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Abbiamo contattato telefonicamente il Dott. Marco Lionetti del Pronto Soccorso dell’ospedale San Pietro di Roma.

Giusto sentire gli esperti e gli scienziati ma bisogna ascoltare anche chi “lotta” sul campo e combatte per la salvaguardia di tutti.

Buongiorno Dottore, l’abbiamo contattata per capire qual è la situazione negli ospedali che ormai sono i luoghi più pericolosi, è così?

La situazione è completamente differente da quello che poteva essere a novembre e dicembre. Abbiamo dovuto reinventare il nostro lavoro ed imparare a lavorare in maniera completamente diversa perchè sono cambiate tutte le cose.

Innanzi tutto la ringraziamo per lo sforzo eroico che state facendo. Ci spiega cosa è cambiato praticamente?

Il Pronto Soccorso era un luogo di facile accesso e spesso ci si recava anche per futili motivi. Ora stiamo assistendo al fenomeno opposto. Ovvero persone che dovrebbero recarsi per problemi importanti non lo stanno facendo per paura del contagio

Come avviene il Triage, ovvero la differenziazione dei pazienti, telefonicamente?

Per quello se ne occupa il 112. Noi operiamo sui presenti. La grossa differenza rispetto a prima è che lavoriamo su due percorsi diversi: un percorso che definiamo pulito e uno che definiamo “sporco”. Il promo è dedicato ai pazienti tradizionali, l’altro per tutti coloro che abbiano anche uno solo dei sintomi riconducibili al coronavirus

Ricordiamo quali sono i sintomi?

La febbre, tosse, raffreddore e due sintomi che potrebbero sembrare banali, ovvero la mancanza di olfatto e del gusto. Il paziente sospetto viene accompagnato durante il percorso in una stanza isolata con bagno. Poi viene visitato da medici provvisti di tutti i Dpi, cioè i dispositivi per la sicurezza personale.

A voi hanno fatto dei controlli?

Si, e per fortuna, facendo gli scongiuri, al momento nessuno del personale sanitario si è infettato

Avete avuto ritardi nelle fornitura di materiale o dei dispositivi di sicurezza?

Partiamo dall’inizio: il nostro ospedale non ha mai avuto un reparto di malattie infettive. Da metà marzo, vista l’emergenza, siamo stati dichiarati “ospedale covid”, ovvero abbiamo allestito un reparto speciale per i malati covid. Da quel momento la protezione civile ci ha rifornito dei dispositivi. Non è certo un problema di costi o di volontà, quando ci sono stati dei ritardi è perchè mancavano proprio sul territorio

Possiamo affermare che il Pronto Soccorso dell’ospedale San Pietro è un luogo sicuro? ovvero i protocolli sono rispettati, i medici non si sono infettati…

Assolutamente si. Di fronte ad una situazione nuova ci siamo adattati anche razionalizzando le risorse. Abbiamo differenziato i pazienti e le misure di sicurezza da prendere. Ad esempio, un malato con grave crisi respiratoria richiede molta più attenzione nei dispositivi di sicurezza

L’intervista completa sulla nostra pagina Facebook dal minuto 1:12:00

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Posted by Non è la Radio on Monday, April 20, 2020

 

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