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Paolo Genovese è intervenuto su Non è la Radio ai microfoni di AleTube, trasmissione condotta da Alessandro Nicoloso e Francesca Marchegiani per parlare dei suoi ultimi lavori e del momento del Cinema italiano

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Buongiorno Paolo, tra un ciak e l’altro

Buongiorno a voi

Il nostro è un programma di canzoni contaminate, stavamo ascoltando Sunny che hai utilizzato su The Place, nonostante abbiamo la stessa età hai un background storico nella ricerca delle canzoni

Io sono onnivoro e sento di tutto, dai Beatles alla Techno, la musica fa parte della nostra vita e quando si raccontano storie è imprescindibile il riferimento musicale, sia quando scrivo romanzi che quando giro dei film, i pezzi musicali raccontano meglio le emozioni di una singola scena, è difficile in un film trovare un pezzo che ti piace senza essere invasivo senza sopraffare la scena, la scelta musicale è sempre un momento delicato.

Anche tu, nelle tue scelte musicali, sei molto contaminato. Per esempio in “Tutta colpa di Freud”, per ‘Over the Rainbow’ hai scelto Melody Gardot e Stacey Kent per ‘What a Wonderful World’ e questo mi ha colpito così come, essendo noi biancocelesti, il fatto di aver inserito il 26 maggio 2013 (Lulic, ndr) in “Tutta colpa di Freud” e quando ti contattai mi confessasti che era voluto 

Nella tua arte c’è molta umiltà e signorilità, ho divorato “Supereroi” il libro e non vedo l’ora di vederlo, in piattaforma o nelle sale?

Nelle sale, assolutamente, ben vengano le piattaforme che hanno anche creato richiesta ma non dobbiamo far morire la sala che resta il posto migliore dove vedere un film, stiamo andando verso un individualismo marcato vuoi per i social che per altri motivi ma vedere un film in silenzio con 100/200 sconosciuti resta comunque un’emozione, è una cosa bella che non vorrei perdere

Non ti chiedo nulla di quello che stai ‘ciackando’ in questo periodo

Sono sul set in questo momento

Non mi metti in difficoltà, il film è “Il primo giorno della mia vita”, quando ne ho scritto il romanzo era una cosa, con la penna ci puoi andare sulla luna ma poi devi fare i conti con il budget 

Ti sei hai studiato tutt’altro ma quando hai capito che volevi diventare questo?

Quando sei giovane hai dei sogni ma devi stare comunque con i piedi per terra, mi sono diplomato al classico, poi mi sono laureato in economia e commercio, ho lavorato per una società di revisione aziendale, quindi il classico colletto bianco, poi ho iniziato a dedicare il mio tempo libero nei cortometraggi fino a che non ho vinto un premio a un festival importante, a quel punto un produttore mi ha chiesto di fare un film che è “Incantesimo Napoletano” con Luca Miniero che ha vinto un David e da lì è iniziato tutto. All’inizio era tanta passione e un sogno

Questo per dare anche un messaggio a chi ci sta ascoltando, percorrere quello che si ha nel profondo prima o poi arriva, non sarà stato tutto in discesa?

No, assolutamente, ci sono stati anche momenti duri, difficili, senza lavorare, ma lo dico a tutti i giovani, se hai una passione che sia scrittura, musica o pittura, quello che è vale veramente la pena mettere tutto sul tavolo. Avere la passione è un dono.

Bellissima questa frase, da tatuarsela

Io facevo il creativo pubblicitario ma il mio sogno era quello di raccontare storie

Nelle tue opere vedo sempre musica e coralità e questa cosa mi fa avvicinare a due personaggi che ho sempre ammirato che sono Vanzina da una parte e Steven Curtis dall’altra, in “Supereroi”, sfogliando, i due personaggi raccontano della scena di “Love Actually” e si capisce l’importanza della musica nei tuoi film, la coralità si vede dal fatto che ti piace circondarti da diversi personaggi 

La coralità è molto importante, ma mi ci sono trovato a fare film corali, i miei film sono molto lunghi, sono un po’ bulimico nel raccontare, quando ho un tema lo descrivo in tutte le sue sfaccettature e per questo ho bisogno di numerosi personaggi. Guarda il tema di ‘Perfetti sconosciuti’ per esempio, ho bisogno di più persone per raccontare quanto poco ci conosciamo. Quel tema doveva essere affrontato da diversi punti di vista e dunque tanti personaggi, questo avviene anche in ‘Il primo giorno della mia vita’ e in ‘Immaturi’.

Anna e Marco in Supereroi perchè suona musicalmente o perchè è casuale?

Vorrei un motivo più nobile ma la realtà è che è casuale, spesso quando fai una sceneggiatura e sono nomi che restano impressi ma anche grazie alla canzone di Lucio Dalla

Quando uscirà la seconda serie di ‘Tutta colpa di Freud’?

Bella domanda, le seconde stagioni solitamente vengono scelte “ai mezzi” con il pubblico perché deve essere piaciuta la prima e gli indici lo dicono le visualizzazioni, i commenti, le critiche, ma bisogna aspettare ancora un po’, io spero di sì anche perché su quei personaggi c’è ancora tanto da dire

Ti è mai venuta la follia di andare da Ikea in Svezia a comprare una lampada?

Io quando scrivo non sono mai autobiografico, le emozioni che per noi sono ricche per molti possono risultare noiose, un po’ come quando fai vedere le foto dei viaggi di nozze, quindi cerco sempre di provare qualcosa di nuovo che non ho vissuto ma chiaramente prendo spunto, nella mia vita di fare follie di quel genere mi è capitato, magari non ho preso una lampada in Svezia ma un caffè a Napoli o un pranzo a Parigi sì. Tra l’altro nel film non sarà più Stoccolma e Ikea ma sarà una cosa più originale e incredibile

Quanto è difficile mettere in una scena tanti ‘attoroni’?

Io ho avuto la fortuna di girare sempre con attori straordinari. Supereroi è difficile da mettere in scena, nel romanzo ai due personaggi gli fai fare qualsiasi cosa, quando lo metti in scena dovrai essere molto in sintonia con gli attori perché la difficoltà è condividere sempre, con l’attore ci devi parlare prima, tanto tempo a quel punto sul set le cose vanno lisce, se non fai questo tipo di lavoro il set diventa il tuo incubo

L’uscita di ‘Supereroi’ è stata bloccata per la pandemia ma in rete c’è molta omertà, non si trova nulla, Anna e Marco saranno Jasmine Trinca e Alessandro Borghi?

Sì ma il film è congelato perché è tutto congelato ma non c’è tanta voglia di parlarne, non è censurato, è dimenticato, perché si è fermato tutto, stiamo aspettando che tutto passi, purtroppo in questo periodo sono gli esercenti che stanno vivendo un periodo veramente difficile, invece le troupe non sono mai stati a pieno regime come adesso. Come detto prima, ben vengano le piattaforme ma non bisogna abbandonare il Cinema, non dobbiamo perdere la cultura della condivisione. Cinema e piattaforme possono convivere tirando uno la volata all’altro

Grazie Paolo

Grazie a tutti voi e Forza Lazio!

Quello sempre!

In tutti i miei film c’è sempre una piccola cosa riguardante la Lazio, in ‘Supereroi’ per esempio c’è una scena girata a Ponza si vede un peschereccio con una bandiera della Lazio e questa è vera, non ho dovuto aggiungere altro

Di nuovo grazie Paolo!

Grazie a voi!

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