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Svolta nelle indagini sul giallo degli attentati incendiari agli esercizi commerciali di Centocelle.

Esclusa la pista dell’“incendio fascista”, in particolare dopo venerdì notte del Baraka Bistrot, ora gli inquirenti seguono la traccia della malavita organizzata e del controllo territoriale.

Il principale indiziato un cittadino italo-tunisino noto alle forze dell’ordine

I carabinieri del Casilino si concentrano, però,  su di un italo-tunisino di 45 anni, senza fissa dimora, fermato dalle forze dell’ordine il 9 ottobre scorso dopo l’incendio che distrusse gazebo e tavoli della pinseria Cento55 in via delle Palme, proprio di fronte alla libreria devastata dal rogo appiccato settimana scorsa. A rivelarlo è stato il Messaggero.

“Uno dei residenti del quartiere notò che aveva le sopracciglia bruciacchiate e lo vide mentre si lavava le mani e riponeva una boccetta di alcol in tasca.”

Il pubblico ministero, tuttavia, si limitò a denunciarlo a piede libero, non trovando elementi sufficienti per trarlo in arresto. L’uomo sarebbe noto nel quartiere ed anche nella città di Roma, spesso presente con intenti incendiari anche in altre zone della città.

Uno sbandato, senza alcun legame né con la malavita né tanto meno con gli ambienti della politica, insomma un “joker” romano.

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