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Lucas Maniglia, 48enne originario dell’Argentina, ma residente da oltre 20 anni a Milano è morto assassinato a Mar del Plata, città costiera nella provincia di Buenos Aires. A darne notizia diversi giornali locali.

Il 48enne si trovava in vacanza in Argentina, quando vi è rimasto bloccato a causa dell’emergenza coronavirus. Domenica è stato ritrovato con una ferita da arma da fuoco all’addome.

Chi era Lucas, argentino trapiantato a Milano

Nato a Buenos Aires, Maniglia, che lascia un figlio 19enne, da vent’anni si era trasferito a Milano e aveva un’attività di incisioni artistiche su metallo, la Sign, con sede nel Varesotto. Spesso tornava nel suo paese di origine in vacanza – riferisce La Capital Mar de Plata – dove di recente aveva comprato casa e dove amava fare surf.

Il 48enne avrebbe dovuto fare ritorno a Milano, ma a causa della pandemia è stato costretto a rimanere in Argentina. Poi, quando è stato nuovamente possibile prendere voli per l’Italia, la vittima ha rimandato per paura che la sua abitazione venisse occupata dagli squatter presenti in zona.

Domenica, verso mezzanotte, sentendo alcuni strani rumori provenire dalla casa dei suoi vicini, era uscito a verificare cosa stesse succedendo. Vedendolo nel cortile, alcuni ladri gli hanno sparato alla pancia. Il colpo purtroppo è risultato fatale. Vano il trasporto in ospedale e il tentativo di salvargli la vita da parte dei sanitari.

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