Padre Joystick

Nella puntata odierna di Offline abbiamo avuto il piacere di avere come ospite Don Patrizio Coppola denominato simpaticamente “Padre Joystick“.

Impegnato in una partita di Fortnite ci ha chiesto di posticipare di qualche minuto il collegamento!

A gara finita eccolo finalmente ai nostri microfoni per la nostra gioia:

Salve Padre Coppola!

“Però datemi del tu e chiamatemi Don!”

Ok messaggio ricevuto Don! – Perché ti chiamano Padre Joystick?

“Questo soprannome me lo diede la rivista Panorama dopo aver saputo della mia grande passione per i videogiochi.”

Cosa è lo IUDAV?

“E’ un istituto universitario di animazione e videogiochi che si pone lo scopo di dare ai ragazzi la possibilità di entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale. Il nostro istituto forma i futuri professionisti del mondo dei video game.”

Come nasce l’idea?

“Nel 2008 preparai un festival chiamato Play Mode dedicato ai cartoni animati e ai videogiochi. L’anno successivo, in seguito a delle proposte ricevute, maturò in me l’idea di provare a formare i futuri professionisti dell’intrattenimento ma in modo particolare dell’animazione del videogioco. Presi al balzo questa proposta, cominciando a studiare una soluzione da mettere in pratica. Preparammo un piano di studio capace di coinvolgere i ragazzi, mettendoli a conoscenza di tutta la filiera produttiva partendo da come si realizza un cartone animato e come si realizza un videogioco.”

Perché questa idea nasce a Solofra?

“Per prima cosa perché io sono avellinese e poi perché Solofra è la prima ad avermi offerto la possibilità di mettere in pratica il mio progetto, disponibilità, questa, che inizialmente non ho trovato da nessuna altra parte. Ora le cose sono molto cambiate e un po’ ovunque vorrebbero questa realtà nei propri comuni.”

Ma perché tutto nasce a Malta?

“Perché il Ministero maltese mi ha riconosciuto il titolo e lì ho chiesto fortemente che uno dei campus fosse istituito in Italia, cosa che mi è stata concessa e per la quale ringrazio e ancora il Ministero maltese.”

Perché l’Italia non ha appoggiato il tuo progetto?

“Qui ho avuto delle grosse difficoltà ma la speranza è che adesso possano aprirsi nuove possibilità ora che questo progetto vede la risposta positiva dei giovani. Aggiungo che l’80% l’ottanta per cento dei nostri ragazzi, alla fine, trova un posto di lavoro, seppure all’estero per mio grande dispiacere. Mi dispiace che i nostri ragazzi debbano andare a lavorare altrove quando si parla di questo argomento. Sono convinto che in Italia abbiamo tutte le possibilità per fare videogiochi di successo e svilupparli senza difficoltà. Il problema è che qui non abbiamo chi ti dà una mano affinché questi ragazzi possano mettersi al lavoro e creare queste creature perché, comunque va detto, che per realizzare un videogioco ci vogliono molti soldi.”

All’interno di questi corsi cosa viene offerto ai ragazzi?

“Regaliamo loro un Notebook molto performante in modo che possano possano lavorarci, apprendendo tutto il necessario per la realizzazione di cartoni animati e videogiochi.”

 

Abbiamo capito chiaramente che anche tu giochi a fortnite. Perchè?

“Perché anche fortnite rappresenta il linguaggio dei giovani. Oggi se vogliamo parlare con i giovani dobbiamo usare lo stesso loro linguaggio. Solo in questo modo possiamo rendere accattivante anche il messaggio evangelico. Non a caso con i miei ragazzi sto cercando di realizzare il video catechismo sotto forma di videogioco.”

Quale è il tuo gioco preferito?

“Senza dubbio FIFA, mi diverte molto… e vi dico di più: tra non molto, per PS4, uscirà anche un videogioco che farà impazzire tutti, totalmente realizzato da una società italiana.”

Di cosa tratta?

“Fantacalcio!”

 

Il simpaticissimo Padre Joystick ci saluta con uno scoop!

 

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