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MISTER OK, UN TUFFO DENTRO NON E’ LA RADIO!

In una delle ultime puntate di Fritto misto per tutti condotta da Valerio Scambelluri accompagnato eccezionalmente quel giorno dall’editore della radio, Daniele paolocci, prima della sospensione a causa dell’emergenza COVID-19, è intervenuto telefonicamente Maurizio Giuseppe Palmulli, meglio noto come MISTER OK.

L’attuale Mr Ok, come tutti i romani sanno, è quel personaggio che da 32 anni il 1° gennaio a mezzogiorno, allo sparo del cannone del Gianicolo, si butta nel tevere da Ponte Cavour, con uno stile degno dei migliori tuffatori, per augurare a suo modo il buon anno alla città ad ai romani.

Maurizio come nasce l’idea di tuffarsi nel tevere?

Nel 1946 ho conosciuto Rick de Sonay, il primo Mr Ok della storia, eccentrico personaggio che il 1 gennaio del 1946, in coincidenza del suo compleanno, ebbe la singolare idea di festeggiare con un bel tuffo allo scoccare del mezzogiorno.

Negli anni 80 il belga de Sonay, ormai anziano e malato, smise di tuffarsi ed io non potei non pensare di prendere il suo posto per proseguire quella che ormai era diventata una tradizione romana decennale ed il 1 Gennaio 1989 ho iniziato a tuffarmi utilizzando sempre il nomignolo di Mister Ok.

Come ti è venuto in mente di proseguire la tradizione?

Sono cresciuto ad Acilia e vivere nell’acqua è sempre stato per me normale, ed ho avuto anche esperienze da stuntman al cinema, facevo il bagnino da sempre ad Ostia, insomma il mare per me non ha mai avuto segreti…

Ci racconti i giorni precedenti il primo tuffo?

Una sera andai a Roma a fare una passeggiata con mia moglie e le accennai la mia volontà di tuffarmi, ed insieme andammo a fare un giro di perlustrazione.

Devo dirvi che di notte, col buio ed il silenzio e con l’acqua che ribolliva, ho immediatamente pensato di sospendere la mia iniziativa, con l’approvazione di mia moglie.

E poi?

E poi ci tornai il giorno dopo per guardare tutto di giorno e mi convinsi che tutto sommato era fattibile, così mi presentai il 1 gennaio 1989 e trovai Spartaco Bandini ed Aldo Corrieri che più di una volta si erano già tuffati.

Parlando con loro della mia intenzione mi dissero una cosa che non sapevo…l’ultimo arrivato si butta per primo…e da quel giorno non mi sono più fermato!

Sappiamo che ti chiamano anche dall’estero…

Mi sono tuffato anche a Parigi, Londra, nel Danubio ed ho il progetto di tuffarmi anche nel Reno e purtroppo devo dire che il Tevere è il fiume trattato peggio di tutti.

Dicono che porti fortuna…

Si, è vero che lo dicono, tanti romani appena dopo il tuffo mi vengono a toccare…fa parte della tradizione!

Vi siete mai trovati in difficoltà?

Era il 2003/2004 e la piena del Tevere era pericolosa, aveva portato via tutto, ed il comandante della fluviale ci diffidò nel tuffarci e di rimandare tutto al 6 Gennaio… Corrieri ed io, che eravamo già sul ponte, ci guardanno e pensammo che non potevamo venire meno alla tradizione, così per caso… scivolammo nel tevere, sempre a mezzogiorno, e la tradizione venne rispettata!

Che temperatura ha l’acqua?

Circa 5/6 gradi ma l’adrenalina che abbiamo in corpo ci da un calore che non vi riesco a psiegare, e ovviamente è tassativamente vietata qualunque tipo di muta!!!

Hai un riscontro economico dai tuoi tuffi?

No, assolutamente! Nessuno ci paga, è solo la voglia di portare avanti questa tradizione romana che ci lega sempre di più alla nostra amata città e sapere che in alcune guide turistiche, tra le bellezze di Roma, ci sono anch’io, mi fa ogni anno tornare la voglia di tuffarmi, forse sottovalutando i rischi che si corrono.

Sei stato ripreso anche nel film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino

Si è vero ed abbiamo registrato alle 5 di mattina per esigenze di produzione, e sono stato davvero onorato della chiamata del regista; per la verità ho partecipato anche ad altri film come stuntman ma la parte chè più mi ha inorgoglito è ovviamente questa.

Chi sono gli altri tuoi colleghi di tuffo?

Con me da qualche anno si tuffano anche Marco Fois che mi accompagna da 21 anni e da 10 anni anche Simone Carabella e Walter Sghirra, ai quali, quando deciderò di smettere, cederò l’onore di utilizzare il nomignolo ormai famoso.

Valerio Scambelluri

[ascolta il podcast]

 

 

 

 

 

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