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Dominio degli azzurri, che vanno in vantaggio dal dischetto e poi, con i polacchi in dieci, chiudono la gara nel finale. Decisiva la partita di mercoledì a Sarajevo contro la Bosnia-Erzegovina.

Dominata eppure sofferta fino a 7’ dalla fine, strameritata, un inno al calcio che Mancini ha iniettato nelle vene di questa squadra, chiunque giochi: una vittoria che consente all’Italia di essere padrona del suo destino: vincendo mercoledì in Bosnia, vincerà il suo girone e dunque potrà giocare in casa, il prossimo ottobre, la Nations League. Una squadra che è stata più forte di un’emergenza mai vista (oltre venti giocatori indisponibili), di una settimana attraversata fra mille difficoltà e anche di una direzione arbitrale che, non sostenuta dalle immagini Var, ha graziato la Polonia di un rosso a Lewandowski, uno probabile a Goralski (poi espulso per doppia ammonizione) e di un rigore che avrebbe portato l’Italia sul 2-0, prima del raddoppio decisivo di Berardi.

Italia (4-3-3): Donnarumma; Florenzi (44′ st Di Lorenzo), Acerbi, Bastoni, Emerson; Barella, Jorginho, Locatelli; Bernardeschi (19′ st Berardi), Belotti (34′ st Okaka), Insigne (44′ st El Shaarawy). All.: Mancini (in panchina Evani)

Polonia (4-2-3-1): Szczesny; Bereszynski, Glik, Bednarek, Reca; Szymanski (1′ st Zielinski), Krychowiak; Moder (1′ st Goralski), Linetty (29′ st Milik), Jozwiak (1′ st Grosicki); Lewandowski. All.: Brzeczek

Arbitro: Turpin

Marcatori: 27′ rig. Jorginho (I), 39′ st Berardi (I)

Ammoniti: Krychowiak (P), Belotti (I)

Espulsi: Goralski (P)

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