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Perfino nelle case di cura succedono episodi da brivido in cui la mente umana dà il peggio di sé realizzando idee ai limiti dell’assurdo. Poche ore fa tre infermiere americane residenti nella Carolina del Nord sono state arrestate dalla polizia con accuse oggettivamente gravi: le tre avrebbero organizzato un “fight club” (club di combattimento) tra anziane ospitate presso la casa di cura per cui lavoravano.

Allo stato attuale delle indagini sarebbero due le persone, entrambe donne, una di 70 e l’altra di 73 anni, le prescelte dalla tre infermiere per i combattimenti. Il tutto è successo nella casa di cura “Danby House” a Winston-Salem, nello stato della North Carolina. Le infermiere finite nei guai sono tre giovani afro-americane, già licenziate prima ancora che inizi il processo.

Marylin Latish McKey, di 32 anni, Tonacia Yvonne Tyson, di 20 e Teneshia Deshawn Jordan di 26 molto presto dovranno rispondere davanti a un giudice delle loro azioni. Per loro le accuse sono di abuso su anziani. La maggior parte delle persone ricoverate in quella casa di cura, inoltre, sono anche affette da demenza.

Per questo motivo nel processo a loro carico potrebbe aggiungersi l’aggravante di molestie ai danni di persone disabili. Tutto è partito nel giugno del mese di quest’anno, quando qualcuno aveva denunciato alla polizia la perversa trovata delle tre infermiere ai danni di due pazienti anziane, disabili e affette da demenza. A incastrarle sono state le telecamere di videosorveglianza.

Fox 8 ha ottenuto alcuni documenti dell’inchiesta in cui si legge che una delle tre spingeva un’anziana violentemente affinché tornasse nella sua stanza. Le altre due riprendevano il tutto con un cellulare senza intervenire. In un altro video c’è la lotta vera e propria: le anziane si prendono a pugni, provano a stritolarsi, il tutto mentre le tre assistenti urlano, incoraggiandole a usare più violenza.

Ad ogni modo la polizia ha affermato che nessuna delle anziane risultava ferita. Quel che è certo è che le tre sono state licenziate subito dopo che le voci avevano iniziato a circolare. Altrettanto certo, di conseguenza, è che non lavoreranno mai più nella struttura e che presto dovranno raccontare quanto accaduto davanti alla legge e scontare la pena prevista.

 

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