Nuova organizzazione del Movimento 5 Stelle?

La proposta è quella di aprirsi alle liste civiche. Questo comporterà nuova organizzazione?

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“Questa settimana inizia la discussione sull’evoluzione del Movimento. Affronteremo gli argomenti della riorganizzazione a livello nazionale e locale del Movimento 5 Stelle, la questione dei rapporti con le liste civiche nei comuni e il tema delle nuove regole per i consiglieri comunali. Lo dobbiamo fare non solo per il Movimento, ma per gli Italiani.”

Questo è l’introduzione che il Blog delle Stelle scrive, per invogliare la discussione sia in Parlamento che sulla piattaforma Rousseau sul tema del dialogo con le realtà locali. Qualche settimana fa, dopo la sconfitta delle regionali in Sardegna ed in Abruzzo, Di Maio affermava la necessità di porre radici anche nelle attività comunali.

I due appuntamenti annunciati dal Blog.

Precisamente il Blog enuncia due tappe per questa discussione:

  • Il 25 marzo alle 17 sarà convocata un’assemblea parlamentare congiunta di Camera e Senato che si confronterà sugli stessi temi e che produrrà un documento che poi sarà discusso con incontri fisici sul territorio. I parlamentari incaricati di fare da tramite, avranno il compito di redigere un documento regionale che riassuma le posizioni emerse agli incontri sul territorio per discutere il tutto in un’ulteriore assemblea parlamentare congiunta che sarà convocata giovedì 4 aprile alle 17.
  • Raccoglieremo al massimo le voci di tutti, online e tramite  incontri fisici. Alla fine di questo percorso di raccolta e ascolto sarà mio compito fare la sintesi di quanto emerso e proporre i quesiti per la votazione finale attraverso la quale verrà sancita la decisione definitiva.

Ma il dibattito sull’argomento è effettivamente una RI-organizzazione del partito? Le decisioni sui temi vengono prese sempre dal vertice per poi essere passate alla base del partito, consultando Rousseau. Ora questa apertura cambierà effettivamente la struttura organizzativa? Perché le due cose non sono collegate. Forse determinerà una nuova cultura locale, che in un futuro lontano potrebbe cambiare le gerarchie (sempre che non si verifichi uno spostamento repentino verso la Lega di Salvini).

Democrazia diretta in bilico?

Cari 5 stelle, il primo vostro obiettivo era la democrazia diretta (attraverso il supporto tecnologico). Forse non è ora di potenziare questo ideale e vedere come cambia l’istituzione italiana? O volete continuare a illudere gli iscritti dicendogli che si cambiano le regole del gioco? Rimanendo sempre un partito elitario? Il mondo cambia velocemente e la democrazia diretta può essere una soluzione per dare risposte immediate agli input della società.

Questa mossa, forse, è stata pensata per consolidare il potere (vero e principale obiettivo di tutti i partiti). Ma la cosa certa è che i vostri 100 mila iscritti non vi legittimeranno ancora per molto.

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