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L’immagine di Papa Francesco sul Sagrato della Basilica di San Pietro, sotto la pioggia e nel silenzio più oscuro è destinata alla storia. Immagini che hanno impressionato non solo i cuori dei più fedeli, ma anche di atei,laici e agnostici. Forse è stata la realizzazione del dramma che sta vivendo l’umanità, è la realizzazione del periodo più oscuro della terra dopo le guerre mondiali. Il Papa ha concesso la benedizione urbi et orbi e l’indulgenza plenaria a chiunque la desideri. Tutto ciò, ai piedi di un Crocifisso di legno del 1500, con una storia, anch’egli, da raccontare.

Che cos’è l’indulgenza plenaria concessa da Papa Francesco

Alle 18 di ieri Papa Francesco, ha invocato un momento di preghiera per chiedere la fine della pandemia da Coronavirus, estendendo al mondo intero l’indulgenza plenaria. Un silenzio surreale, degno dei migliori film drammatici, e una pioggia battente hanno accompagnato un momento unico nella storia come quello dell’Urbi et Orbi. Il desiderio di Bergoglio era di far partecipare spiritualmente tutta la comunità cristiana nel mondo, al fine di adorare il Santissimo Sacramento. Al termine una straordinaria benedizione, Papa Francesco ha concesso la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, ovvero l’assoluzione di tutti i peccati. Infatti, per chiunque fosse pentito, essa trascende tutto il processo di confessione e, direttamente dal Pontefice massimo, tutte le anime pentite saranno perdonate. Parole che potrebbero ricordare a molti l’Apocalisse, ma la sensazione di quelle immagini è stata esattamente la fine del mondo.

La storia del Crocefisso adorato ieri da Papa Francesco

Il Crocifisso adorato nella cerimonia di ieri da Papa Francesco ha una storia secolare. Infatti, il 22 maggio 1519 un incendio distrusse la chiesa di San Marcellino al Corso a Roma; bruciò completamente tutta la struttura, lasciando miracolosamente intatto l’antico crocifisso in legno del XIV secolo. Nel 1522, Roma fu colpita da una terribile peste e, nell’appello a Dio, il crocifisso fu portato in processione per tutta la città per sedici giorni. Per miracolo divino, come narra la leggenda, la peste che sembrava invincibile, si fermò. Il Crocifisso di San Marcellino al Corso, già visitato da Papa Francesco diversi giorni fa, è uno dei simboli cattolici ancora oggi più venerati al mondo, perché simbolo di bontà divina, misericordia e pace.

Immagini fotografiche raccolte da YouMedia.

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