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“So di non essere la vittima ma il solo responsabile di questa tragedia”. Lo ha detto Antonio Ciontoli, imputato nel processo di appello bis per l’omicidio di Marco Vannini, nelle dichiarazioni spontanee rese in aula prima che la corte si riunisca per la sentenza. “Sulla mia pelle sento quanto possa essere insopportabile, perché innaturale, dover sopportare la morte di un ragazzo di vent’anni, bello come il sole e buono come il pane”, ha aggiunto commosso.

“Chiedo perdono per quello che ho commesso e anche per quello che non ho commesso. So di non essere la vittima ma il solo responsabile di questa tragedia”, dice Antonio Ciontoli, imputato nel processo bis per l’omicidio di Marco Vannini, nel corso di dichiarazioni spontanee. Imputati al processo anche la moglie e i due figli di Ciontoli. “I miei familiari non meritano di essere giudicati e condannati per la mia colpa”, ha aggiunto. “Quando si spegneranno le luci su questa vicenda, rimarrà il dolore lacerante a cui ho condannato chi ha amato Marco. Resterà il rimorso di quanto Marco è stato bello e di quanto avrebbe potuto esserlo ancora e che a causa del mio errore non sarà. Marco è stato il mio irrecuperabile errore”.

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