L'astrofisico Gianluca Masi e l'astronauta Luca Parmitano

Nella puntata di ieri di Fatece caso, abbiamo avuto ospite l’astrofisico e divulgatore scientifico Gianluca Masi, creatore del Virtual Telescope Project e curatore del Planetario di Roma, ne è nata un’intervista sensazionale!

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Abbiamo appena ascoltato Starman di David Bowie perchè abbiamo in collegamento telefonico uno Starman, Gianluca Masi, buonasera!

Buonasera a voi e a tutti gli amici radio ascoltatori

Per noi è un onore perchè sei un’eccellenza italiana nel mondo perchè con i tuoi studi e le tue ricerche porti in alto il nome del nostro Paese in tutto il mondo 

Io questo non lo so, però quello che so è che io seguo quello che è sempre stato un interesse che avevo da bambino, che non è mai svanito, non è mai scomparso e che negli anni non è mai scomparso. L’entusiasmo è rimasto quello di allora e forse questo è anche il segreto per mantenersi sempre con lo sguardo verso il cielo.

Lo spieghiamo un attimo, Gianluca Masi è un astrofisico, inventore del Virtual Telescope Project e curatore del Planetario di Roma e ha scoperto tanti asteroidi, dai nomi anche un po’ bizzarri

Sono passati tanti anni da quando ho cominciato a curiosare verso il cielo e nel corso di questo periodo, oggi l’assurdo è che molte volte ci raggiungono notizie che sono anche false, in tutto questo ho cercato di fornire una scialuppa per chi volesse davvero comprendere ciò che accade nell’Universo e scoprire come avvicinarsi allo spettacolo del cielo. 

Iniziamo con una domanda frivola, di tanti asteroidi che hai scoperto c’è l’10931 Ceccano, ce lo spieghi perchè?

Qui c’è una matrice anzi diciamo una radice perchè io sono nato a Frosinone ma sono cresciuto a Ceccano e sono molto legato al territorio, quello fu il primo asteroide scoperto il 16 febbraio del ’98, ho voluto che fosse legato al mio territorio, al paese dove avevo messo a fuoco, nutrito e coltivato, quel desiderio di guardare alle stelle. E’ vero che quando si guardano le stelle si guarda lontanissimo però io sono uno di quelli che ama ricordarsi delle proprie origini.

E’ una cosa che si allarga a macchia di Leopardo poi, c’è un asteroide che ho dedicato a Frosinone e anche al Lazio, è una cosa che mi sono sempre portato appresso. 

IL VIRTUAL TELESCOPE

Ci spieghi il Virtual Telescope, come è nato e in modo pratico cosa è?

Molto volentieri. Mai avrei pensato, quando ho avviato quel progetto che, in 13 anni, me lo sarei trovato così grandemente considerato. Il punto è questo, nel 2006, ero già molto attivo nel campo della ricerca astronomica e lavoravo a Roma, questo mi impediva di tenere d’occhio il mio telescopio a Ceccano, quindi cercai il modo di accedere ai miei telescopi da remoto, usando una soluzione tecnologica e oggi posso tranquillamente accedere all’osservatorio, predisporre gli strumenti e questi lavorano senza che ci sia nessuno sul posto. 

Visto poi che sono collegati a internet, perchè non escogitare un modo per renderli visibili a tutta la rete? E così ho creato un sistema per permettere a tutto il mondo di vedere l’esplorazione delle stelle in diretta mentre io la racconto. E questo è stato uno dei momenti più esaltanti della mia attività

E questa è stata la prima volta che qualcuno condividesse le immagini in diretta dal vivo di un telescopio?

Assolutamente sì, esisteva qualche altro dispositivo ma con dei software proprietari, invece il Virtual Telescope usava direttamente il browser, quindi in qualche modo diventava facilissimo accedere a queste risorse, oggi colpisce meno ma vi assicuro che nel 2006 mettere in rete dei telescopi, non era affatto banale, ci è voluto tanto lavoro e tanto studio.

LA NOTTE STELLATA SUL RODANO

Tu hai assunto maggior notorietà nel momento in cui sei riuscito a decifrare la data esatta della Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh

Grosso modo sì, da bambino nelle scuole medie c’era educazione artistica e vidi questo quadro di Van Gogh in cui si nota al centro della volta celeste il Grande Carro, a me quelle stelle avevano lasciato una traccia e a distanza di anni ho voluto verificare se quelle sette stelle fossero un mero abbellimento di fantasia oppure se fosse una rappresentazione del reale Grande Carro di Van Gogh mentre aveva davanti il Grande Carro. Ne è venuto fuori che Van Gogh ha dipinto il Grande Carro mentre lo aveva davanti.

IL PLANETARIO DI ROMA

L’altro argomento per il quale sei famoso è il Planetario di Roma che è bellissimo, io ci sono stato, raccontaci un po’ del Planetario, come lo gestisci e convinci ma non ce ne è bisogno, gli ascoltatori a venire a visitarlo.

Ma volentieri, come dici tu, quando si parla di stelle, partiamo avvantaggiati, il Planetario fa parte del circuito di musei della sovrintendenza capitolina ed è un luogo dove si narra del cielo, delle storie delle costellazioni, cosa si nasconde tra le stelle e come funziona questo magnifico teatro cosmico. Con i miei colleghi, quello che cerchiamo di fare è di raccontarlo al pubblico di ogni età dai più piccoli a chi vuole approfondire e talvolta quando c’è un evento astronomico da vedere si organizza una manifestazione pubblica con i telescopi che è l’esperienza che tutti desiderano. 

LE COSTELLAZIONI

Una domanda da casa, perchè l’uomo ha sentito l’esigenza di dare un nome alle costellazioni?

Questa è una domanda molto importante, è un aspetto cruciale riguardo al firmamento, quando noi guardiamo il cielo di notte vediamo un drappo di velluto nero con dei puntini luminosi e così i nostri antenati per mitigare il disagio dinnanzi a qualcosa che non avevano gli strumenti per spiegare hanno provato a disegnare queste figure assegnando nomi che derivavano dalla mitologia, per provare a ridurre quella distanza dinnanzi a una cosa che forse incuteva anche timore.

Appassionarsi alle costellazioni e rendersi conto di come ciascun popolo riconosce le proprie è un modo anche per indagare sulla natura dell’uomo, perchè verso il cielo si riflette la nostra identità

BORISOV

Ci puoi parlare dell’ospite interstellare?

Questa è una scoperta dell’ultimo momento

Questo astrofilo russo che ha scoperto un asteroide

Spesso pensiamo che fare scienza richieda strumenti costosissimi, paradossalmente l’universo è talmente vasto che non esiste tecnologia che riesca a tenerlo d’occhio continuamente, quindi può succedere che anche un appassionato può avere la buona sorte di una scoperta epocale come è successo a Borisov, in Crimea che ha intercettato questa cometa che non appartiene al Sistema Solare e per puro caso si sta muovendo in questi tempi nella regione del sole destinata ad abbandonarlo. E’ il secondo oggetto di questo tipo, ne era stata scoperta un’altra Oumuamua ma questa di Borisov è la prima cometa con una chioma e una coda che viene osservato dall’inizio perchè scoperta prima ancora che entrasse nel Sistema Solare. Quindi avremo mesi e mesi a disposizione per studiarlo.

Abuso del tuo prezioso tempo per leggere alcune domande:

Lei crede che tutto questo intrattenimento e questa tecnologia ci distragga un po’ troppo dal guardare il cielo e farci delle domande?

Senza ombra di dubbio, noi oggi abbiamo accettato che le stelle non si vedano più, perchè oggi siamo distratti da tante cose ma anche per via dell’inquinamento luminoso, c’è un problema multiforme, da un lato la nostra congenita distrazione nei confronti della natura, dall’altro un eccesso della tecnologia che ha illuminato oltremodo gli ambienti urbani, paradossalmente l’uomo del XXI secolo è il più distante dallo spazio

Ultima domanda da casa, le stelle spesso hanno dei nomi con dei colori, Nana bianca, Gigante Rossa, ecc. ma hanno realmente questi colori guardandoli col telescopio?

Assolutamente sì, anzi, i colori delle stelle, si scorgono benissimo anche a occhio nudo, basta guardare le stelle più brillanti come Antares, Betelgeuse, Sirio e potrete vedere il loro colore. Il colore deriva dal calore della stella, il rosso è una stella più fredda, poi ci sono temperature crescenti che le portano al giallo, al bianco e al blu (la più calda)

Cosa possiamo vedere nel cielo in questo periodo? Cinque giorni fa c’è stata la notte internazionale della Luna e tu hai collaborato con la NASA, addirittura

Sì, questa è una cosa che mi ha fatto veramente molto piacere, tutto grazie al Virtual Telescope. In queste sere, pian piano al tramonto ci farà compagnia Venere, al tramonto

Mentre quest’estate Venere ci ha tradito lasciando spazio a Giove.

Sì ma ci ha riconsolato all’alba, tant’è che i nostri antenati avevano ben distinto questa caratteristica parlando di Vespero (Venere serale) e Lucifero (Venere mattutina). In questi giorni potremo ammirarla al tramonto. Ammirando Venere potremmo ritrovarci appassionati delle stelle, perchè no?

Sicuramente se c’è qualcuno che le spiega come le spieghi tu è più facile. Infatti invitiamo tutti ad andare al Planetario di Roma perchè è veramente un piacere seguire Gianluca Masi

Sarete i benvenuti! Quando volete parlare di stelle sono sempre a disposizione!

Gianluca ti ringraziamo, grazie mille al nostro Starman Gianluca Masi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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