Mini-naja: Leva volontaria

Camera: 453 voti a favore sul nuovo progetto che riguarda la formazione volontaria all'interno dell'Arma, per studenti dai 18 ai 22 anni.

Durante la seduta della Camera dei Deputati di mercoledì 26 Marzo, si è approvata la legge nominata: “Mini-naja”. Questa darà la possibilità ai giovani di partecipare volontariamente a progetti formativi in ambito militare.

Requisiti d’accesso

Per tutti i ragazzi tra i 18 e 22 anni sono richiesti: cittadinanza italiana, godimento di diritti civili e politici, diploma di istruzione secondaria di secondo grado, assenza di condanne per delitti non colposi o procedimenti penali in atto per delitti non colposi, non essere sottoposti a misure di prevenzione, non aver tenuto comportamenti verso le istituzioni che non diano garanzia di assoluta fedeltà alla Costituzione e alla sicurezza nazionale.

Obiettivi e formazione del progetto sperimentale

L’iniziativa propone un periodo non retribuito di 6 mesi all’interno delle Forze Armate, permettendo agli studenti di ricevere ben 12 crediti universitari e l’attestato di ufficiale di riserva di complemento, finanziato grazie al Fondo di riserva del Mef. Inoltre, riceveranno dalla difesa un attestato sull’esito positivo del percorso formativo utilizzabile nell’accesso al mercato del lavoro.

La formazione non sarà solamente finalizzata alla conoscenza dei valori, della disciplina, della storia e la specificità dell’ordinamento militare. Ma il progetto ha lo scopo di educare i giovani alla Costituzione e alla Cittadinanza. Questo grazie ai corsi e-learning ed insegnamenti su diverse tematiche dentro la caserma. Tra i temi principali ci saranno quelli che riguardano la sicurezza interna ed internazionale e lo studio della Cyber protezione nazionale.

Questioni e domande

Come mai il progetto, che ha come finalità l’introduzione al lavoro, non viene retribuito con giusto compenso, dato che ci si mette in gioco per 6 mesi?

L’educazione civica non dovrebbe essere garantita dalla scuola, invece che dall’Arma? Non sarebbe il caso di spostare questi finanziamenti all’istruzione? Magari, con una riforma completa scolastica.

I cittadini italiani sono veramente così disincentivati allo studio dell’educazione civica, che addirittura ci affidiamo all’Arma?

 

MAmanero

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