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Questa è la storia del signor Mirko e del suo mutuo da un milione di euro chiesto alla banca per spesarsi la sua libertà. Il signor Mirko ha bisogno di un’introduzione di qualche parola per essere introdotto. Perché è una persona che rispecchia valori sociali e morali dello stereotipo dell’uomo tra i 40 e i 50 anni.

La vita di Mirko

Mirko è un semplice uomo. Lui è laureato in ingegneria civile e subito dopo la laurea ha trovato lavoro in una prestigiosa azienda del suo paesino. Il nostro protagonista ha conosciuto durante il liceo la sua futura moglie Greta. Con lei ha avuto due splenditi figli di nome Sara e Luca. Al di fuori può sembrare che Mirko conduca una vita normalissima. Talmente normale che qualcuno potrebbe pensare che Mirko non esista. Non è così in realtà. Lui vive in mezzo a noi, lui è il nostro vicino di casa. Il nostro personaggio è quell’uomo che non fa mancare niente alla famiglia. È quel pover’uomo che con sacrifici ha permesso che la famiglia si trovi nella classe media della società. Non ha debiti, ha due macchine e una casa che apparteneva ai genitori. La famiglia è discretamente tecnologica, ogni membro ha un proprio smartphone e la sera si riuniscono davanti a un buon pasto. Celebrano ogni sera la loro unione con video presi dai social e con la televisione che passa le notizie giornaliere.  Mirko non è un tipo nervoso. Lui ha sempre ragionato con una particolare logicità che lo ha sempre contraddistinto. Un quieto uomo che si è fatto largo nella sua azienda con la propria testa. Lui ha anche un po’ di risparmi per il futuro dei suoi figli per l’università.
Mirko è molto normale. Lui si definisce normale. Mirko ha Facebook.

La vita social di Mirko

Il nostro protagonista è poco attivo sui social. Si vede i piccoli video dei vari Talent televisivi. Vede qualche ricordo di qualche partita di pallone della sua squadra preferita. E segue qualche giornale per vedere un po’ al volo le news del momento. Mette pochi “mi piace” ai commenti politici e alle scritte di opinionisti. Preferisce non prendere parte al discorso pubblico sulla politica. Preferisce condividere video di comici e video di qualche film che lo ha fatto emozionare. Mirko è normale anche in questo sembrerebbe. Perché in realtà lo è. Non si è mai sbilanciato per paura di condizionare con i suoi commenti i propri figli. Oppure non ha mai condiviso discorsi o interviste di personaggi di rilevanza che potessero identificarlo con un partito. Ha sempre preferito stare per le sue. Solo una volta condivise per sbaglio un video di Pertini che parlava di Gramsci. Ma con l’aiuto di sua moglie Greta è riuscito ha levarlo solo dopo 3 minuti, senza che nessuno lo vedesse o mettesse “like”.
Su Facebook, Mirko è inserito in qualche gruppo dove regalano roba usata o la vendono a poco prezzo. È riuscito in questo metodo a ricevere gratis un armadio per suo figlio Luca e una scrivania per Sara. Ogni tanto invia qualche video in privato a degli amici per farsi due risate. E come tutti quanti fa gli auguri di compleanno sulle bacheche altrui, per far sentire la sua vicinanza al festeggiato.

La fine del Mondo

Un giorno, scrollando la home page di Facebook, Mirko vede che un suo amico universitario ha pubblicato un articolo particolare. Un articolo che come titolo ha: “è vicina la fine del mondo”. Lui un po’ si sbalordisce che un suo ex compagno universitario, che riteneva abbastanza ragionevole, avesse pubblicato un articolo del genere. Allora con la scusa di scambiare due commenti sui tempi andati gli scrive in privato: “Ehi Francesco! Ti ricordi di me?”. Il suo ex compagno entusiasta gli risponde. Si scambiano, ovviamente tramite chat, messaggi vocali e foto dei propri figli. Si sentono come se fossero davanti ad una fredda birra appena spillata. E nel momento quasi della conclusione della chat, Mirko decide di avanzare una domanda molto personale. È stato difficile per lui avanzarla, perché non si era mai sbilanciato così tanto in una chat. Nemmeno con il suo migliore amico. Ma non sa come mai quella volta si sbilanciò. “Senti Francesco, come mai hai pubblicato una fake news? Il mondo non finisce fra pochi mesi. Il mondo è ancora longevo. Certo c’è la questione ambientale, ma anche questa si potrebbe risolvere no?”.
Da qui non torno più indietro. Francesco gli invio una serie di articoli e dichiarazioni che testimoniavano la sua tesi sulla fine del mondo. Mirko per cortesia li lesse tutti quanti prima di andare a dormire e prima di chiudere gli occhi pensò: “ok boomer”.

Mutuo: perché no?

Non dormì molto bene quella notte. Sognò strane apocalissi e strane immagini che gli ricordavano gli articoli che aveva letto. Era agitato e la moglie lo svegliò più di una volta per chiedere se tutto fosse ok. Ma lui con pacatezza rispose sempre: “si è stato solo un brutto sogno”.
La mattina seguente Greta lo sveglio dicendo che era tardi e che doveva andare al lavoro. Ma Mirko era strano e rispose che avrebbe preso un giorno di riposo, dato il forte mal di testa che provava. Greta si fidò e uscì di casa per accompagnare i bambini a scuola.
Appena senti la porta sbattere, Mirko si alzo in piedi e vestì il suo vestito più elegante e si recò al suo bar per prendere il suo normale caffè delle 9. Dopo il suo caffè con una bustina di zucchero di canna, pagò il suo euro solito e si recò in banca. Chiese alla segretaria un appuntamento per un mutuo e la signorina le disse che uno degli operatori si era appena liberato. Lui prese coraggio ed entrò nella stanza bianca.
L’operatore era una signora sulla sessantina di anni che aveva rughe di esperienza lavorativa. Subito dopo le presentazioni, Mirko azzardò la sua richiesta: “vorrei un mutuo da un milione di euro”. Dopo le solite domande di accertamento di garanzie e i discorsi sulla fiducia che la banca dà ai suoi clienti, la signora firmo per il mutuo. Il nostro protagonista uscì dalla banca con occhi rossi di soddisfazione.

Le spese del mutuo

Dopo qualche giorno, l’importo si presentò nel conto del signor Mirko. E qui che dopo essersi comportato dal “buon padre di famiglia” durante la colazione, finse di andare al lavoro.
Cosa fareste voi con un milione di euro? Quello che a prima risposta non potete trovare lui lo fece. Mise da parte la sua normalità e si fece trascinare da quel numero con 7 cifre. In meno di due mesi, spese quel patrimonio, che se gestito bene, basterebbe a far vivere tre generazioni di una famiglia di classe media.
Tutti i desideri che fanno l’uomo avido erano nella testa di Mirko. Il buon uomo era diventato uno “sprecone”. Davanti a lui passarono tutti i vizi che rende l’uomo schiavo di impulsi emotivi e privo di ragionamento logico. La vita era cambiata da normalità ad eccesso. Qualsiasi pensiero gli passava per la mente diveniva realtà. Tutti i suoi sogni, cullati fin dall’infanzia, divennero piacere di pochi minuti. Niente beneficenza, solamente vizi dei sogni più oscuri di qualsiasi essere umano.
La sua normalità era cambiata: il suo normale era la diminuzione dei soldi sul suo conto. Nessuno sapeva dove si era recato da giorni. L’unica traccia erano i pagamenti svolti strisciando la sua carta o dai vari prelievi di contanti. Contanti che danno una maggiore sensazione di potere nell’animo umano. Potere che passa da un pezzo di carta di colore verde con numeri accecanti.

La sentenza bancaria

Ovviamente le banche non si fanno imbrogliare facilmente. Nel vedere il conto del signor Mirko abbassarsi per ciò che non aveva promesso, la banca inizio ad indagare. Nel giro di pochi giorni riuscirono a trovare il nostro protagonista e lo portarono in tribunale.
Mirko era cambiato aveva una faccia malinconica, dimagrita e pallida. Un volto che non si spiega per quale motivo si trova in un posto che rende l’uomo una sentenza. Il suo avvocato d’ufficio sapeva che era una battaglia persa. Il giudice dalla sua alta posizione pose varie domande, ma Mirko non riusciva a rispondere.
Solo alla fine rispose: “Come mai signor Mirko ha agito per due mesi in un modo non normale alla sua figura? Cosa lo ha spinto a rinnegare la sua moralità da buon padre di famiglia per abbracciare il vizio? Perché sei cambiato?”
Mirko prese forze e rispose: “Penso che la fine del mondo fosse vicina. Ho le prove che tra qualche giorno ormai la Terra collasserà. Il tempo ormai è giunto. Ho articoli di persone rilevanti che predicono che la fine sta per giungere. Con questa convinzione sono andato a favore dei miei desideri. Nel momento della fine, ho pensato ad un mutuo. L’unica cosa da fare era soddisfare i miei piaceri. Se lei, signor giudice, fosse consapevole della fine avrebbe fatto le mie medesime azioni. Cosa sono le limitazioni della morale davanti alla morte? La moralità è solamente un impulso per eliminare i nostri mentali ostacoli e soddisfare ciò che fin dalla culla abbiamo desiderato”.

La conclusione

Il giudice lo spedì in carcere per aver creduto e per essersi fidato di una fake news. Mirko è in prigione per aver chiesto un mutuo. Lui ha seguito una bugia ben architettata, ha rinnegato la sua morale per una falsa. Ed è questo lo scopo delle cose che leggiamo, cercare di convincerci di fatti e argomenti che si impongono come una religione. Ma che non hanno niente di sacro. Se crei mille argomenti a tuo favore, che a prima vista possono sembrare logici, li seguirai come un rosario.
È facile farsi abbindolare come Mirko; è facile rinnegare la ragione per una falsa logicità. Ormai la verità insieme alla falsità sono sullo stesso piano. Entrambi hanno lo stesso valore dato la loro fondatezza dal numero di argomentazioni a loro favore. La qualità del discorso non conta. La quantità è la prima fonte di legittimazione.
Se tutti seguissero la bugia che ha spinto Mirko a cambiare? Se tutta la classe media chiedesse un mutuo da un milione che non restituirà mai? Cosa succederebbe se tutti spendessero quei soldi per i vizi della morale e non per la morale stessa? Cosa accadrebbe al mondo? Sarebbe sicuramente la fine del mondo: la fine delle tradizioni e della cultura di ogni individuo. Il capitalismo cadrebbe nel vedere il suo credito sparire in una sentenza di un giudice.
Le bugie come la verità cambiano il mondo. Ma tutto sta nel modo e nel numero degli individui che hanno fede nei due opposti, che ora come ora si sovrappongono.

(Ispirazione della storia: il video dei The Pills “è la fine del mondo”)

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