[PODCAST] Affidi illeciti, Avvocato Naso: ” Lo psicologo ha il compito di chiarire se un minore è un teste affidabile, non quello di verificare i fatti del processo”

Nel processo di Rignano Flaminio, dove tutti gli indagati furono prosciolti dalle accuse il tribunale di Tivoli si avvalse della relazione tecnica di Claudio Foti, oggi agli arresti per lo scandalo di Bibbiano. Abbiamo ascoltato l'avvocato Giosuè Bruno Naso, con lui abbiamo ricostruito i "vizi" dei processi presso i Tribunali dei Minori

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Naso Rignano

Giosuè Bruno Naso è stato l’avvocato difensore di una delle Maestre di Rignano Flminio, il processo conclusosi con l’assoluzione di tutti gli indagati. Anche a Rignano l’accusa era di violenze su minori, il Tribunale di Tivoli e l’accusa si avvalsero di un esperto noto alle cronache di questi giorni. Claudio Foti, presidente dell’associazione Hansel e Gretel, ora agli arresti domiciliari perchè coinvolto nello scandalo di Bibbiano.

Avvocato Naso, quanto è difficile un processo dove i testimoni chiave sono i Bambini?

Per rispondere a questa domanda devo ricorrere a delle generalizzazioni, e le generalizazioni non sono mai esaustive. Bisogna tenere conto dell’età del minore, un conto è una terstimonianza di un minore di 5 anni, un’altra è quella di uno di 14. Io, per esperienza personale, ho una certa diffidenza verso i tecnici dei tribunali minorili, perchè spesso, giugnono a determinate conclusioni sulla base di un esame superficiale e sommario dei minori. Le loro conclusioni, più che conclusioni tecnico-professionali sono conclusioni assertive.

In che senso?

Proprio ieri ho discusso un processo di matrattamenti su bambini di prima elematare da parte di alcuni insegnanti. La consulenza tecnica faceva riferimento ad una relazione redatta e depositata dopo aver incontrato questi bambini a gruppi e con la presenza dei genitori. Si è veramente convinti di poter sondare la capacità di rendere testimonianza di un minore, raccoglierne i profili psicologici all’esito di un rapporto così superficiale e sommario? Questa eperienza nonè isolata. I tempi che si dedicano a queste indagini sono strettissimi, mentre sono indagini che richiedono invece una profonda sensibilità perchè le accuse sono particolarmente infamanti.

Anticipare l’incidente probatorio insieme ai colloqui con l’assistente sociale potrebbe essere un metodo per indagare la capacità di testimoniare di un minore?

Questo è un altro equivoco che caratterizza queste indagine tecniche. Il compito di uno psicologo o di uno psichiatra minorile deve essere quello di verificare la capacità del minore a testimoniare. Invece il tecnico si sente investito del compito  di stabilire lui la veridicità dei fatti che hanno portato all’incriminazione degli imputati. E’ un anticipazione del processo e del giudizio di verità che invece spetterebbe al giudice, all’esito del contradditorio delle parti e che deve basarsi non solo sulle testimonianze del minore, ma anche di altri elementi esterni alla testimonianza. Questo è un fatore inquinante dell’attendibilità del minore. Questi sono gravi limiti che affrontiamo sempre e che non sempre riusciamo a superare durante questi tipi di processi.

Questi psicologi, che spesso hanno anni di eperienza e pubblicazioni alle spalle, oltre mla forza della comunità accademica posso anche stimolare una sota di pigrizia nei Tribunali dei minori, che spesso ricalcano le conclusioni delle indagini tecniche?

Questo è il fulcro del problema. Noi ce ne accorgiamo anche dalla formulazione del quesito che il magistrato pone al consulente tecnico, perchè già dal quesito si lascia intendere le conclusioni che il magistrato si attende da quella consulenza. Mentre invece dovrebbero stabilire solo se il bambino ha superato quella soglia di credibilità minima per prendere in considerazione le sue dichiarazioni. Non è una materia facile, ci sono insidie e difficoltà. La prassi, però, spesso acuisce questa difficoltà.

Lei si è espresso sempre in maniera contraria rispetto a tribunali troppo specializzati,proprio perchèla possibilità di “standardizzazione” della prassi è dietro l’angolo.

Ho espresso più volte la mia difidenza verso questi tribunali specializzati, io credo che si debba predentere dal magistrato un corredo di qualificazione professionale di esperienze e di attitudine spendibile in ogni caso a prescindere dall’oggetto del procedimento del quale il magistrato si deve occupare. I magistrati sono pochi, anche per loro volontà, anche perchè meno si è e più si costutuisce una casta. Ne abbiamo tantissimi dispersi confinati in tribunali specializzati che invece potrebbero essere utilizzati nei tribunali ordinari, evidanto queste probvlematiche.

 

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