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Provo a spiegare cos’è il Mes, a parole semplici. Quando e perchè nasce. chi può utilizzarlo e che conseguenze comporta.

Tra il 2010 e il 2011 alcuni stati europei entrarono in crisi economico-finanziaria.

Prima della moneta unica, le singole nazioni in difficoltà avevano la facoltà di stampare moneta, svalutandola ed in generale aumentando il debito pubblico.

Un punto saldo dei Trattati europei ,l’art. 123 del TFUE, vieta agli stati membri e alla Banca centrale europea di ‘salvare’ stati membri in difficoltà. Un articolo che era stato fortemente voluto dai paesi del nord dell’Europa, a partire dalla Germania.

Nacque quindi l’esigenza di trovare uno strumento che garantisse sostegno a quelle Nazioni, Grecia, Irlanda, Portogallo ed Italia senza il quale sarebbe stata messa in discussione l’esistenza stessa dell’unione monetaria.

Quando nasce?

È in questo contesto che nasce nel 2010 un primo fondo temporaneo: il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF). Si trattava in realtà di una società di diritto lussemburghese che poteva sostenere finanziariamente gli stati in difficoltà (con prestiti e acquisti di titoli dello stato). Irlanda, Portogallo e Grecia con questo strumento ebbero 175 miliardi di prestiti a tassi contenuti, proprio per le garanzie fornite da tutto l’Eurogruppo.

Nel 2012 la situazione peggiora, e per far fronte alla crisi del debito pubblico degli stati più a rischio nasce un fondo permanente: il Mes, meccanismo europeo di stabilità.

Il fondo è una specie di serbatoio dove gli stati membri versano liquidità e prestano garanzie fino ad un importo di 700 miliardi di euro.  I primi versamenti ammontano a 80 miliardi e sono stati fatti pro quota, proporzionalmente al Pil di ogni stato membro.

La Germania ha versato 21 miliardi (27%), la Francia 16 miliardi (20%), l’Italia14,5 miliardi (18%) e così via.

Prima dell’esplosione del covid 19 era in corso un dibattito per modificare il trattato sul Mes in modo che potesse intervenire in aiuto anche di altri enti in difficoltà, come le banche nazionali o banche private di una certa rilevanza. Ovviamente tutto rimandato.

Chi può richiedere prestiti al Mes e cosa comporta

Il Fondo è a disposizione degli Stati europei che ne faranno richiesta per una condizione di necessità, ma l’erogazione di liquidità è condizionata.

La condizione è l’approvazione di un memorandum d’intesa (MoU) con il paese in difficoltà che definisce le condizioni alle quali il prestito viene concesso.

Il MES prende le proprie decisioni con la maggioranza dei voti dei paesi membri.

Opera in stretto coordinamento con la Commissione europea cui spetta ad esempio la negoziazione sul MoU con il paese coinvolto e con la BCE.

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L’Italia non ha mai fatto richiesta di aiuto al Mes, perchè è sempre riuscita agevolmente ad auto finanziarsi con l’emissione di buoni del tesoro (bot) con tassi di interesse sostenibili, anche nei momenti di maggior crisi. La convenienza o meno di ricorrere al Mes in futuro è ovviamente legata al memorandum di intesa e alle condizioni che la Commissione euopea deciderà di applicare.

 

Ogni situazione è diversa, le condizioni imposte dalla commissione Europea e le conseguenze non sono standard e sono soggette a negoziazioni.

Ad oggi il MES ha concesso prestiti a Cipro (€6,3 miliardi), Grecia (€61,9 miliardi) e Spagna (€41,3 miliardi).

 

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