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Stefano Fiore, uno che sa cosa significhi vincere in biancoceleste. Una coppa Italia nel 2004, ben tre gol nella doppia finale contro la Juventus. Quanto basta per conquistarsi un posto fisso nel cuore dei tifosi.

Lex centrocampista è intervenuto ai microfoni della trasmissione “PIAZZA D’ARMI 1902” e ci racconta la sua sul meraviglioso momento che sta vivendo la Lazio ricordando anche i suoi anni con la maglia della prima squadra della Capitale

Qual’è il tuo giudizio sul campionato che la Lazio sta disputando?

“Giudizio sicuramente positivo. Nessuno di noi pensava che a questo punto del campionato la Lazio potesse essere in corsa per lo scudetto e addirittura essere prima in classifica, sopratutto per l’epilogo della stagione scorsa. Grandi meriti vanno dati a Simone Inzaghi e alla società che ha saputo puntellare una rosa già buona. La Lazio sta volando e speriamo continui fino alla fine”

Che ricordi hai della tua esperienza alla Lazio?

“La Lazio ha rappresentato la parentesi più importante della mia carriera. Ho dei ricordi bellissimi legati a quella esperienza. Appena arrivato non è stato facile sopratutto per il momento di transizione che la società stava passando. Poi con Mancini in panchina ho fatto due anni bellissimi, culminati con la vittoria della Coppa Italia vinta da protagonista essendo stato anche il capocannoniere di quella manifestazione”

Sei arrivato alla Lazio nel 2001…

“Come dicevo prima sono arrivato in un momento difficile per la società, partirono giocatori importanti come Veron e Nevded, campioni che avevano portato la Lazio ai vertici del calcio italiano e europeo. L’ambiente in quel periodo si era un po illuso che sostituendo quei calciatori si potesse replicare quegli anni e che il “giochino” potesse continuare. Quella Lazio era comunque un ottima squadra però quell’anno lì un po tutti giocammo aldisotto delle nostre possibilità. Personalmente anche il rapporto con Zaccheroni un po mi condizionò. Non avevo un grande feeling con il mister. Il rapporto con l’allenatore è fondamentale per un calciatore ma prendo anche io la mia dose di responsabilità per certe situazioni che si vennero a creare in quel periodo. Poi con l’arrivo di Roberto Mancini fortunatamente le cose cambiarono”

Quale fu il giocatore della Lazio di quegli anni con in quale avevi legato di piu?

“Gianichedda escluso, un po con tutti. Vi dico però Favalli, un ragazzo eccezionale. Una guida per lo spogliatoio e un riferimento assoluto in quel gruppo. Poi c’era Simeone, un giocatore dal carisma unico. Un leader anche quando non giocava. Caratteristiche che poi si è trascinato nella sua carriera da allenatore.

L’Importanza di Roberto Mancini per gli anni in maglia biancoceleste..

“E’ stato fondamentale. Lui mi dimostrò da subito grande fiducia, accettando anche di giocare in un ruolo non mio. Con Roberto Mancini feci una stagione fantastica, tornando anche in Nazionale. Senz’altro una delle figure più importanti  nella mia carriera”

Come viveva il Derby Stefano Fiore?

“Il Derby è una emozione estremamente personale.  Un emozione che dura giorni. Il Derby a Roma è particolare ed è sicuramente uno dei momenti che ricordo in maniera più viva. Io caratterialmente sono un ragazzo molto emotivo e sentivo molto la partita. Un piacere enorme comunque giocarlo. Ho avuto anche la fortuna di segnare e poi gioire sotto la Curva Nord è stata una emozione indescrivibile”

Secondo Stefano Fiore, la Lazio può “far saltare il banco” in questo campionato?

“Se intendete “Vincere il campionato”, credo proprio di si!!!. La lazio si giocherà fino in fondo le sue possibilità. Ha battuto le sue rivali e può tranquillamente giocarsi le sue carte in questo finale di campionato. La Lazio ha mentalmente il vantaggio di non avere pressione per non essere partita per vincere lo scudetto. E’ una squadra che ha grande entusiasmo e secondo me potrebbe essere davvero la favorita”

 

Puntata completa:

        “PIAZZA D’ARMI 1902” la Trasmissione dei tifosi della Lazio

In onda il LUNEDI e il VENERDI dalle 17:00 alle 19:00 su “Non è la Radio”

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