Il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti durante l'Assemblea nazionale del Partito Democratico (Pd) presso l'Ergife Palace Hotel, Roma, 17 marzo 2019. ANSA / ANGELO CARCONI - CLAUDIO PERI
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Domenica 17 marzo 2019, si è svolto presso l’Ergife Palace Hotel (Via Aurelia, 619 – Roma) l’Assemblea nazionale del Partito Democratico. Qui il nuovo segretario del Partito, Zingaretti, ha fatto il suo primo discorso ufficiale dopo aver vinto le primarie dello scorso 3 marzo 2019.

La figura del nuovo Leader (sicuramente più carismatica e sicura degli altri candidati delle primarie) ha aperto il suo discorso con una domanda semplice: “È possibile un nuovo PD?”. Per il leader del Partito sembra di sì, infatti esclama: “Prima di tutto dobbiamo cambiare tutti noi. Occorre un partito diverso, più aperto, più inclusivo, realmente democratico, in grado di essere percepito come amico di chi parla con noi”. Continua, commentando le azioni del Governo Italiano: “Il Pil cala, come anche i fatturati e gli investimenti. I tecnici confermano che ci sarà bisogno di una manovra drammatica in autunno. E poi, su tutte le questioni in cui basta dire un no o un sì, ci si rifugia in un continuo “Nì” su temi come: Tav, Fisco, Via della Seta. L’Italia è un grande paese che non si governa con i “Nì” ma con le grandi scelte. L’Italia galleggia, con la prospettiva di affondare se non succede qualcosa presto”. Questa critiche sono volte a richiamare gli elettori incerti o che hanno votato il Movimento 5 Stelle il 4 marzo 2018. Parla anche di rilancio delle attività locali: “Tornino a essere i nostri circoli i luoghi dove si fa associazionismo. No a filiere di potere che restringono il nostro rapporto con la realtà sociale del Paese”.

Durante l’assemblea, inoltre, sono uscite le nuove cariche del partito: la presidenza è stata affidata a Paolo Gentiloni; la tesoreria a Luigi Zanda e la vicepresidenza ad Anna Ascani e Deborah Serracchiani.

Infine, il PD vuole darsi al suo interno nuovi entusiasmi e forze, che gli permetteranno di ridiventare un partito nazionale, superando l’ultimo risultato alle parlamentari  (non come la Lega di Salvini che ha preso il 17% solo al Nord Italia). Ma come vuole realizzare questo progetto se le cariche più rilevanti del Partito sono persone che abitano a Roma centro? Di sicuro deve iniziare a lavorare per le prossime elezioni Europee, ma senza scordarsi di ricompattare le correnti e i piccoli partiti che lo appoggiano, per diventare finalmente una forte “Opposizione”. Per ora possiamo solamente augurare una “Buona Fortuna” al nuovo segretario e aspettare per dire: “Buona Fortuna, al NUOVO Partito Democratico”.

 

 

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