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“Dimettermi da presidente della commissione Antimafia? Piacerebbe a tanti -dice il senatore M5s Nicola Morra dopo le polemiche sulle sue frasi su Jole Santelli -. Ma io credo che quello che è accaduto venerdì (bloccata la presenza del parlamentare sulla Rai, nel programma Titolo V, ndr), faccia parte di una strategia, perché quando dai fastidio a Cosa Nostra, la mafia e la ‘ndrangheta, allora bisogna sporcare, infangare e delegittimare”.

“Il Paese dell’ipocrisia” – Intervenendo a Omnibus su La7, il parlamentare ha chiarito, tornando ancora sulla vicenda del programma Rai: “Questo è il Paese dell’ipocrisia e dei sepolcri imbiancati, in cui forse qualcuno, facendo servizio pubblico, reputa che il presidente della commissione Antimafia piuttosto che essere severamente giudicato da giornalisti che gli  possono fare le pulci, debba essere semplicemente escluso da una trasmissione che avrebbe parlato di Calabria, di ‘ndrangheta e altro”.

“In tv il figlio di Riina o Salvatore Buzzi” – “A questo punto mi chiedo – ha continuato -: il servizio pubblico può tranquillamente intervistare il figlio di Totò Riina o Salvatore Buzzi; invece il presidente dell’Antimafia, che avrebbe detto parole disdicevoli, non può essere ‘scartavetrato’ dai giornalisti – perché è anche questo il loro compito – e tranquillamente accettiamo che tutto questo passi. Credo che si debba fare una riflessione sullo stato di salute della democrazia in alcune aziende, che un tempo erano le prime aziende culturali del Paese”.

La Rai: “Su Morra massima prudenza, esprimerà il suo punto di vista” – “La decisione di sospendere la partecipazione” di Morra “è stata presa dalla Rai poiché da ore era in corso un dibattito particolarmente acceso su un argomento molto delicato che coinvolgeva i malati oncologici – si legge in  una nota Rai -. Al di là delle singole opinioni la Rai, come Servizio pubblico, pur nella consapevolezza della difficoltà di prendere una decisione che sarebbe stata comunque controversa, ha preferito adottare una linea di massima prudenza e tutela ed evitare di alimentare le molte polemiche che si stavano sviluppando su un tema così complesso”. La Rai inoltre “si rammarica con il presidente della commissione Antimafia per le modalità della comunicazione, sia per il riguardo che sempre va dato agli ospiti, sia se questi rivestono funzioni pubbliche di rilievo. Morra avrà altre opportunità sempre attraverso le reti del Servizio pubblico, per esprimere i suoi punti di vista”.

Orlando: “Stop Rai gravissimo precedente per democrazia” – “Tocca al direttore generale della Rai o a un direttore di rete stabilire ciò che un esponente politico può dire. Credo che quello che è avvenuto a Morra, al di là delle sue discutibilissime opinioni, costituisca un precedente gravissimo per la vita democratica”. Lo scrive su Twitter Andrea Orlando, vice segretario del Pd.

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