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È stato denominato “Piano di gestione del daino“, in poche parole si è deciso di abbattere centinaia di capi di daini all’interno del Parco Nazionale del Circeo con lo scopo di mantenere degli equilibri ecosistemici dell’area.
Questa decisione era stata presa già da da qualche tempo ma ora si sta per passare ai fatti.
I daini furono introdotti all’interno del Parco Nazionale nel lontano 1953 e da allora hanno proliferato in maniera importante facendo registrare una densità complessiva più che doppia rispetto alla capacità portante massima prevista.
Ora i daini, in base all’attuazione di questo piano, saranno abbattuti del 30% ogni anno e per i prossimi tre anni con una stima di circa 350 capi abbattuti con conseguente immissione sul mercato di ben 14000 chili di carne.
E’ scattata, feroce, la polemica delle associazioni del posto e del consigliere comunale di Ponza, Piero Vigorelli che si sono attivati contro questa “mattanza dei daini”.
In loro risposta è intervenuto l’Ente Parco Nazionale del Circeo dichiarando che:

“Nessun cacciatore o sele-controllore sparerà mai dentro l’area protetta”

Viene spontaneo porsi un paio di domande in merito:

  1. E se i daini fossero indotti ad uscire dalla cosiddetta “area protetta” per poi essere abbattuti dai cacciatori?

2.Perché non si è presa in considerazione la soluzione di trasferire questi daini in altre riserve?

La speranza è che alla fine a prevalere sia il buon senso.

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