mafia capitale
MAmanero
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Il primo incontro con Michele Nacamulli, innocente, me lo ricordo bene. Ci vedevamo dopo parecchio tempo. Avevamo fatto politica insieme nel PD. Io Consigliere in Municipio XVII lui nel Municipio XI ( all’epoca i Municipi di Roma erano 19).Con il PD.

Abbiamo parlato del più e del meno, io. Del processo lui. Perché quando il tuo nome viene accostato alla “Mafia” in mente non hai altro. Provi a svagarti, ma il ticchettio del tempo che ti separa dalla condanna lo hai nel cervello, al posto del battito del cuore e chi ti sta vicino lo sente. Io lo sentivo.

Dialogo 1

“Sei proprio sicuro Francè?”

” A’ Michè che te devo dì? Ce provamo, de sicuro ce sta’ solo la morte. Tu sei sicuro?”

“Io sono sicuro sì. Sono innocente. Mica solo io, tanti altri sono innocenti. Ma non credo che la Cassazione…”

” Sulla Cassazione non posso farci niente, ma almeno te lo facciamo dire che sei innocente.” 

Invito Michele Nacamulli, l’innocente, in Radio. Racconta la sua storia, racconta il processo, il primo grado, il secondo, leggiamo le carte, le intercettazioni. Non pensavo che quella chiacchierata in radio con un amico sarebbe poi diventata un format di 13 puntate.

Non è Mafia Capitale. Schierati da subito come piace a noi Romantici.

Dialogo 2

”  a Miche’ e qui bisogna che noi andiamo avanti. Io non pensavo che la situazione fosse così grave, me pare un complotto. Certo a legge i giornali…”

” Se vogliamo fare questo lavoro Francè, i giornali li devi lasciare perdere. Dobbiamo leggere le intercettazioni. Integrali non il taglia e cuci che fanno i pennivendoli. Dobbiamo legge le carte.”

” Parliamone con Daniele. L’editore, ma conoscendolo ci dirà di Sì.” 

Ci ha detto di sì. Dopo due ore di colloquio, dopo aver studiato con noi le carte, sentito la storia di Michele, ha intuito,  guardandolo negli occhi, che quel ragazzo non stava cercando visibilità, ma giustizia. La giustizia di poter dire la sua. Di spiegare a tutti che era innocente.

Non è mafia Capitale la serie: 

Nasce così una serie radiofonica. Nasce dalla voglia di approfondire e di non accontentarsi della verità raccontata, ma andarla a cercare nelle pagine di un processo, nato con un gran chiasso, cresciuto nell’indeterminatezza delle ricostruzioni della TV, delle serie TV, dei Romanzi di qualche giornalista. Alimentato dalla fame di giustizia sociale delle persone trasformata in voglia di giustizialismo da chi invece avrebbe dovuto raccontare i fatti ed aspettare le sentenze definitive, prima di gettare fango su Persone, Famiglie. Su un’intera cCttà.  

Negli studi di “Non è la Radio” inizia un via vai di persone. Un via vai di mafiosi fino a ieri. Innocenti oggi. Iniziano ad arrivare i messaggi di solidarietà in redazione, di sdegno, di chi ci  ha scritto “anche voi che li fate parlare siete mafiosi”. “Ora per la vosibilità vi siete messi a difendere Buzzi e Carminati?” “Siete la Radio della Mafia”.

Vi sbagliavate!

Carlo Guarany, Claudio Bolla, Claudio Caldarelli, tutti ci ripetevano la stessa cosa. Siamo innocenti. I Legali di Buzzi, di Carminati, politici coinvolti nella prima parte delle indagini e poi assolti in primo grado (Giovanni Quarzo ed Eugenio Patenè). Tutti ci ripetevano la stessa cosa. Non è Mafia Capitale.

Entravano intimoriti, disillusi, poi Michele Nacamulli, innocente, li rassicurava li faceva sedere, Alessandro Battistini li microfonava e iniziavano le interviste.

Dialogo 3:

“Loro non sono come gli altri, loro vogliono approfondire ci stanno a sentire. Non ci hanno già condannato. Aspettano la Cassazione e studiano”

” Ragazzi, Noi vogliamo capire perché la 29 Giugno è stata distrutta, vogliamo capire perché dopo due anni di articoli sul giornale e di sentenze ancora vi professate innocenti. Lo vogliamo raccontare. Diteci la Vostra e portatevi le carte”

Dialogo 4:

“Francesco, Michele, cercate di stare attenti quello ci denuncia, non potete dire che i suoi libri sono carta straccia. State nelle regole vi prego”

“Daniele non ti preoccupare, ma è difficile. Hai letto quello che ha scritto, quel cialtrone?”

“eh ho letto ho letto. Ma stiamo attenti. “

E così, su un tappeto di vetri rotti e pieno di trappole, insieme a Michele Nacamulli, innocente, abbiamo prodotto 13 puntate. 36 ore di ricostruzione dei fatti processuali. Protagonisti, avvocati, ex indagati assolti, dipendenti della 29 Giugno. Abbiamo avuto la fiducia di tutta la Radio e dei Nostri Sponsor. Che ringrazio. Non era facile neanche per loro, ma ci hanno creduto ed hanno fatto bene.

Dialogo 5:

“Michè Funziona, mo’ se scrivi Mafia Capitale Nacamulli su google escono le puntate in cui racconti la storia vera “

“Ma davvero Francè? “

” Sicuro. Sono proprio sicuro, prova!”

E’ Buffo. io mi immagino che anche le VI sezione della Cassazione si sia ascoltata qualche puntata. Abbia sentito le voci degli imputati, il loro stato d’animo, le loro paure, i loro ragionamenti, le loro ricostruzioni dei fatti. Le loro testimonianze lasciate nella speranza che i loro familiari, i loro amici, i loro figli capissero. Almeno loro. Se non lo aveva capito la “legge” almeno potevano capirlo le persone. Ascoltare e giudicare.

Se non lo avete ancora fatto qui trovate tutte le puntate.

 

 

 

Ieri ho aspettato la sentenza della Cassazione, fuori a piazza Cavour. Michele si stava già andando a costituire. Era senza speranza. Si è dovuto ricredere. Abbiamo riso, ci siamo abbracciati. Come se l’Italia avesse vinto i  mondiali. Che ingenui.

In palio non c’era una coppetta. C’era la fiducia in un sistema. In uno Stato. Nella giustizia.

Oggi io e Michele ci siamo telefonati per la prima volta non utilizzando delle applicazioni. Avevamo entrambi paura di essere intercettati. Che scemi.

Abbiamo deciso che “Non è mafia Capitale non se scioglie per un par de’ Vaffanculo.”

C’è un muro ancora da rompere. Non era mafia ma ci sono persone che sono finite in carcere. A loro diciamo, anche se non lo possono leggere, che noi continueremo a seguire il ragionamento che ci ha portati a dire contro tutto e contro tutti che “Non era Mafia Capitale”.

A Giovedì dalle 15:00 alle 17:00. Non è Mafia Capitale.  Solo su Non è la Radio.

MAmanero

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