[PODCAST] Domenico Viola (Levy Institute) : “La crescita mondiale rallenta, l’economia italiana avrebbe dovuto fare più Deficit per finanziare famiglie e imprese”

Che cosa è la NADEF? Come sarà la manivra finanziaria del 2020? Sarà sufficiente per far crescere l'economia Italiana e migliorare la vita dei cittadini?

Torniamo a parlare di Economia con Domenico Viola, Economista del Levy Institute al quale abbiamo chiesto un’analisi sul NADEF, la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza del Governo Rosso-Giallo

PODCAST:

 

Domenico Viola, ci spieghi che cosa è il NADEF?

E’ un documento del governo che aggiorna le previsioni che abbiamo avuto lo scorso anno con il DEF. Le previsioni riguardano 3 variabili macroecnomiche DEFICTPUBBLICO/PIL , DEBITO PUBBLICO / PIL e le previsioni sul TASSO DI CRESCITA DEL PIL per il 2020, 2021,2022. Sono indicazioni riguardo le scelte di politica economica che il governo intraprenderà con la legge di bilancio di fine anno, che ha una valenza giuridica e normativa. Sono solo delle indicazioni sulle scelte di politica economica del governo.

Per questo abbiamo un dibattito, perché non sono ancora definiti i vari capitoli di spesa?

Rispetto al DEF di Aprile la NADEF di ora, aggiorna solamente le previsioni alla luce dei nuovi dati macroeconomici acquisiti. C’è un nuovo governo e quindi era necessaria un’ indicazione su quanto il governo spenderà o tasserà del 2020 ed in previsione tra 2 o 3 anni. Queste scelte non sono stabilite dal parlamento, ma l’indirizzo della politica economica del governo, purtroppo, rientra nel quadro dei vincoli politici e giurisdizionali stabiliti da trattati regolamenti e normative Europee. Sui parametri DebitoPubblico/PIL e Deficit /PIL sono stati fissati vincoli ed obiettivi ben precisi dall’Europa.

E’ possibile fare previsioni così accurate a distanza di anni?

Le previsioni hanno sempre un carattere aleatorio, gli economisti mainstream molto spesso sbagliano queste previsioni. In questo caso abbiamo buone indicazioni sull’anno prossimo. Quello a due o tre anni molto meno. Quello su cui possiamo basarci è quindi il dato del 2020

Cosa succederà nel 2020?

Sintetizzo con una frase: Tutto cambierà per non cambiare nulla. il governo attuale a differenza di quello monti, non ha intenzioni di fare delle politiche restrittive. E questo è un bene, perché l’austerità, ovvero i tagli alla spesa pubblica e l’aumento delle tasse ha fatto danni devastanti a questo Paese che stiamo pagando ancora oggi. Ma non ha intenzione di fare neanche quello di cui avremo estremamente bisogno oggi. Una politica espansiva. Ovvero di spesa e investimenti pubblici, o riduzione delle tasse in disavanzo rispetto al PIL.

A Quanto ammonta questo disavanzo per il 2020?

Un deficit di un soggetto è il surplus di un altro. Se lo Stato spende più di quello che incassa famiglie e imprese incassano più di quando spendono. Questo aumenterà solo di 0,2 punti di PIL. al netto del quadro macroeconomico e delle misure “una tantum”. E’ una Manovra neutrale. 

In che senso neutrale?  E quali sono i problemi della nostra economia?

Negli ultimi 10 anni di politiche di austerità, quindi di riduzione della spesa del governo, abbiamo portato l’economia Italiana ed essere troppo dipendente dal resto del mondo, e quindi dalle esportazioni. Il fattore di traino di un’economia deve essere la domanda interna, solo così si può resistere meglio agli shock che vengono dall’estero.

In passato abbiamo tagliato i salari per facilitare le esportazioni. E’ stata una strategia vincente?

Se tagli i salari, per essere più competitivo riduci la spesa interna e questo si ripercuote sulle aziende piccole, medie e grandi. In un momento in cui la domanda del mondo è stagnante, l’economia basata sulla domanda estera soffre. Oggi registriamo un saldo positivo tra quello che esportiamo e quello che importiamo, perché c’è stato un crollo delle importazioni dovuto alla minore capacità di spesa degli italiani. La riduzione dei salari non va mai a beneficio dell’economia. Non possiamo pensare di prosperare se i salari sono da fame. Questo è confermato da evidenze empiriche a dalla letteratura economica non solo alternativa ma anche quella ortodossa.

GLOSSARIO:

PIL: In macroeconomia il prodotto interno lordo (abbreviato PIL) misura il valore aggregato, a prezzi di mercato, di tutti i beni e i servizi finali (cioè destinati al consumo) prodotti sul territorio di un Paese in un dato periodo di tempo (normalmente si usa come riferimento l’anno ma anche altri archi temporali sono usati). Il termine interno indica che tale variabile comprende le attività economiche svolte all’interno del Paese; sono dunque esclusi i beni e servizi prodotti dalle imprese, dai lavoratori e da altri operatori nazionali all’estero; mentre sono inclusi i prodotti realizzati da operatori esteri all’interno del Paese.I l termine lordo indica che il valore della produzione è al lordo degli ammortamenti, ovvero del naturale deprezzamento dello stock di capitale fisico intervenuto nel periodo; questo deprezzamento comporta che, per non ridurre tale dotazione a disposizione del sistema, parte del prodotto deve essere destinata al suo reintegro.

RAPPORTO DEFICT/PIL: l termine deficit (o disavanzo) viene utilizzato in economia per indicare la situazione economica di uno Stato nel quale le uscite superano le entrate. Quando si parla di deficit pubblico si intende quindi la differenza tra i costi dell’amministrazione statale e le entrate che derivano dalle imposte dirette e indirette versate da cittadini e imprese. Le dimensioni del deficit pubblico vengono prese in considerazione in rapporto al PIL. La percentuale consente di mettere in relazione il deficit con la capacità di produrre ricchezza.

DEBITO/PIL: Il debito pubblico, attualmente, in economia è il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri – quali individui, imprese, banche o Stati esteri – che hanno sottoscritto un credito allo Stato nell’acquisizione di obbligazioni o titoli di stato (in Italia BOT, BTP, CCT, CTZ e altri). Più che il valore assoluto del debito, un importante indice della solidità finanziaria ed economica di uno Stato è il rapporto tra il debito pubblico e il Prodotto interno lordo, in quanto il PIL in questo caso rappresenta un indice o parametro di quanta ricchezza lo Stato è in grado di produrre.

 

 

 

 

 

 

 

MAmanero

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