l'anello di Hell City
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Nella puntata di giovedì di Fatece caso, abbiamo aperto una parentesi sui libri con Francesco Di Giulio che, dopo aver lavorato anni in un birrificio ad Amsterdam e dopo il successo de “L’anello di Hell City”, è arrivato alla sua terza fatica, il terzo libro, secondo della saga distopica: “L’anello di Hell City – L’Evasione”

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Francesco ci parli del tuo nuovo libro?

L’anello di Hell City è stato nella top 100 di Amazon, nasce dalla voglia di voler cercare quel fuoco che tutti abbiamo dentro ma che a volte dimentichiamo di avere, Hell City è una città infernale, la trasposizione della nostra quotidianità, in cui siamo liberi ma forse allo stesso tempo siamo schiavi inconsapevoli della tecnologia

Quel muro indica il cambiamento, a volte preferiamo restare nella nostra comfort zone piuttosto che cercare il cambiamento che quindi diventa un muro che ci tiene prigionieri, al di là del muro c’è la felicità

Senza spoilerare nulla, il protagonista Jason deve scappare da questa città, fugge e trova una realtà completamente diversa da quella che gli era stata descritta. Nel confronto con il passato c’è la crescita del proprio io.

Ti è stato chiesto di fare questo sequel perchè avevi raggiunto notevole successo su Amazon

Sì, dovevo raggiungere un discreto numero di vendite e così ci sono riuscito, spesso le case editrici ti costringono di acquistare un numero di copie per poter pubblicare il libro, questa è una cosa che sconsiglio vivamente a tutti, io l’ho sempre rifiutato, ho sempre cercato case editrici ed editori che credessero nei miei libri

Questo sistema forse accade anche perchè c’è gente che ci prova a scrivere cose e non è all’altezza

Sì, tante volte accade anche nella discografia però è giusto dire che ci sono anche case editrici non a pagamento che ci tengono veramente al libro

Lo fanno quando il libro vale, come nel tuo caso

Fondamentalmente interessa anche a loro vendere il prodotto, certo

Ci sono stati anche articoli sui giornali per il tuo successo, lo stiamo vedendo online, il libro sarà un sequel, quindi non ti chiediamo di spoilerarlo ma ci racconti come nasce la tua passione per la scrittura?

Nel 2013, ero in vacanza e ho avuto un incubo di quelli che ti fanno svegliare con l’ansia, sognavo un bambino grigio, calvo, in una cella che urlava senza emettere suoni, così ho iniziato a scriverne la storia, di questo bambino e l’ho collocato nel medioevo, in un monastero e lì è nato il mio libro d’esordio: “La libertà del pettirosso”, in cui dei monaci iniziano a suicidarsi senza motivo apparente ma non vi svelo nulla…

Francesco noi ti ringraziamo per questa intervista

Fantastici, vi faccio i complimenti perchè siete una radio trasversale

Speriamo di vederti presto qui con noi!

Volentieri, grazie mille!

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