La dott.ssa Maria Rita Gismondo
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In occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Ombre allo Specchio”, abbiamo avuto il piacere di intervistare telefonicamente la dott.ssa Maria Rita Gismondo, con la quale abbiamo parlato della situazione della pandemia in Italia.

“Il mio libro non parla di Coronavirus, ha un respiro diverso, la gente ha sentito parlare già troppo i virologi, sarebbe stato troppo infierire con un libro”

Dott.ssa Gismondo però prende spunto dalla situazione del Coronavirus 

“Abbiamo circa 40 associazioni para governative nel mondo, abbiamo istituzioni come OMS, ONU e NATO che hanno grande attenzione al rischio biologico e alle pandemie e poi arriva una pandemia e coglie il mondo impreparato allora c’è qualcosa che non funziona. E molte cose non funzionano, faccio parte della Global Partnership e partecipo a questi tavoli, essendo un esperto del Ministero Affari Esteri presso l’ufficio per il disarmo biologico e queste riunioni non portano a nulla, anche perchè questi organismi non hanno alcun potere presso le Nazioni.

Queste riunioni sono poco produttive anche durante la gestione della pandemia?

“Durante la pandemia queste riunioni non ci sono state perchè dovrebbero essere preventive, non dovremmo aver bisogno di riunirci durante la pandemia, tutto dovrebbe essere chiaro e tutto, come guanti, mascherine ecc. dovrebbe essere pronto”

“Ombre allo Specchio” esce oggi, 9 luglio, edito da “La nave di Teseo”

Io sono molto onorata di quest’invito a pubblicare per loro, quando mi è arrivato sul tavolo questo invito mi sono commossa

Sarà normale nell’inverno prossimo e nei prossimi anni vedere gente che andrà in giro con guanti e mascherine?

No, l’uomo è un animale sociale, il che vuol dire, abbracciare, baciare, darsi la mano, per fare un esempio, non possiamo non uscire di casa perchè c’è il rischio di essere investiti da un’automobile, in base al rischio, occorre saper comportarsi

E adesso che tipo di rischio stiamo vivendo?

Non dobbiamo abbassare la guardia perchè il virus è ancora in mezzo a noi, nel momento in cui non ci saranno più isolamenti virali potremmo tornare alla normalità, in questo momento non abbiamo più la situazione di marzo, abbiamo imparato a gestire i contagi e a circoscriverli e anche a curarli con un cocktail di molecole. Tant’è vero che ora i ricoverati per Covid si contano sulle dita di una mano.

Il futuro non possiamo prevederlo, così come una seconda ondata, non ne abbiamo la certezza e se anche fosse ora siamo preparati, abbiamo capito che snellire la sanità alla fine ha un costo elevato che va tradotto in vite umane.

Perchè però si ha quasi la certezza di un ritorno di fiamma del virus?

Io farei una battuta per sdrammatizzare, forse siamo una società che non sa vivere senza panico, chi mi conosce lo sa bene, io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, in questo momento stiamo vivendo un momento di respiro, il che non vuol dire essere incoscienti, però dire con certezza che sicuramente ci sarà una seconda ondata è rovinarci questo squarcio d’estate che il calo del virus ci sta permettendo

Dott.ssa Gismondo In questo momento siamo monitorati agli accessi nei centri commerciali o negli aeroporti con i termometri ma quando a ottobre la gente avrà il diritto di influenzarsi ma non di covid, quali saranno le procedure?

Che io sappia non c’è ancora alcuna procedura messa in atto, anzi, coglie un appello che io sto facendo da più di un mese, anche da un punto di vista diagnostico, se in pronto soccorso arriva qualcuno con difficoltà respiratorie, io devo sapere subito se è un Covid, quindi dovremmo attrezzarci con un sistema di diagnostica rapida. Io però posso rispondere da un punto di vista virologico ma non strategico. Le risposte non possono essere date tutte dai virologi.

Come virologa le dico che in questa fase qualsiasi persona con la febbre dovrebbe essere trattata come potenziale Covid ma da qui a bloccare i voli ce ne corre perchè dobbiamo tenere conto anche dell’economia che in questo momento forse farà più morti che il Covid nel marzo/aprile

Dott.ssa Gismondo, quando dice di dover sapere subito se una persona è positiva al Covid intende dei tamponi rapidi?

Sì, ci sono aziende e sono più di una, se ce ne fosse una sola non lo direi, che producono tamponi rapidi che dicono di che influenza si tratta, sennò l’alternativa è intasare i pronto soccorsi, una persona non può aspettare minimo 4/5 ore per avere una risposta.

Le posso dire con certezza che è successo a persone allo Spallanzani, di aspettare anche 6 ore per un responso e il pranzo veniva lasciato per terra, fuori alla porta, mentre erano in attesa 

Stiamo vivendo anche dei momenti molto strani, la settimana scorsa sono stata invitata a Berlino, a parlare di Covid e al check-in abbiamo mantenuto con rigore la distanza di un metro e una volta in aereo, il volo era pieno e ci hanno servito da bere e dei biscotti senza mascherine, non ha senso, si stanno avendo delle misure che poi potrebbero essere il ventre molle anche se controllare tutto non è facile, è più facile criticare

E’ vero che è facile criticare ma in questo periodo effettivamente ne abbiamo visti tanti di controsensi, dall’utilizzo dei guanti del barista o le mascherine sotto al mento

Eh infatti, quella ormai è veramente una prassi ed è veramente ridicolo, ma nessuno lo dice, i controsensi sono stati anche da parte delle istituzioni

E infatti alle istituzioni mi riferivo, qui aspettiamo ancora i focolai per la vittoria della Coppa Italia del Napoli o per i Navigli di Milano oppure quello della manifestazione del 2 giugno di Salvini e la Meloni o del 25 aprile per la festa della liberazione, però i focolai scoppiano negli ospedali, nelle RSA e nei luoghi di lavoro di grandi aziende dove i controlli dovrebbero essere al massimo

C’è un dato di cui si parla poco; per contagiarsi di coronavirus bisogna avere un contatto di almeno 15 minuti, più trascorro del tempo con una persona più ho possibilità di infettarmi ma malgrado tutto io penso che se ci sono delle norme si possono anche criticate ma da cittadini dobbiamo comunque sempre rispettarle

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Spesso ragioniamo con i numeri, gli attualmente positivi, a ieri sono circa 13.000 ma lei nel libro dice che sui numeri bisogna stare attenti

Sì, quando c’era la tristissima conferenza stampa di Borrelli che stimo, era un bollettino di guerra che non aveva senso, un giro burocratico di numeri che non aveva senso, così come oggi si uniscono i numeri dei tamponi con i numeri dei test sierologici.

Il test sierologico può essere solo un aiuto ma se una persona è positiva al sierologico, non necessariamente è positiva, anzi, spesso è il contrario

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Dott.ssa Gismondo, oltretutto non viene nemmeno dato il numero dei tamponi eseguiti e se una persona è positiva non necessariamente è malata

Esattamente quello che stavo per dire, ci hanno dato questa sensazione che positivo per Sars Cov 2 significhi positivo per Covid, bisogna fare un distinguo tra chi è semplicemente positivo e chi è effettivamente affetto da Covid 

Il ritmo della riduzione dei positivi ci può far sperare che entro fine luglio primi di agosto avremo pochissimi positivi, è verosimile?

In questo momento in cui quasi nessuno si ammala, essere positivi non deve essere un’allerta perchè ci sono dei malati ma vuol dire “stiamo attenti” perchè il virus è ancora fra di noi, ma ci sono virus che poi rimangono all’interno della specie umana che circolano e che qualche volta creano problemi qualche volta ai soggetti più fragili. Io non credo che il Sars Cov 2 sparirà, probabilmente accadrà come per gli altri 4 coronavirus che daranno raffreddore e circolano di tanto in tanto fra di noi.

Ironicamente, agli inizi della pandemia, scrissi su un social che che anzichè chiudere le scuole sarebbe stato meglio chiudere le bocciofile e in fondo una stupidaggine non l’ho detta, in questo caso, mi viene da fare un’altra provocazione ironica: visto che ora il virus è poco aggressivo e gli ospedali sono tendenzialmente vuoti, non conviene contrarlo ora il coronavirus? Sono ironico, ovviamente

No, contrarre un’infezione non è mai auspicabile, questo varrebbe se fossimo sicuri di rimanere immuni, invece pare che dopo qualche mese gli anticorpi spariscono.

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Dott.ssa Gismondo, come ci diceva il professor Tarro proprio qui da noi, è possibile che il caldo abbia sfiancato il virus?

C’è un dato di fatto che tutte le infezioni respiratorie, con il caldo perdano la loro forza ma non c’è niente di scientifico, mettiamoci anche che con il caldo siamo anche più all’aperto, magari è stato l’insieme di più fattori ad aver inciso.

Ricordiamo il libro “Ombre allo Specchio”, della dott.ssa Maria Rita Gismondo, edito dalla Nave di Teseo, con prefazione del vice Ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri

Grazie a voi e buon lavoro

La copertina del libro della dott.ssa Maria Rita Gismondo

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