di un artista unico, poliedrico e stravagante, il duca bianco, David Bowie.

Dispiace un poco che non si dedichi mai abbastanza tempo per far salire a galla il percorso, la preparazione e le curiosità degli artisti che si impegnano nella rappresentazione di un tributo.

Noi vogliamo farlo, c’è uno splendido sito dedicato all’artista Ambra Mattioli che ne mette in evidenza i molteplici impegni in ambito artistico, dalla scrittura, alla pittura, agli impegni cinematografici, ai musicali https://www.ambramattioli.com/chi-sono

La musica non ha confini, né limiti, forse è il bisogno ossessivo di ciascuno di noi di incasellare, catalogare, noi stessi e gli altri a renderla meno libera rispetto a quello che in realtà dimostra di essere.

E’ una considerazione naturale che sopraggiunge assistendo all’esibizione degli Zephyro, gruppo di artisti giovanissimi, provenienti da Aprilia, che sui banchi di scuola hanno deciso di cimentarsi in un progetto di musica originale; ma sono gli stessi che aprono con un “ Whole Lotta Love “, graffiante e personale senza deturpare il capolavoro originale dei Led Zeppelin.

Prima di salire sul palco ci confidano, pieni di entusiasmo che il nome del loro gruppo significa “ Vento di primavera “, troviamo qui tutti i loro approfondimenti https://www.facebook.com/zephyrofficialpage

Gli Hippie Family sono sul palco e già con la loro fisicità, fatta di capelli lunghi e camicie dalle stampe sessantottine, ci fanno sentire il profumo di Woodstock; ma anche in questo caso è la musica a fare da padrona e loro continuano a coinvolgere il pubblico con cover rock anni ’70 trascinanti. Alla batteria c’è un bravissimo Simone Quarantini, ,uno dei proprietari di Locanda Blues ad aver dato l’ok per la realizzazione di questa manifestazione, un ruggente e cuore impavido Stefano Diamanti alla voce ed un versatile Diego Magnani impegnato nell’esecuzione di diversi repertori nel corso della serata.

Gli Hippie Family li trovate qui https://www.facebook.com/TheHippieFamily/photos/?ref=page_internal

Nel panorama musicale romano sono diverse le persone impegnate in progetti originali, la Pantheon Band dà il suo contributo rock alla serata presentando cinque canzoni del loro ultimo lavoro musicale, l’album “ Five lines “, così ci confida con orgoglio Tommaso Conti prima di salire sul palco, insieme a tutta la band. Sono pieni di entusiasmo questi ragazzacci e con una voglia di condivisione  trascinante.

Ecco la loro pagina facebook https://www.facebook.com/PantheonBand

Poi arriva Lei, con gli occhi che brillano e saettano in qualunque palco si trovi, sono fari tra i capelli lunghi, corvini, che oscillano sulle note di lavori rock studiati e sviluppati nel tempo, creati di sana pianta o reinterpretati, perché Gianna Chillà, non è solo la frontwoman del progetto “ Janis is Alive “ ma anche un’artista impegnata nella creazione di musica originale, da anni; qualsiasi cosa canti Lei è.

La sua pagina https://www.facebook.com/giannachillaofficial

Rockssetti Inc sono un gruppo che definiremmo fintamente sornione, non sono eclatanti nei gesti o parole fuori dal palco, a parte la caratteristica schiettezza di Marco Rossetti, che come si dice a Roma, da veterano ed autentica persona del settore quale è, non te la manda a dire. Ma sono finti sornioni perché quando attaccano sale una carica adrenalinica di energia sul palco che ti porta inevitabilmente a cantare con Massimo e battere il tempo insieme a Matteo Rossetti, alla batteria. Massimo Farina ha una voce unica, riconoscibile ad occhi chiusi per timbrica e potenza; basterebbe già questo ma lui possieda anche la capacità, non da tutti, di coinvolgere chi ha di fronte, indipendentemente da dove si trovi.

Sono qui https://www.facebook.com/Rockssetti-Inc-1594558050758571

Quando una serata volge al termine ci si aspetta un momento di calo di livello o di energia nel suo dipanarsi. Invece no.

La capacità di ogni artista è stata quella di non invadere ma di creare fili invisibili di emozioni forti tra loro stessi e chi era sotto il palco.

Gli Helligators sono schivi e di poche parole, non ci lasciano chiacchiera sotto al palco, prima di cominciare, sono rockers sul e sotto il palco, una squadra di leoni  che ci ha spettinato per bene a suon di rock’n roll, contaminato e hard, come il loro progetto di musica originale, ruvido e metallico.

Ecco dove conoscerli meglio https://www.facebook.com/helligators

Chiude la serata la band che ogni proprietario di locale vorrebbe avere: gli AC/HD, se tu che stai leggendo vivi a Roma e segui la musica dal vivo, dubitiamo che  possa non conoscere il miglior tributo agli AC/DC.

Marcello Lardocchio ha una voce tagliente come una lama di coltello e una presenza scenica che se non ti muovi almeno un po’ è perché ti hanno legato sulla sedia con una corda e piombato le scarpe.

Una band solida con musicisti padroni del proprio strumento, scanzonati e bravissimi, allegri e mai sottotono.

Eccoli qui https://www.facebook.com/ACHDROMA

Per concludere, ci sentiamo di ringraziare la nobiltà dell’intenzione di questo primo raduno di rockers, quello di sensibilizzare verso cause sociali che meritano sostegno, quello di dissacrare il luogo comune per cui chi si occupa di musica originale non può “ mischiarsi “ con chi esegue cover, e viceversa, che i rockers sono brutti sporchi e cattivi, che Roma è una città che vive di rivalità e non coopera.

Siete stati grandi, tutti,  avete insegnato nel modo più bello che esista, senza usare parole ma essendoci, con la presenza.Esserci, in fondo, è quell’inno gridato in faccia all’indifferenza, “ Libertà è partecipazione “, che il nostro amato Gaber ci ha lasciato in eredità, diversi anni fa, con una canzone.

Potete vedere qualche estratto della serata anche sulla pagina

“ C’hanno lasciato qui “,

https://www.facebook.com/channolasciatoqui

dove il produttore Alessio Papi, la conduttrice Mona Diba e me medesima, autrice del programma, abbiamo sostenuto a modo nostro l’iniziativa, augurandoci che ce ne siano tante altre a seguire.

MAmanero

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