Le immagini dell’aggressione da parte delle forze dell’ordine ai lavoratori di Roma Metropolitane, che stavano protestando contro la liquidazione della società,  hanno fatto il giro d’Italia. I dipendenti della partecipata del Comune, però, non si sono lasciati scoraggiare e proprio adesso sono in Piazza del Campidoglio per proseguire la loro Protesta.

Abbiamo intervistato Daniela Orlando RSA CGIL di Roma Metropolitane, per sapere i motivi della protesta.

Daniela Orlando, Roma Metropolitane è una società che si occupa di progettazione, realizzazione, esecuzione dei lavori delle Linee Metropolitane di Roma. Il Comuni di Roma è socio unico e voi avete l’esclusiva del rapporto lavorativo con il Comune. Come mai vi trovate in questa condizione?

Se il socio unico (il comune) non copre i bilanci della società, si rischia la liquidazione della stessa. Il contratto di servizio con il Comune firmato a Dicembre era un contratto capestro ed ora stiamo vedendo i Risultati. L’ultimo bilancio approvato è quello del 2014. Dopo 5 anni di non presentazione del Bilancio si va in liquidazione.

I Romani si lamentano dei servizi pubblici in particolare modo della mobilità in città, ma se non si realizzano altre linee di Metropolitana il miglioramento è impossibile?

Noi siamo una società a partecipazione 100% del Comune di Roma, noi seguiamo e abbiamo seguito procedimenti, progettazione,gare, contenziosi. Siamo lavoratori altamente specializzati. Il lavoro di Roma Metropolitane è essenziale per la realizzazione di nuove linee ma non solo di Metropolitana. 

Ha fatto comodo al Comune di Roma avere un’azienda privata esterna che firmasse e si prendesse tutte le responsabilità?

Assolutamente si.

Abbiamo visto ieri delle immagini tremende. Lavoratori “caricati” da altri Lavoratori delle forze dell’Ordine. Ma come si sono svolti i Fatti?

Noi avevamo chiesto di presidiare il Marciapiede. Qualcuno prima di protestare mi ha chiesto addirittura se occorresse badgiare o meno. Non siamo abituati a protestare così. Alla fine della nostra manifestazione il Stefano Fassina  e Giulio Pelonzi hanno dichiarato che la nostra manifestazione era terminata per tutelare la lavoratrice che aveva chiesto il precedente permesso. Poi sono arrivate delle persone che non si sono qualificate, scortate dalla polizia in formazione a V. Noi non abbiamo fatto resistenza,eravamo semplicemente seduti con un megafono e siamo stati scaraventati via. Abbiamo richiesto che venisse un delegato ufficiale del Comune per parlare con qualcuno. Alla fine i carabinieri hanno sfondato il cordone. Il delegato non aveva neanche un documento da consegnare. Il suo passaggio era inutile. 

Perché stavate manifestando? 

Perché non siamo stati messi in condizione di non fare il nostro Lavoro. Che è prezioso per tutta la città. Siamo in un vicolo cieco normativo da un Lato la legge Madia che prevede che se per 5 anni non si approvino i bilanci, di liquidare le società partecipate dei Comuni. Dall’altra il Codice civile con l’articolo 24882/ter che era espressa già da aprile. Nel primo trimestrale avevamo una perdita sul contratto di servizio perché il contratto fatto non poteva coprire i costi. Noi abbiamo chiesto più volte di verificare i conti e gli allarmi che avevamo lanciato. Ci devono spiegare perchè non hanno mai risposto ai quintali di lettere che abbiamo scritto. Sono 3 anni di proteste. Siamo 156 dipendenti ed ora la società è in liquidazione. 

Perché proteste singole dei lavoratori delle aziende municipalizzate se i problemi sono comuni. Ogni dipendente di ciascun azienda è anche un utente degli altri servizi. Non siete tutti sulla stessa barca?

Le speranze che i lavoratori hanno posto nella risoluzione delle problematiche hanno rinviato le proteste. Ma quello che è successo a Roma Metropolitane sta succedendo anche in Ama ed in altre aziende. Prima il definanziamento, poi i bilanci che non si chiudono e poi la liquidazione. il 15 Ottobre ci sarà una manifestazione di tutti i lavoratori del Comune di Roma.

 

 

 

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