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La trasmissione più social di Non è La Radio torna in diretta tutti i venerdì dalle 15 alle 17 e in replica il sabato alla stessa ora. Siamo a Follower e quest’anno con una novità: grazie al contributo del Caporedattore del “Magazine Discorsi Fotografici”, Federico Emmi entreremo nel mondo della fotografia con curiosità e approfondimenti sul panorama italiano della fotografia tradizionale e digitale. Un taglio sempre attuale per raccontare da vicino la comunicazione digitale e suoi protagonisti.

Nella puntata di venerdì 4 ottobre abbiamo affrontato il tema della fotografia nel futuro, che passa dagli smartphone, attraverso intelligenza artificiale, riconoscimento facciale e automazione.

Federico, In che modo si evolverà la fotografia attraverso questi strumenti digitali, saranno davvero fondamentali per il mondo della fotografia? Nel mondo della cultura fotografica gli smartphone vengono spesso snobbati e di conseguenza le loro fotografie non vengono considerate come tali; questo perché c’è un accanimento nella condivisione social, che non è prerogativa della fotografia stessa. In realtà aver visto con attenzione la presentazione di due dispositivi di due telefoni a settembre, mi ha portato a ricredermi su come sarà la fotografia nel futuro.

Quali sono questi due dispositivi? La prima è la Apple che ha presentato il nuovo dispositivo: Iphone 11 Pro (o Pro Max se cambia la dimensione) con 3 fotocamere e il secondo è Xiaomi. Iniziamo col dire che l’intera presentazione dell’Iphone è incentrata sulla fotografia; ovvero quello che questo telefono riesce a fare da un punto di vista fotografico e videografico.

Qual è la novità rispetto ai modelli precedenti? 
La novità è: l’introduzione di un chip, saldato sulla scheda logica che fa dei calcoli mostruosi. Uno di questi calcoli apre un baratro nell’etica della fotografia. Siamo stati abituati fino adesso a inquadrare la scena da fotografare col nostro smartphone, mettendo a fuoco e scattando. Da questo semplice gesto nasce quella che viene chiamata “fotografia predittiva” e che tramite questo modello viene implementata con decisione.

Che cosa succede nello specifico? Perché nel momento in cui noi facciamo questa operazione, il telefono ha già elaborato 9 immagini differenti: 8 ad esposizioni diverse più 1 ad esposizione lunga (quindi per un tempo maggiore). Quando premiamo il bottone dello scatto, il telefono prende le 9 foto, le scompone, seleziona migliori pixel di ogni foto e ricompone lo scatto in un’unica immagine. Pensate che tutto questo avviene in 1 secondo.

ASCOLTA IL PODCAST DELL’INTERVISTA A FEDERICO EMMI. 

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Ma non è ancora niente.
Quello che ancora non è stato introdotto come caratteristica di base è altro ed è qui il vero punto che ci fa parlare di “fotografia del futuro”. In funzione degli investimenti che sono stati fatti nell’automazione, nell’intelligenza artificiale e soprattutto nelle macchine auto apprendenti, il telefono riconosce lo scenario e in 1 secondo (anche meno) ti fornisce i dati di scatto ottimali. Come se avessimo un grande fotografo del passato che ti consente di arrivare ad un alto livello di sofisticazione.

Come può un telefono somigliare per caratteristiche tecniche ad una macchina fotografica così sofisticata? Effettivamente se pensiamo alla macchina fotografica ha un peso molto rilevante dato dal vetro quindi dalle ottiche, cosa che l’Iphone 11 in questione (come nessun telefono) ha. Quello che in fotografia fanno le ottiche, sugli smartphone lo fa il chip che è installato all’interno. Considerando inoltre che ancora non abbiamo implementato il 5G, il quale in quanto a potenza di trasferimento dati sarà talmente notevole da cambiare completamente le nostre quotidianità.

Le specifiche di scatto che ci hai illustrato prima Federico, sono funzioni che si possono abilitare? No, il telefono ti viene veduto con questa capacità e altre caratteristiche.

Quali sono le altre caratteristiche dell Iphone 11 pro? Le tre lenti sul retro sono: una ultra-grandangolare a 16mm, poi c’è il 26 mm e poi il 52mm. Sarebbe un 4x ottico arrivando a 104-106mm. In questo caso diventa un digitale. Scattando con IOS, il software dell’Iphone, si vedete la differenza. In pratica è come se scattando avessi sempre 3 fotocamere aperte, e vedi esattamente cosa accade. Senza bisogno di tornare indietro da uno zoom per riprendere dei dettagli sulla scena. Un’altra chicca che ci regala questo smartphone, è che il chip è in grado di gestire il flusso video di 4 sorgenti contemporaneamente e registrarne 2 contemporaneamente. C’è un’app in particolare che ti mostra il mosaico e scegli se passare da una telecamera all’altra.

Qual è l’altro telefono “del futuro” Federico? Parliamo di Xiaomi presentato poche settimane fa, una tecnologia che punta moltissimo sul sensore e  non utilizza ancora pienamente l’intelligenza artificiale, sulla quale invece Apple è più avanti nella ricerca. Lo Xiaomi ha un sensore pensate di 108 mega pixel, sviluppato materialmente Samsung in collaborazione con Xiaomi. Ricordo che Samsung ad oggi è leader dei semiconduttori e darà filo da torcere a Sony che è l’altro leader dei sensori. Vi basti pensare che la Samsung nel 2014 ha fatto uscire una macchina fotografica senza specchio (mirror less), la NX1 oggi è una macchina di punta che puoi vendere tranquillamente come uscita nel 2019. La Samsung era già avanti di 5 anni!!! Le sue caratteristiche tecniche sono impressionanti.

Quando si pensa all’avanzamento tecnologico, come l’intelligenza artificiale, a me viene spesso da pensare agli investimenti fatti in campo militare. Senza togliere a grandi case come la Apple, da dove nasce tutto questo avanzamento? Credo che in passato fosse così, forse oggi un po’ meno in quanto quello che guida lo sviluppo della tecnologia è il profitto, inteso come cercare di limitare le perdite. Faccio un esempio: un conto è scoprire cosa piace agli ascoltatori di “Follower” un conto invece è sapere con precisione cosa gli piace e quindi fornire il prodotto già confezionato.
Da quando Google ha iniziato a profilare le persone, se ci fate caso, proviamo a scoprire ciò che non conosciamo, invece Google ti mostra sempre ciò che già conosci perché conosce le tue abitudini. Non si riesce più a scoprire le novità. Ciò che per noi oggi è una novità in realtà è stato studiato 20 anni prima.

Quando sta avanti invece la ricerca fotografica? Sull’implementazione fotografica stiamo parlando di circa 15 anni. Ciò vuol dire che: da prima che nascessero gli smartphone già si facevano studi sull’automazione. Una cosa che morirà probabilmente con facilità è Photoshop. Esistono già servizi che ti permettono di caricare una foto e in 1 secondo ti rimuovono lo sfondo.

Però non rischiamo di omologarci agli standard estetica in questo modo? Esatto. Purtroppo le mode funzionano così, ma la tecnologia si muove in modo ancora più potente, come il caso di FaceApp. Un’app che ti permette di caricare la tua foto e trasformartela invecchiata di diversi anni. Ecco questo è un lavoro che un grafico con Photoshop potrebbe richiedere ore e ore di lavoro, si tratta di un utilizzo di intelligenza artificiale a questo livello. Ricordiamo che il 5G darà un notevole impulso a queste tecnologie.

Con tutta quest’intelligenza artificiale, ma non possiamo campare sulle spalle dei robots? Con questa ironica e forse retorica domanda ci salutiamo e diamo appuntamento a Federico Emmi con il “Punto di … messa a fuoco” alla prossima settimana con un nuovo argomento da approfondire.

Grazie Federico – caporedattore del Magazine Discorsi Fotografici. 

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