Antonio De Falchi
Antonio De Falchi

Durante la trasmissione del 4 giugno, abbiamo voluto ricordare Antonio De Falchi, facendo intervenire telefonicamente in radio, su Fatece Caso, Sandro de “Il mio canto libero” e il fratello di Antonio, Marco De Falchi.

ASCOLTA L’INTERVISTA E IL PODCAST CON SANDRO DE “IL MIO CANTO LIBERO”:

 

Ciao Sandro, benvenuto su Fatece Caso con Leonardo Daniele e Mozzarella, ti abbiamo disturbato in questa giornata particolare del tifoso della Roma, per tutta la città e per tutti i tifosi che seguono la propria squadra in trasferta.
Sono innanzi tutto d’accordo che sia una giornata importante per questa città al pari del 28 ottobre e dell’11 novembre, sono contento che una fetta importante di tifosi e non solo, si fermi in una giornata come questa e ha quel valore del ricordo per portare in dote ai più giovani ciò che è stata una giornata come questa, al pari purtroppo di tante altre.

Ricordare Antonio De Falchi per noi tifosi della Roma è un dovere, un principio, un modo di ricordare, non soltanto uno come noi ma soprattutto un ragazzo come tanti che viaggiando al seguito della propria squadra ha trovato in quella maniera quasi irraccontabile, la morte.
Mi fa piacere che a distanza di 30 anni, questo ricordo sia ancora vivo.

La ferita è ancora aperta perchè il ricordo di Antonio non passerà mai.
Sì, è rimasta aperta la ferita e l’insoddisfazione per come poi processualmente si è svolta la vicenda.

Anche perchè poi non c’è stata giustizia, al di là dell’omicidio, il secondo omicidio perpetrato nei suoi confronti della madre è stato nel risvolto processuale che c’è stato dopo.
Sì, perchè poi chi come noi ricorda quel tipo di processo e come è stato portato avanti, ricorda che l’avvocatura della controparte ha fatto sì che ogni udienza fosse una pressione psicologica continua, con continue minacce nei confronti della famiglia, questa è una cosa che vogliamo ricordare e che ancora ci provoca profondo dolore, rabbia e indignazione.
Perchè poi oggi gli assassini di Antonio li ritroviamo anche all’interno del Comune di Milano, come consiglieri comunali, alcuni che lavoravano nei pressi dello stadio.
Questo è giusto ricordarlo, adesso ci aiuto anche il web e la controinformazione, però qualche anno fa così non era. E se il ricordo è rimasto vivo, il merito è anche di tanti ragazzi, romanisti e laziali ma non solo che questo volto ce l’hanno bene impresso.

Io vorrei farti i complimenti perchè ogni anno nella tua trasmissione, ricordi sempre, il 4 giugno, la scomparsa di Antonio De Falchi. 
Secondo te è cambiato qualcosa in questi trent’anni?
E’ cambiato molto, siamo cambiati noi, è cambiato il contesto stadio, il contesto aggregazione, ti faccio un esempio: la nostra città è invasa spesso e volentieri di striscioni goliardici e ironici, di sfottò, cose che una volta avvenivano all’interno dello stadio dove c’è stata negli ultimi dieci anni una recrudescenza di coercizioni fisiche e concettuali che ci hanno portato a muoverci in altra maniera.

Anche il mondo della comunicazione è cambiato molto con i social network
Se si fa un uso corretto di internet e dei social si può arrivare a dama su molti discorsi. Molti vorrebbero che usassimo i social come vomitoio, è dietro invece l’evolversi del pensiero, laddove è possibile esprimerlo che c’è la chiave del futuro, soprattutto per i nostri figli.

Adesso l’informazione ce l’abbiamo tutti in tasca, quella vicenda orrenda con le minacce al processo, probabilmente non sarebbe successa oggi.
Sì, su questo mi trovi d’accordo, vero è che anche da questo punto di vista c’è da fare parecchi passi in avanti, faccio un esempio: la storia di Luca Fanesi, nonostante ci fossero dei supporti video, a volte bisogna lavorare molto, per tirare fuori la verità ma ringraziando Dio, oggi fortunatamente abbiamo degli strumenti in più.

Sandro, noi ti ringraziamo per l’intervento, ricorda ai nostri ascoltatori dove possono ascoltarti.
Retesport 104.2, dalle 20:00 alle 23:00, tutti i giorni.

ASCOLTA L’INTERVISTA E IL PODCAST CON MARCO DE FALCHI:

Adesso è in diretta con noi, Marco De Falchi, buonasera, come stai in questa giornata?
Bene grazie, sto facendo le scale e sto tornando a casa.

Innanzi tutto quanti anni hai?
52

Quindi all’epoca eri ventiduenne e ricordi bene tutta la giornata, però non vogliamo rattristarti, ci racconti che tipo era Antonio?
Era un ragazzo che amava tanto la vita, il calcio soprattutto, il motorino, non aveva vizi e stravizi, era un ragazzo semplice con la passione per la Roma.

Anche tu sei tifoso?
Sì sono tifoso ma non vado mai allo stadio.

Marco come è la situazione del Parco Antonio De Falchi?
Come apparso oggi su “Il Giornale”, come tutti sanno se digitiamo su Google o su un navigatore satellitare Parco Antonio De Falchi, la guida ci porta qui a Torre Spaccata ma in realtà non c’è nulla di ufficiale.
Come mi hanno spiegato i ragazzi della circoscrizione, basta essere bravi a maneggiare il computer per intitolare una via o un parco a qualcuno.

Parco Antonio De Falchi
Parco Antonio De Falchi

Quindi non c’è stata nessuna delibera comunale per intestare il parco a tuo fratello?
C’è stato in passato un interessamento di Veltroni ma poi non si è fatto più niente, poi ieri mi hanno spiegato che il Comune di Roma, per legge, non intesta un parco a chi muore tragicamente però si potrebbe impiantare un albero e mettere una targa in memoria di Antonio De Falchi.

Stiamo vedendo delle immagini del parco in una situazione di degrado allucinante
Questo è quello che sta succedendo un po’ in tutti i parchi di Roma, un po’ per colpa anche degli stessi cittadini che abbandonano materassi e lavatrici, io stesso ho visto camion svuotare cassoni, tonnellate di cartoni e polistirolo nei cassoni verdi dell’immondizia.

Però diciamo che uno dei cavalli di battaglia del Sindaco è la battaglia agli “zozzoni”, ovvero gli svuota cantine che non portano a discarica i materiali delle cantine svuotate.
Il problema però è che il Comune di Roma dovrebbe installare delle telecamere a ogni semaforo e presso i secchi della raccolta dell’immondizia. 

Marco, torniamo un attimo al parco, quindi non c’è nessuna delibera al momento?
C’è un interessamento per portare la pratica alla prossima riunione del Consiglio.

Possiamo fare qualcosa?
Ne devono parlare loro, deve essere naturale, se si può fare bene, altrimenti pazienza.

Raccontaci del torneo
Il torneo è organizzato dalla Curva Sud e si svolge a via Tiburtina, un memorial in ricordo di Antonio, tanti ragazzi di ogni squadra, non soltanto della Roma, sono parecchi anni ormai che viene organizzato questo torneo, grazie anche a questo che sono 30 anni e il ricordo di Antonio è ancora vivo nei tifosi di tutte le squadre. Ho avuto affetto anche dai tifosi del Milan.
Oltre al torneo, i ragazzi hanno espresso il desiderio di riscattare il fornetto di Antonio, un omaggio che ci fanno tutti i ragazzi che, col loro contributo, faranno sì che il fornetto di Antonio, dopo 30 anni, anziché essere restituito sarà riscattato.

Marco, noi ti ringraziamo per l’intervento, sei stato molto gentile
Vi ringrazio di cuore e spero che grazie a voi e ai tifosi della Roma che il nome di Antonio, non venga mai scordato.

Dai un abbraccio a tua madre da parte nostra!

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