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L’ unica buona notizia è che stavolta il 30 giugno non è una sentenza: la Roma ha ancora la possibilità di salvare la stagione, con dieci giornate di campionato e l’Europa League di agosto, e di alleggerire il bilancio grazie alla sospensione del fair play finanziario decisa dall’Uefa. Per il resto è impressionante il circuito di autolesionismo in cui la società e la squadra si sono avvitate, specialmente in questo sciagurato 2020.

Prima di Natale, a Firenze, la Roma giocava una delle sue migliori partite e sembrava avviata a un sereno cammino verso la Champions. Dal ritorno in campo, a gennaio, ne sono capitate di tutti i generi: subito due partite perse all’Olimpico, con tanto di infortunio drammatico di Zaniolo; la rincorsa dell’Atalanta, con scontro diretto perso a Bergamo; l’inizio della pandemia che ha fatto saltare, o almeno congelare, il passaggio di proprietà, con Friedkin pronto a subentrare e a sistemare i conti, ora assestati su perdite record (il bilancio si chiuderà intorno ai -130 milioni); la sospensione di Petrachi, un direttore sportivo ormai inviso al presidente Pallotta, alla dirigenza e alla squadra, tra faide e gelosie interne.

In questo contesto, la brutta sconfitta di domenica a San Siro rientra incredibilmente nell’ordinario di una squadra abituata all’ascensore dei risultati. Quando lo stesso Petrachi, lo scorso 4 luglio, aveva parlato di «anno zero», forse era stato ottimista. Perché oggi non sembra essere stata posta alcuna base per il futuro. Anzi. Con il nuovo allenatore, Fonseca, la Roma ha fatto solo un punto in più dell’anno scorso e senza giocare la Champions League. Nel 2019 Di Francesco venne esonerato, con successive dimissioni di Monchi, dopo aver perso 6 partite in campionato. Fonseca è arrivato già a quota 8.

Roma, è l’anno sottozero

Stavolta almeno non sono previsti cambiamenti traumatici. Sia perché la Roma ormai è a 9 punti (e mezzo) dall’Atalanta con possibilità quasi nulle di centrare il quarto posto, sia perché la società ha fi ducia nel lavoro di Fonseca, apprezzato anche dai giocatori. Ma lo scenario, salvo la conquista dell’Europa League che renderebbe memorabile una stagione gelida, appare inquietante: senza i soldi della Champions per il secondo anno consecutivo, senza lo stadio di proprietà che era uno spot promozionale della nuova gestione, senza un compratore che decida di investire su un club che ha i conti lacerati, la Roma continuerà il ridimensionamento che già Ranieri, nella primavera 2019, aveva svelato con chiarezza. Non si tratta solo del futuro di Zaniolo e Pellegrini ma di una speranza di grandezza e di un’idea di ambizione che rischiano di svanire. Più che un anno zero, è stato l’anno sottozero.

Fonte: Corrieredellosport..it

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