L’Italia conquista il primo oro nei Mondiali di nuoto di Gwangju, in Corea del Sud, grazie a Simona Quadarella, che trionfa nei 1500 stile libero con il record italiano (15′ 40″ 89). Quadarella, sfruttando anche il ritiro della regina Katie Ledecky, precede la tedesca Sarah Köhler e la cinese Wang Jianjiahe. La grande giornata per l’Italia prosegue con Martina Carrarobronzo nei 100 rana dietro alle inarrivabili Lilly King e Julija Efimova.

“Sapevo di vincere”. Eppure, Simona Quadarella piange. Non è facile gestire la pressione di essere favorita. Può appesantire i movimenti, bloccare le braccia. Katie Ledecky, campionessa uscente, ha dato forfait in mattinata, rinunciando a difendere il titolo a causa di un virus intestinale che ha inciso anche nei 400, dove è arrivata seconda tra lo stupore generale. Quadarella era l’unica che poteva pensare di battere la statunitense: “Sarò anche stata fortunata, ma l’ho meritato perché mi sono impegnata, dopo di lei c’ero io”, afferma la romana dopo la gara. Con il ritiro dell’avversaria, Quadarella è scesa in acqua consapevole che l’oro avrebbe potuto solo perderlo. La romana è comunque più matura dei suoi 20 anni: sin dalle prime bracciate impone un ritmo infernale. Fino ai 600 metri, il riferimento del record mondiale di Ledecky (15′ 20″ 48) non sembra così inarrivabile. Vasca dopo vasca, i riferimenti geografici devono ridursi inesorabilmente, così Quadarella deve “accontentarsi” del quarto crono di sempre al mondo e del record italiano, precedentemente detenuto da Alessia Filippi. Il suo 15′ 40″ 89 straccia il 15′ 44″ 93 che la concittadina ottenne ai Mondiali di Roma del 2009. Quadarella fa gara a sé dalla prima all’ultima bracciata e compie l’impresa della vita, staccando di otto secondi Sarah Köhler(15′ 48″ 83) e di undici Wang Jianjiahe (15′ 51″ 00). Per l’Italia è la seconda medaglia della rassegna iridata sudcoreana, la prima d’oro.

Lacrime di gioia anche per Martina Carraro, che scrive una pagina indelebile del nuoto italiano. La genovese conquista infatti la prima medaglia azzurra nella storia della rana femminile, con il record nazionale sui 100. Dietro a due mostri sacri come Lilly King (1′ 04″ 93) e Julija Efimova (1′ 05″ 49), che – come da pronostico – sono di un altro pianeta e viaggiano un secondo più veloce delle altre, Carraro si afferma la prima tra le “terrestri”: il suo 1′ 06″ 36 fa ben sperare anche in vista Tokyo 2020.

(fonte TgCom24)

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