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Inarrestabile ondata di sbarchi a Lampedusa. Centinaia gli arrivi in poche ore sull’isola dove si è superato il migliaio di migranti, diversi dei quali trattenuti a lungo sotto i gazebo del molo Favarolo e non all’hotspot dove la capienza massima è di appena 95 persone.

Forte la protesta del sindaco Totò Martello: “E’ una situazione ormai ingestibile. Se il governo non proclamerà lo stato di emergenza per Lampedusa, lo farò io. L’hotspot non è più in grado di accogliere migranti, la responsabilità di questa emergenza non può ricadere sul sindaco”. Replica il leader della Lega Matteo Salvini: “Noi difendiamo i pescatori, gli imprenditori e i lavoratori di Lampedusa stufi di un’invasione senza precedenti, che l’anno scorso avevamo fermato.

Lo dicono i numeri, che non mentono: 11.334 sbarchi dall’inizio dell’anno a oggi contro i 3.508 dello stesso periodo del 2019. Almeno quelli il sindaco pro-sbarchi e pro-Carola Rackete li vuole leggere? Se ora dice di voler dichiarare lo stato d’emergenza piange lacrime di coccodrillo”. Intanto, è scattato il piano della prefettura di Agrigento per alleggerire la pressione con il trasferimento, fra stasera e domani, di 450 migranti. Un pattugliatore della Guardia di finanza è stato destinato a Lampedusa per prendere a bordo 170 ospiti del centro di accoglienza. Altri 80 imbarcati con il traghetto di linea stasera per Porto Empedocle.

Ulteriori 200 partiranno sempre domani con il traghetto di linea che stamattina, come da programma, ha osservato il turno di riposo. La maggior parte dei migranti, sempre secondo quanto rende noto la prefettura, sarà trasferita al Cara di Bari. Intanto a Pozzallo sono stati destinati i 108 soccorsi dal cargo italiano “Cosmo” a sud di Malta e 129 sono arrivati sullo coste di Crotone.

A Lampedusa fra gli ultimi migranti sbarcati, “25 sono positivi al Covid”, affermano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di polizia Fsp-Mp. Così tuona il governatore siciliano, Nello Musumeci: “Non si tratta solo di una emergenza sanitaria, per la quale la Regione sta facendo di tutto per assicurare la sicurezza dei cittadini siciliani e di chiunque arriva nell’Isola. C’è una emergenza politica senza precedenti: perchè a parità di condizioni climatiche rispetto allo scorso anno gli arrivi aumentano in modo così sensibile? Io voglio dare atto degli sforzi di queste ultime ore. Ma adessosi tratta di gestire una emergenza e servono fatti. Nei mesi scorsi si sarebbe dovuto attivare un’azione politica i cui mancati effetti oggi li paga la Sicilia. E l’Europa? Zitta e silente. Lo ribadirò mercoledì alla commissione Schengen che mi audirà con i colleghi Santelli e Solinas”.

Musumeci lancia un sospetto: “Ribadirò che intravedo occhi sgargianti in chi si sfrega le mani per gestire un nuovo business dell’accoglienza, che magari diventerà il business della quarantena. Così non si va lontano. Forse è il caso che un vertice in Sicilia lo convochi direttamente il premier Conte. Lo aspettiamo. Intanto oggi hotspot pieno a Lampedusa e migranti in arrivo a Pozzallo. A flotte e senza tregua”.

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