Manifestazione PEGIDA
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Tre settimane fa, scrivevo dell’emergenza Nazista proclamata dal Consiglio Comunale della città di Dresda ed ora come hanno risposto i cittadini? (articolo: “Dresda: città Nazista”)
Il capoluogo della Sassonia è spaccato a metà, infatti ogni lunedì per le strade si possono identificare due schieramenti. Con il tricolore tedesco camminano cittadini anziani di Dresda (e dintorni), invece ad accoglierli con bandiere e cori “anti-fascisti” ci sono giovani ragazzi.

Evidenze empiriche:

La manifestazione di PEGIDA di lunedì 18 Novembre 2019, è iniziata per le ore 19 in Wiener Platz, vicino alla stazione centrale di Dresda (Hauptbahnhof). Allo stesso tempo la dimostrazione della parte opposta ha preso piede davanti al Cinema di via St. Petersburger Strasse. Lo scopo di quest’ultima era quello di dimostrare dissenso al passaggio del corteo dei sostenitori di PEGIDA.
Visibilmente (ad occhio) il numero dei pro-PEGIDA era molto maggiore degli oppositori. Naturalmente, tutte due gli eventi erano contornati di agenti di polizia preparati per l’evento.

Considerazioni:

Le due fazioni, come accennato prima, sono di due fasce di età diverse. I manifestanti per l’organizzazione anti-islamizzazione e anti-establishment era composta da over 50. Invece i loro oppositori erano tutti giovani ragazzi dai 20 ai 30 anni. Il che fa pensare a un nuovo conflitto intergenerazionale. Ma è possibile che il nuovo che si oppone al passato è, in termine di numeri, minore?
Le due parti non erano equiparabili. I giovani alzavano cori come “Siamo tutti anti fascisti” o “Alleanza anti fascista”, all’opposto gli over 50 rispondevano con il silenzio. Può essere questa una risposta saggia?
Si potrebbe pensare che poi una risposta ci sia stata di seguito con scontri e violenze. Ma se dovessimo pensare alla Democrazia come alla No-Violenza, si può dire che questa abbia trionfato. O la violenza in questo caso era impari data la differenza di età?

Le conclusioni non sono chiare da decifrare. Come mai c’è questa divisione netta e distinta tra le due fasce di persone? Soprattutto perché qui a Dresda? Ricordo che la Regione della Sassonia faceva parte della Germania dell’est prima della caduta del muro di Berlino. Come può una città, che ha sentito per due volte l’influenza di due potenze come la Germania Nazista e l’URSS, rivolere indietro un regime autoritario?

Forse si sta combattendo per un altro crollo di un muro non visibile ad occhio nudo. Forse l’integrazione tra le due Germanie è stato talmente veloce che una vera unione non c’è ancora stata. Alla fine, sono passati solamente 30 anni, pochi per conciliare due parti.

Per concludere vorrei porre una domanda al lettore:
La Democrazia rappresentativa ha il compito di rappresentare la maggior parte della popolazione all’interno di un territorio. Può la Politica che la esercita limitare opinioni che si oppongono ai valori Democratici? O è giusto far dialogare le parti opposte per arrivare a un compromesso, basta che questo non sfoci in violenza?

 

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