Paolo Berdini
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Lo aveva detto prima di tutti ed alla fine ha avuto ragione. Paolo Berdini è stato sempre contrario alla realizzazione dello Stadio della Roma a Tor di Valle: “Troppe difficoltà urbanistiche, dalla mobilità per raggiungere lo Stadio, fino al rischio idrogeologico che non andava assolutamente sottovalutato. Per non parlare della vicenda giudiziaria dai contorni ancora poco chiari. L’avevo definita l’area dello scempio e non sbagliavo”

Nella area individuata invece di Tor Vergata le cose sono più semplici invece?

Più semplici, ma non immediate. La notizia è buona, la nuova proprietà della roma è più intelligente di quella vecchia. Speriamo sia così, che il progetto dell’area di Tor di Valle venga abbandonato al più presto. Su Tor Vergata ci sarà da discutere. I terreni sembra siano quelli all’interno del perimetro dell’Università di Tor Vergata. Questi 600 ettari espropriati 40 anni fa, servivano per costruire la città degli studi per i giovani di Roma. Se parliamo delle aree all’interno di Tor Vergata siamo ancora in errore.

Sono le aree abbandonate della città dello Sport di Calatrava, sono davvero inadatte?

Dal punto di vista della mobilità e della localizzazione no, quelle aree possono sostenere la costruzione di uno Stadio. Le prime notizie dicono testualmente che Francesco Gaetano Caltagirone, concessionario delle Aree, le avrebbe messe a disposizione per la realizzazione dello stadio. Le aree sono di proprietà del Ministero dell’istruzione, Caltagirone è il concessionario per la realizzazione delle opere ma non per la pianificazione urbanistica. Questo dice la legge. 

Non è un po’ strana questa convenzione statale che consente ad un concessionario di realizzare la qualunque in un Area del Comune?

Questa è la legge, Caltagirone è un concessionario pubblico, una volta terminate le opere queste tornano a disposizione dell’università. Caltagirone è un importantissimo uomo d’affari, ma non è il padrone della città.

A Roma servirebbe un piano stadi, abbiamo l’olimpico e il Flaminio, cosa ne rimarrà? 

Questo è un tema fondamentale. Parliamo dello Stadio della Roma, poi ci sarà quello della Lazio, che facciamo ricominciamo un iter lungo 10 anni? Io avevo proposto che la Lazio andasse allo stadio Flaminio, ovviamente riqualificando l’area e lo stadio stesso. Il Flaminio è uno stadio costruito 30 anni prima del modello inglese, proprio anticipandolo. E’ un Gioiello. Le amministrazioni programmano, da noi vige ancora la legge del più forte. 

Ma è vero che a Tor Vergata non servirebbero autorizzazioni Comunali e varianti urbanistiche?

Non è così. Quelle aree, in forza di un piano particolareggiato sottoscritto dall’Università e dal Comune di Roma destinano quelle aree a delle infrastrutture che servono all’educazione ed all’eccellenza dei giovani universitari che a Tor Vergata vengono da tutta Italia. Lo Stadio non rientra in queste finalità. Allora il Comune di Roma deve mettersi d’accordo con lo Stato, chiedere che gli vengano cedute le aree per la costruzione dello Stadio, sottraendole all’Università. Anche questo è un processo lungo, non si realizza in pochi mesi, e fare comunque una variante urbanistica.

Virginia Raggi sembra quindi aver perso il braccio di ferro sul nuovo Stadio della Roma…

Non sono più nei pensieri della Sindaca,io temo per lei visto che si è impegnata con tutte le sue energie trascurando la città sullo Stadio della Roma, che non riuscirà a mettere la prima pietra. In 5 anni ci siamo occupati solo dello Stadio, mi sembra un po’ poco, il mondo delle costruzioni è fermo, quest’anno sono state rilasciate pochissime concessioni edilizie, che invece servono ai piccoli imprenditori per stimolare il lavoro anche tra i giovani.  

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