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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del dott. Alessandro Testa, del MUS – Medici Uniti per la Salute, intervenuto ai nostri microfoni, durante la trasmissione Fatece caso e indirizzata al Ministro Manfredi

“Carissimo Ministro Manfredi,
Forse come nella canzone dovremmo chiamarla “Carissimo
Pinocchio”? Nonostante le sue malefatte – si legge nella lettera- , Ministro, siano però troppe e con conseguenze ben più gravi.

Ad oggi, nel novero dei suoi passi falsi, possiamo contare l’incontro
farsa del 29 maggio, in cui prometteva un certo impegno nel risanare
l’imbuto formativo e nel rivedere la posizione degli specializzandi.
Impegno mai concretizzatosi, come dimostra la situazione attuale.
Altro passo falso: in gran segreto, con provvedimento post-datato,
(legale?), lei decide di convocare una “Commissione di Esperti” al
posto dell’Osservatorio Nazionale, unico organo ad oggi legalmente
riconosciuto ai fini dell’accreditamento delle Scuole di
Specializzazione.

Nessuno sa nulla, salvo i rappresentanti delle due
associazioni convocate (ex rappresentanti in osservatorio nell’anno
2018) che ben si sono guardati dal rivelare i dettagli di tale
convocazione. Pochi giorni dopo questa mossa alla “James Bond”, lei
si rende disponibile a partecipare ad un tavolo composto solo da
poche associazioni. Ottimo penserete… E invece no! Ancora una volta
non si smentisce. Al tavolo non si presenta, al suo posto lascia altri,
primo fra tutti un rettore universitario. Insomma, un conflitto di
interessi spaventosamente ovvio. A questo tavolo la sola grande
soluzione emersa è quella di risanare l’imbuto formativo fra 3 o 4
anni. A dirlo così sembra quasi confortante se non si pensa alla mossa
politica che muove tale proposta: un ennesimo “scarica barile” che
DELEGA, al governo che verrà dopo la fine del mandato, delle
decisioni che dovrebbero essere prese adesso! Decisioni urgenti
riguardanti in primis quella moltitudine di “camici grigi” che si
destreggiano quotidianamente tra sostituzioni e guardie mediche,
raccimolando lavori e vivendo nella precarietà, in attesa di vincere
una borsa di specializzazione per poter continuare la loro formazione.
Il tutto “condito” dallo smacco che la nuova laurea abilitante
apporterà ai concorrenti di quest’anno: anche i laureati di giugno￾luglio-settembre potranno partecipare al concorso, arrivando, secondo i dati attuali, a circa 30.000 partecipanti che si contenderanno 13.400 borse.

I lettori penseranno “E’ davvero troppo, basta così!”. Ma ci spiace
nuovamente deludervi. Con la coerenza che lo contraddistingue, il
nostro Ministro ne fa un’altra delle sue: in barba alla definizione di
Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, che dovrebbe essere “AD
ACCESSO PROGRAMMATO” proprio per garantire formazione e
qualità adeguate, lui aumenta di 1.500 unità i posti a medicina. Il che
equivale a 1.500 “camici grigi” in più fra 6 anni. Altri 1.500 futuri
precari.
Quindi ricapitoliamo: non risolve l’imbuto formativo, non riforma la
posizione dello specializzando, emana decreti ai limiti della legalità,
non si presenta ai tavoli che lui stesso convoca, aumenta i posti a
medicina e fa promesse che già sa di non poter mantenere.
La domanda che sorge spontanea è la motivazione per cui debba
continuare a ricoprire questa carica, nonostante NON abbia assolto
alcuno dei compiti a lui riservati e, piuttosto, peggiorato una
situazione ormai in dissesto da anni.

Chiediamo dignità e rispetto, chiediamo ascolto. Chiediamo che lei,
Ministro, spieghi ai cittadini perché non vuole risanare il GAP che si
sta creando a causa di tutti i medici che, andando ora in pensione,
non potranno essere sostituiti per carenza di specialisti. Chiediamo
che dia delle risposte a tutte quelle persone che ad oggi non riescono
a prendere appuntamento per una visita specialistica nella sanità
pubblica, se non prima di un anno. Sanità pubblica per cui versano
profumate tasse, come per qualsiasi altra cosa.
Tutto questo porta i cittadini più abbienti a riversarsi sul privato,
pagando la Sanitá due volte, lasciando scoperta la fascia più povera
della popolazione. In un Paese in cui l’articolo 32 della Costituzione
tutela la Salute come diritto fondamentale dell’individuo (e della
collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti) si sta veramente
cercando di tornare ad una sanitá di serie A e a una di serie B? Il
tutto, come sempre, a spese dei più poveri, costringendoli ad ulteriori sacrifici per quello che dovrebbe, al contrario, essere loro
riconosciuto come diritto fondamentale?
Chiediamo quindi che dia conto di tutto questo a colui il quale è a
tutti gli effetti il suo datore di lavoro: IL POPOLO ITALIANO, che soffre
e soffrirà le conseguenze della sua malagestione più di chiunque
altro. Ci permettiamo di darle un consiglio: inizi a parlare con la gente
e si renderà conto che, al di là dell’Olimpo dei ministeri e della
politica, ci sono persone che non possono permettersi di pagare 300
euro solo per avallare i tempi biblici per poter ricevere assistenza nel
pubblico. Ci sono PERSONE che hanno bisogno di cure ORA e non
possono attendere che lei decida in un futuro molto prossimo di
risanare la carenza di specialisti nel nostro Paese. Di dare alla sanità
una dignità.
Le chiediamo un favore a cuore aperto: faccia il Ministro. Dia ascolto
a quelle che possono essere le migliori risorse per la salute di un
popolo stanco delle attese e dei “faremo”. Dia ascolto a giovani
medici che chiedono solo di poter aiutare IL LORO PAESE invece di
essere costretti ad emigrare. Siamo così pronti e così desiderosi di
farlo che, pur non essendo minimamente esperti in materia, abbiamo
addirittura contattato chi lo è in modo da valutare al suo posto i fondi
da usare per stanziare contratti di specializzazione con una
proporzione di 1:1. Visto? Le facilitiamo anche il lavoro.
Chiediamo, Ministro, che non sia sordo a tutto questo. O, se volesse
continuare nella sua deliberata indifferenza, sia almeno onesto, dia le
dimissioni e lasci la salute del suo popolo nelle mani di una persona
che invece vuol sentire.”

MUS – Medici Uniti per la Salute

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