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E’ in corso in questi giorni l’approvazione della manovra finanziaria 2020, la nuova legge di bilancio ha iniziato infatti il suo iter di approvazione all’interno del Palramento. Ma sul percorso ci sono già molti ostacoli. Maggioranza e opposizione hanno presentato decine e decine di emendamenti. Pd, M5S, LeU e Italia Viva appaiono divisi su molte tematiche importanti. Per fare un po’ di chiarezza ai microfoni di Non è la radio è intervenuto l’onorevole Gennaro Migliore, ex sottosegretario al ministero della Giustizia e oggi deputato di Italia Viva.

Ascolta il podcast integrale:

Oppure leggi l’intervista!

Italia Viva ha presentato molti emendamenti con obietti, più o meno dichiarato, di andare a rimodulare o eliminare le cosiddette “tasse etiche”, la sugar tax e la plastic tax, perché?

Noi siamo quelli che ne hanno presentati di meno di emendamenti in realtà. Il Pd ne ha presentati più del triplo rispetto a noi e il M5S, più del doppio. Devo dire la verità penso che di etico ci sia poco, perché in realtà sugar e plastic tax sono tasse che riguardano il consumo. Si dovrebbero fare, invece, investimenti più seri per esempio premiando quelli che utlizzano materiali riciclabili; immaginando per esempio per quanto riguarda la tassa sulla plastica un serio contributo per chi raccoglie e restituisce la plastica al di là della raccolta differenziata. Italia Viva si è caratterizzata per aver fatto nascere questo governo sulla base del rischio che l’Italia e gli italiani avevano, ovvero il dover pagare una clausola di salvaguardia enorme, di 23 miliardi di euro sull’Iva. Proprio per questo il nostro partito ha quindi tutta la vocazione anche a eliminare anche tasse che, francamente, sono inutili perché non cambiano i costumi delle persone. Quanto alla sugar tax, considero veramente fuorviante l’idea che possa essere etica.

Ma le tasse non servono anche in parte a ripagare il “buco” dei 23 miliardi?  Per Italia Viva dove si sarebbe dovuto andare a trovare i fondi necessari per disinnescare le clausole di salvaguardia sull’Iva?

No, le clausole di salvaguardia non c’entrano nulla con le tasse. Queste tasse sono state introdotte per coprire altre spese: ad esempio quella del cuneo fiscale, che per noi va bene ma avrebbe dovuto essere molto più forte. Oppure, un altro motivo per cui verranno introdotte è per coprire la spesa data dai contributi del family act, per gli asili nido gratuiti, scelta questa che condividiamo. Ma in realtà questi soldi servono per coprire le due spese che fanno parte di un’eredità che sta mostrando tutti i propri limiti: il Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Se ci fosse stata la saggezza di dire che Quota 100 non è certamente la risoluzione dei problemi dei pensionati, dato che riguarda 100mila pensionati, ricordiamo che questo è un impegno di 20 miliardi di euro in 3 anni, ecco probabilmente si sarebbe potuto realizzare un surplus. Surplus che avremmo potuto  investire direttamente all’intero di una revisione complessiva del sistema fiscale, abbassando le tasse alle persone, ai redditi da lavoro dipendente, magari abbassando il cuneo fiscale. E poi c’è un tema: da quando è andato via il governo Renzi le spese di funzionamento, a parte i servizi essenziali, sono aumentate di 10 miliardi; ecco lì sicuramente si potevano fare dei risparmi. Si parla tanto di spending review, ma se nessuno la inizia mai.

Uno dei temi divisivi nella maggioranza è anche la prescrizione. Il Parlamento può intervenire su questo tema, su una legge già approvata (ricordiamo infatti che era all’interno della cosiddetta “spazza corrotti”) che entrerà i vigore il 1 gennaio?

Sì questo ha ragione lei, è un tema che divide ed è un’eredità di un governo fallimentare come quello gialloverde, nel quale, per altro, si era preso un impegno. Ovvero che si sarebbe rinviata l’entrata in vigore di un anno perché entro un anno lo scorso governo si era ripromesso di approvare la riforma del processo. Ora che vada in vigore automaticamente senza che ci sia stata la riforma del processo, lo trovo veramente un controsenso. Anche perché come hanno notato moltissimi osservatorri, anche direttamente impegati come avvocati ma anche magistrati, la sospensione e la cancellazione della prescrizione dopo il primo grado  allunga i tempi in maniera sconsiderata e quindi, non rispetta il principio costituzionale della ragionevole durata del processo. Insomma si tratta di un sistema francamente lesivo di quelli che sono diritti dei cittadini.

Questo è un motivo di imporsi nella maggioranza? Riuscire a modificarla in Parlamento?

Su quesa posizione noi e il Pd abbiamo le stesse idee e il Movimento non può pensare di fare tutto da solo. Non è che se ogni cosa che dicono non si può fare una discussione . Certamente sulla giustizia bisognerà fare dei cambiamenti, anche la confisca allargata ai reati di carattere finanziario è un’assurdità. L’idea che ci possa essre una norma speciale per la criminalità organizzzata può andar bene, ma per i singoli, innocenti fino al terzo grado di giudizio, considero assolutamente fuori misura questo tipo di intervento.

Su autostrade è possivile trovare un punto di caduta? Se sì quale potrebbe essere?

Sì, si troverà. Le concessioni non devono essere concesse per diritto divino. Accertiamo le responsabilità ma non approfittiamone per fare propaganda. Se c’è bisogno di sopendere una convenzione lo si faccia e si trovi insieme intorno a un tavolo una soluzione.

Considerando tutte queste divisioni la maggioranza può reggere o crede che si andrà a elezioni direttamente a gennaio?

Le uniche vere e concrete differenze sono sulla giustizia, perché per esempio sulla questione micro tasse il M5S la pensa molto vicino a noi rispetto anche l Pd. In Parlamento si discuterà. Noi non abbiamo l’obiettivo, sicuramente e fin dall’inizio di questa esperienza di governo, di arrivare al 2023.

E sul conflitto di interesse?

Si deve fare la legge più efficace possibile. Serve regolamentazione più stringente sicuramente, un aggiornamento legislativo quindi sul quale sicuramente saremo molto d’accordo.

Su finanziamento ai partiti? Esiste un prblema in merito? Ci sono poroposte di riforma?

Io all’epoca presentai la proposta per abolire il sistema di finanziamento pubblico ai partiti. Il problema, casomai, è quello di non criminalizzare il finanziamento privato. Se è trasparente e rispetta le regole non capisco perché non ci debba essere. Io ho sempre pensato che la politica dovesse essere finanziata dalle persone o in via diretta o in via indiretta attraverso un 2xmille. L’idea che si possa tornare al finanziamento pubblico è un diversivo, è un falso problema. Qui c’è stata una sollevazione mediatica rispetto a contribuiti del tutto regolari e questo, invece, credo che sia un problema.

Contributi molto alti da parte di provati non possono mettere in discussione l’obiettivo dell’interesse generale che un partito dovrebbe sempre perseguire?

Il rischio se esiste va censurato e condannato ma la tipologia di interazine che esistono tra aziende e politica è assolutamente da valutare sotto gli occhi dei cittadini. Piuttosto siccome visto che c’è una legge molto vaga che si chiama traffico di influenze, per la quale a seconda dell’interpretazione del magistrato ci possono essere delle fattispecie di reato, icredo che si dovrebbe intervenire con una legge di regolamentazione delle lobby, cosa che esiste in tutti i Paesi del mondo.

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