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“È arrivato Follower!”. La trasmissione più social di Non è La Radio, in diretta tutti i venerdì dalle 15 alle 17 e in replica il sabato alla stessa ora. Nella puntata di venerdì 14 ottobre con Federico Emmi, Caporedattore del “Magazine Discorsi Fotografici”, abbiamo fatto il “punto di … messa a fuoco” su una delicata vicenda in Venezuela.

Ciao Federico e bentornato nella nostra trasmissione.
Ciao a tutti e bentrovati!

Sai Federico che con il focus che abbiamo fatto la scorsa settimana,  sul futuro della fotografia attraverso gli smartphone, molte persone curiose sono andate a vedere i due modelli nuovissimi di cui ci hai parlato. Hai fatto impazzire tutti!
Beh, ci credo. Le fotocamere di quegli smartphone sono davvero belle eh!

Di cosa ci parlerai oggi?
Oggi vi introduco un argomento secondo me interessante, che riguarda un aspetto della politica legato alla tecnologia. Non di ideologia politica ma di politica generale.
È successa una cosa un po’ particolare. Gli Stati Uniti D’America hanno emesso un’ordinanza, a tutti i cittadini Americani e a tutte le loro compagnie, che vieta a tutti loro di dare un supporto di qualsiasi tipo (sia esso economico, tecnologico, umanitario ecc…) al Venezuela. Questa è l’ordinanza.  Adobe, che è la casa di software famosa per Photoshop, Lightroom, Premiere ecc …, per restare in ubbidienza all’ordinanza emessa ha deciso di sospendere tutti gli account creati in Adobe nel Venezuela. Questo finché non cambieranno (si spera) le cose.

Che devono fare? Devono adeguarsi?
No, più che adeguarsi si vedranno sospendere il loro abbonamento da Adobe. Quindi non avranno più modo di utilizzare questi programmi, neanche sul Cloud.

ASCOLTA IL PODCAST DELL’INTERVISTA A FEDERICO EMMI.

Quindi per adeguarsi, e dunque lavorare con i programmi Adobe, dovranno provvedere a scaricarla in un altro modo?
No purtroppo. Non c’è altro modo se non quello illegale.

Una decisione davvero perentoria!
Si, ma la cosa interessante su cui c’è da riflettere è la guerra commerciale che stiamo vivendo, al di là del Venezuela. Il potere di queste multinazionali, che per aderire ad un’ordinanza, possono sospendere i servizi nei confronti di qualsiasi nazione del mondo o continente. Pensate se succedesse in Europa: ti sospendono la Creative Cloud e tu non lavori più. Non hai più modo di ricevere aggiornamenti e dunque di lavorare. Questo dovrebbe farci riflettere sul monopolio delle grandi case di servizi. Non ci sono alternative a questi software, così come non ci sono alternative di social network. Per cui basta un semplice divieto su qualsiasi aspetto della tecnologia e noi ci troviamo con telefoni inutili pagati migliaia di euro. Le grandi case in tecnologiche in questione, non hanno nessun interesse a prendere una decisione del genere; si devono solo adeguare, perché è chiaro che si tratta di una decisione politica. Dall’oggi al domani potremmo ritrovarci senza più servizi tecnologici, applicazioni o software per lavorare.

Al momento Federico non c’è un’alternativa all’Adobe, come concorrente?
C’è una compagnia canadese, che credo non goda di moltissimo successo, è suite della Corel Draw. Al cui interno ha un software simile a Illustrator per lavorare in vettoriale, uno per il fotoritocco e credo una versione per i file raw delle fotocamere.

Ma è competitiva? Beh Adobe ormai ha conquistato il pianeta ed ha creato uno standard: basti pensare ad Acrobat Reader o ad Acrobat per creare i PDF … ecco in Venezuela vengono bloccati programmi così. In realtà noi dipendiamo tantissimo da queste cose. Una soluzione potrebbe essere iniziare a ragionare ed eventualmente finanziare la ricerca che crei un’alternativa. Altrimenti si rischia davvero di non poter più lavorare.

Il discorso del Venezuela è prettamente politico, però, dato il forte potere accentratore di queste case non è detto che un domani non possa accadere in un Europa ad esempio. Non possiamo non pensare al problema dei dazi tra America e Cina. Certamente. Gli U.S.A. hanno imposto a Google di non fornire più supporto ad Android e di bloccare lo store. Anche se si sono dati la zappa sui piedi da soli, poiché Huawei ha creato a tempo di record un proprio sistema operativo che è ancora in fase di sperimentazione, anche se negli ultimi due mesi hanno accelerato lo sviluppo. Ecco: se loro arrivano a creare un sistema operativo alternativo ed efficiente, hai creato la concorrenza e non hai più questo vantaggio monopolistico.

Come ora la situazione, tornando al Venezuela? Entro una settimana verranno bloccate tutte le licenze di Adobe? Saranno bloccate: inizialmente si era detto che gli utenti avrebbero perso i soldi, invece Adobe ha dato che farà un rimborso immediato. Però non ci sarà un blocco: la Adobe cancellerà l’utente che non avrà più possibilità di accedere alla piattaforma. L’unica cosa che lasciano disponibile disponibile perché non è un servizio ma una vetrina è Behance.

Ma ci sono soluzioni o questa è la definitiva?
La soluzione è quella illegale, perché se desideri avere questo prodotto di Adobe, al momento non ci sono alternative. Non so quante persone in Venezuela paghino per la Creative Cloud, presumo in Europa in molti. La motivazione in Venezuela è anche condivisibile perché è legata a come i Venezuelani vengono trattati da parte di Maduro. Mentre in Cina la motivazione è Huawei che domina il 5G, gli Americani non ci stanno e gli hanno bloccato il sistema operativo dei telefoni. Così diventa un po’ complicato condividerne la scelta.

Io volevo capire se la scelta politica è definitiva o ci sono ancora possibilità aperte. No, è definitivo. Il 29 ottobre ci sarà il blocco.

Incredibile! Un paese come il Venezuela che è già indietro per tante cose, in questo modo vai a bloccare la crescita e lo sviluppo. Io vi ho parlato di Adobe, ma lo stesso vale per altri servizi d’intrattenimento come Netflix, Amazon (se è in Venezuela). Ci sono tantissime cose che basti guardare il nostro telefono, potremmo non utilizzare più. Vorrei ragionassimo su questo aspetto: ciò che per noi è diventato, scontato come Facebook o Instagram, potremmo non averlo più per ragioni più alte di noi. Ad oggi è come se ti staccassero la luce.

Mediaticamente la notizia ha avuto risalto? Sui forum di nicchia la notizia ha destato molto clamore. I Venezuelani vengono penalizzati: stai identificando il governo col popolo, per cui alla fine chi colpisci è il popolo.

Ci sarà clamore anche mediaticamente parlando? Penso al risalto che hanno Cina e America, e mi viene da pensare che per il Venezuela non ci sarà tutta questa risonanza.
Si tratta di un argomento che andrebbe affrontato già a livello politico, come situazione da cui nessuno è immune.

Sei preoccupato tu Federico? No, non sono preoccupato perché sono una vecchia generazione, quindi sono abituato a “vivere per strada” cioè nel mondo analogico. Certo, guardando le nuove generazioni un po’ di preoccupazione mi sale.

Federico noi ti ringraziamo, per questa finestra che, anche oggi, hai aperto sul mondo. Ricordiamo sempre il Magazine Discorsi Fotografici nel quale potete trovare tutti gli approfondimenti di Federico Emmi e di altri che lavorano in squadra con lui. Grazie Federico appuntamento a venerdì prossimo per un nuovo approfondimento qui su Non è La Radio, con il nostro “punto di … messa a fuoco!”
Grazie a voi, a venerdì.

Link di approfondimento sulla fotografia del futuro dal Magazine Discorsi Fotografici: http://magazine.discorsifotografici.it/il-futuro-della-fotografia-passa-dagli-smartphone/

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