[PODCAST] Nona Puntata “Non è Mafia Capitale” : Andrea Tassone ” Il mio partito ha emesso la sentenza nei miei confronti prima che fossi arrestato”

PD dalla doppia morale? Manettaro nei confronti degli indagati di Mafia capitale e garantista sugli affidi di Bibbiano? Quali erano i piani del PD per sostituire Tassone?

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Nona puntata della serie “Non è Mafia Capitale”. In studio con Francesco Di Giovanni e Michele Nacamulli, Andrea Tassone. Abbiamo letto le intercettazioni delle conversazioni tra Tassone, Stefano Esposito e Matteo Orfini. Quali erano le strategie del PD per Ostia? Orfini provò a Convincere Federica Angeli a candidarsi dopo le dimissioni programmate di Tassone? Stefano Esposito era stato da Pignatone per fornire nuovi elementi alle indagini?

Andrea Tassone, ex presidente del Municipio di Ostia, il Municipio che secondo le prime ricostruzioni giornalistiche era il centro della Mafia a Roma, non riesce a darsi per sconfitto:

“Il piano per commissariarmi per mafia inizò prima, sono finito dentro un gioco politico più grande di me, le pressioni che subivo erano tantissime poi la coincidenza: Il giorno che decisi di dimettermi, la procura spiccò il mandato di arresto nei miei confronti”

In questa puntata abbiamo letto l’Ordinanza di Custodia Cautelare, la Sentenza di Primo Grado e quella dell’Appello:

“Io non sono stato condannato per Mafia, ma per una presunta tangente di 30.000 euro, ho ricevuto un ordinanza di custodia cautelare in cui mi si contestavano due reati, nella sentenza di primo grado venivo scagionato dai due reati, ma mi si contestava questa presunta tangente non presa da me, ma da Solvi del quale io sarei stato il capo.Questo è stato smentito dal processo. Non si riesce a capire nenache che giorno l’avrei presa, ma l’ho presa. Ho prodotto io i miei estratti conto, non c’è traccia dei soldi. Tutto questo è assurdo” 

Nonostante l’ex presidente non sia stato condannato per mafia, il Municipio venne commissariato per Mafia dal PD e poi sciolto. Si rischiava di scoliere anche il Comune di Roma. Al centro della vicenda Matteo Orfini commisario del PD di Roma, Stefano Esposito  mandato dal Partito Democratico a ripulire Ostia e Federica Angeli.

Insieme ad Andrea Tassone abbiamo letto le intercettazioni presenti nelle carte del processo che riguardano gli Esponenti del PD nazionale coinvolti a Roma e delle loro “mosse” prima dell’arresto di Tassone:

“Durante quegli ultimi giorni prima del mio arresto mi sentivo costantemente con Orfini, Esposito ed anche con Federica Angeli che era mia amica. In un primo momento mi consigliavano di cambiare la Giunta Municipale, io invece ho fatto di testa mia. Forse è stato un errore. Ma credevo di poter dimostrare la mia innocenza. Ho incontrato Pignatone due volte. Non riuscivo a ravvedere la Mafia in quello che stavo facendo, ma tutti mi convincevano che la situaizone era insostenibile e nonsi poteva andare avanti. Io la Mafia la stavo combattendo. Solo. Avevo segnalato lo strano caso del Mega affitto (oltre 1 milioni Euro) della sede dei vigili, avevo iniziato le procedure per aprire i varchi nel lungomuro di Ostia. Ovviamente mi ero fatto più di qualche nemico. Mi hanno convinto psicologicamente che la Mafia era presente in ogni luogo e che Ostia era il centro di un’attività criminale che poi le sentenze non hanno riscontrato. A chi ha giovato tutto questo. I vigili sono ancora in affitto nella loro sede, ed io invece sono stato condannato”

Un ultimo accenno ancehe al recente caso di Bibbiano e la “doppia morale” del PD:

” A Bibbiano su fatti gravissimi che coinvolgono Bambini e affidi illeciti, il PD ha espresso solidarietà al Sindaco per i reati amministrativi commessi. Si sono scoperti Garantisti.sono contento. Peccato che per me la sentenza il mio Partito l’ha emessa prima della fine dei processi, ha accostato il mio nome alla Mafia. Una doppia morale? forse perchè in quel momento bisognava avere dei capi espiatori?”

Prima parte

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