In Nba si chiama a raccolta la Storia, questa notte una tra Golden State o Toronto dovrà tirare una linea, guardarsi allo specchio e farsi i complimenti per l’impresa appena messa a referto.
Ad Oakland, California, si gioca gara 6 di una tra le finals più belle e incerte degli ultimi anni. Arrivati alla quinta finale consecutiva, Stephen Curry e compagni sono costretti a rincorrere i Raptors sul 3 a 2. Dopo il devastante uno due subito dai canadesi in casa, ad opera di un Kawhi Leonard mai così in forma e decisivo, gli Warriors sono volati a Toronto per allungare la serie e riportarla in casa dove, questa notte alle 3, si deciderà il destino delle due squadre.

Se dovesse vincere Toronto, che ha ritrovato nell’ultimo match il miglior Leonard dopo giorni di preoccupazione per uno stato fisico non ottimale, in Canada sarebbe festa grande: dopo appena 24 anni dalla loro creazione, i Raptors hanno la possibilità di chiudere la serie dopo 6 partite e spezzare il dominio degli Warriors portando a casa il primo trionfo della loro storia. Dalla loro, i canadesi hanno il miglior Leonard di sempre: l’ex talento di San Antonio è primo assoluto nei play off per punti realizzati, rimbalzi e recuperi e, grazie ai canestri di Siakam – soprattutto in gara 1 – chiudere la serie in California potrebbe non essere un’impresa impossibile.

Di certo, la franchigia canadese avrebbe preferito vincere la serie di finale davanti al proprio pubblico ma gara 5 è stato il classico colpo di coda dei campioni: in una partita dai mille capovolgimenti, i canestri da fuori di Curry e Thompson hanno riportato sul 3 a 2 una sfida che sembrava chiusa appena qualche giorno prima. In casa Golden State, infatti, continuano a pesare gli infortuni. Prima quello muscolare di Klay Thompson, costretto a saltare gara 4 per un allungamento innaturale del flessore, e soprattutto la mazzata relativa a Kevin Durant. L’ex Oklahoma è tornato in gara 5, dopo aver saltato tutte le partite precedenti (mancava da gara 5 contro Houston nella semifinale di Conference, ndr) per un problema al polpaccio, e il suo impatto è stato devastante. Almeno fino al momento del bruttissimo infortunio al tendine d’Achille, che lo ha costretto ad abbandonare il campo e a sottoporsi a intervento chirurgico. Stagione finita e – chissà – anche l’esperienza in California potrebbe essere giunta al termine.

Sul giocatore più forte della Lega ci sono soprattutto i Knicks e, in caso di sconfitta di Golden State, l’addio sarebbe quasi certo. Discorso simile va fatto per Klay Thompson, che dal prossimo 30 giugno sarà free agent: se gli Warriors dovessero ribaltare la serie e portarsi a casa il 4 anello negli ultimi 5 anni, il miglior tiratore da 3 della Lega potrebbe ritrovarsi un contratto clamoroso e un rinnovo con la squadra di Golden State, altrimenti le strade si separeranno e sarebbe ufficialmente aperto l’inizio della fine della più importante squadra del basket moderno.
Tutto passa per gara 6, l’ultima sfida “normale”. Poi, eventualmente, toccherà a gara 7 emettere il verdetto in quello che – senza dubbio – è uno tra gli spettacoli sportivi più importanti del mondo.

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