Un operatore della ONG Proactiva Open Arms cerca di salvare la donna, con la maglietta blu, sopravvissuta al naufragio al largo della Libia; a fianco, il corpo della donna morta nella traversata, 17 luglio 2018 (PAU BARRENA/AFP/Getty Images)
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Almeno 15 migranti sono annegati mentre altri 95 sono stati riportati a riva oggi dalla Guardia costiera libica. Lo riferisce Safa Msehli, portavoce dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni. Il nuovo dramma al largo del Paese africano. “Le tragedie e le perdite di vite evitabili continuano mentre persiste una politica di silenzio e inazione”, afferma. Le squadre dell’Oim stanno ora assistendo i sopravvissuti, molti dei quali soffrono di ustioni e ipotermia, riferiscono i referenti libici dell’organizzazione.

Alarm Phone punta il dito contro la Guardia costiera libica dopo l’ultimo naufragio di oggi al largo del Paese africano: “Confermiamo che questa era la barca che trasportava 125 che ci ha chiamati perché in emergenza. Avevamo allertato le autorità ma hanno ritardato un intervento. Queste morti sono il risultato. Le persone ci hanno chiamato, chiedendo aiuto piangendo. Vedevano una nave grande, ma non li stavano assistendo. Cinque ore dopo la nostra prima comunicazione, ancora nessun soccorso era partito”.

“Dopo aver ritardato i soccorsi – aggiunge Alarm Phone – la cosiddetta Guardia costiera libica è intervenuta e ha riferito di avere soccorso tutte le persone in pericolo. Questa è una bugia. I sopravvissuti dicono che almeno 15 persone sono annegate. Le persone a bordo del gommone dicevano che il gommone si stava sgonfiando e che c’erano persone in acqua. Chiedevano soccorsi urgenti. Erano a 8 chilometri dalla costa ma i libici non intervenivano“.

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