NEW YORK, il secondo conflitto bellico mondiale è finito da pochi anni. L’Europa, ancora distrutta, è spaccata in due. L’Unione Sovietica, ormai potenza nucleare, fa paura.

Gli Stati Uniti continuano a vivere nel terrore  del conflitto. È l’alba della Guerra fredda e la CIA, decide di giocare d’anticipo, convinta che gli scienziati russi stiano cercando di trasformare l’essere umano in un’arma LETALE.

Affidano ad un brillante chimico, lo scienziato Sidney Gottlieb, un progetto che ha come obbiettivo scoprire se è possibile sopprimere il carattere di un individuo sostituendolo con un altro creato artificialmente.

Gottlieb, un uomo inquieto, accetta di guidare un programma segreto che lo porterà a usare molti uomini come cavie (alcuni moriranno, altri impazziranno) convinto che, per quanto alto, questo sia un prezzo che vale la pena pagare per difendere la libertà dell’America e dell’Occidente.

Ottenuta carta bianca e molti soldi, privo di controlli, Gottlieb investe 240 mila dollari nell’acquisto di tutte le scorte di una nuova droga, l’Lsd, che trova in giro per il mondo. Può essere la materia prima per trasformare la personalità: il chimico decide di sottrarla ai russi (e alla Cina di Mao, ancora isolata ma già temuta).

Paradossalmente il programma che la Cia aveva ideato per cercare di mettere sotto controllo l’umanità finì, invece, per alimentare involontariamente la ribellione generazionale della controcultura californiana degli anni Sessanta e Settanta: gli hippy e i tanti giovani che cercavano la libertà nella droga.

L’Lsd di Ken Kesey, l’autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo, veniva da un esperimento sponsorizzato dalla Cia. E anche la droga di Robert Hunter dei Grateful Dead o quella di Allen Ginsberg, il poeta della beat generation e dell’Lsd, arrivò, indirettamente, dai massicci acquisti dell’intelligence.

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