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Palosuo e Nurigiani aprono il ciclo di exhibition promosse da Grasso Luxury Lifestyle Si intitola “Portami con te – Apriamo le nostre case con l’arte” il ciclo di exihibition che ha preso avvio lo scorso 26 maggio presso gli spazi di Grasso Luxury Lifestile a Roma.
Si tratta di una serie di incontri dedicati all’arte che hanno come obiettivo quello di promuovere la cultura delle opere d’arte nei propri appartamenti, specie se questi sono immobili di lusso. “Abbiamo voluto ideare uno spazio, un momento per un nuovo modo di fruire e vivere l’arte perché essa è parte di noi, delle nostre vite, del nostro ambiente -spiega Cornelia Bujin, curatrice della prima esposizione-. L’opera d’arte è come il sogno e l’aspirazione alla realizzazione dell’immagine di una casa, del suo spazio fruito: la si sceglie per un motivo preciso noto solo a noi, frutto spesso della nostra memoria storica e per questo testimone della nostra personalità, delle nostre passioni, del nostro gusto estetico”. Protagonisti del primo evento sono stati gli artisti Hannu Palosuo, finlandese, e l’italiana Isabella Nurigiani che hanno accolto, assieme al patron Giuseppe Grasso, i visitatori e gli ospiti della prima serata: l’On. Paolo Liguori, l’On. Luca D’Alessandro, Daria Pushkova Direttrice del Centro di scienza e cultura russo di Roma, il Colonnello Antonio Buccoliero Vice presidente del Cocer Carabinieri e Vicecomandante della Legione Abruzzo e Molise, le giornaliste Roberta Gentilini e Romana Ranucci.
“Portami con te” è quel messaggio che parla di una scelta, la scelta di un’arte in cui ritrovare la propria riconoscibilità estetica dove, due artisti complanari come Nurigiani e Palosuo, sono artefici sensibili di un’arte che è passione e sconfinamento voluto nelle radici della vita alla ricerca delle emozioni e delle percezioni del quotidiano, trasformandole in un laboratorio permanente di relazioni. Essenzialità stilistica e centralità assoluta dell’immagine sono protagoniste dei lavori di Hannu Palosuo che scardina l’ordine sociale del ritratto nelle opere come “The Uncertainties of Memory” del 2018 o nel gruppo di ritratti “Cannot Turn Back the Clock” del 2020 rendendo vero protagonista della composizione pittorica la persona. Sono sculture dall’intensa bellezza quelle di Isabella Nurigiani dove l’esercizio di equilibrio tra materia e spazio circostante diventa da sempre luogo privilegiato di un’espressività estetica e sociale di rara raffinatezza in cui la nudità dei materiali, non ne celano le naturali proprietà come in “Senza nome” opera in ferro e bronzo, “Fusioni” in marmo rosa del Portogallo e bronzo o in “Variabili” in marmo di Carrara. Palosuo, italiano di elezione – si è trasferito in Italia pe studiare Storia dell’Arte all’Università degli Studi “La Sapienza” – è presente, tra gli altri, con i suoi celebri “ritratti negati”; artefice di una moderna figurazione che rivela come una tematica ricorrente possa risultare di assoluta attualità.
Sull’evocazione della memoria e del ricordo, erge a protagonista dei suoi dipinti la quotidianità, con toni contrapposti ma concordanti, per evidenziare il positivo e il negativo dell’immagine, la sua presenza e il suo vuoto.
Numerose sono le esperienze di lavoro artistico in Europa, oltre che in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Estonia, Giordania, Cina e Giappone. Isabella Nurigiani, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma, divisa tra la Capitale e Pietrasanta, con un lungo percorso di ricerca materica che l’ha portata a sperimentare la sua arte con cartoncino, plexiglas, marmo, ferro, stoffa e bronzo. La creazione viene vissuta come un’urgenza del momento, una forza interiore che prende forma attraverso la continua sperimentazione di differenti materiali. Partendo da ricerche approfondite e con un raro e puntuale dialogo interiore tra ragionamento e sensibilità per i materiali e le forme, Isabella Nurigiani piega la materia al suo volere, sia esso legno, marmo, metallo, vetro assume una leggerezza che prima soggiace e poi rinasce grazie ad una alchimia che trasforma l’azione in rivoluzione sentimentale.
Modula la propria esecuzione affinando il concetto secondo la comunicabilità di sé e dell’opera, innescando, in tal modo, il gioco dello scambio e del dialogo interpersonale. L’eliminazione dell’oggetto figurativo non è rinuncia alla totalità dell’espressione e al dialogo con il reale, è solo rinuncia all’oggetto “espressivo”.
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